Bergeggi, una “colla” biodegradabile per salvare coralli e gorgonie: il mare ligure diventa laboratorio della biodiversità

Presentato a bordo di Goletta Verde di Legambiente il progetto che utilizzerà biomateriali naturali per ripristinare gli habitat dell’Area Marina Protetta dell’Isola di Bergeggi. Sabato a Savona saranno diffusi anche i risultati del monitoraggio delle acque lungo le coste liguri

Una tecnologia capace di indurire sott’acqua in una ventina di minuti, aderire alla roccia e offrire un nuovo punto di ancoraggio a coralli e gorgonie minacciati. È il cuore del progetto sperimentale per il recupero degli habitat e della biodiversità dell’Area Marina Protetta dell’Isola di Bergeggi, presentato oggi, venerdì 7 agosto, a bordo di Goletta Verde, arrivata al Porto di Savona per la tappa ligure della storica campagna estiva di Legambiente.

Il progetto mette insieme Istituto Italiano di Tecnologia, Comune di Bergeggi, ente gestore dell’Area Marina Protetta, Legambiente e, per una parte delle attività scientifiche, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. L’obiettivo è utilizzare biomateriali innovativi, sostenibili e biodegradabili per favorire il ripristino degli habitat marini e il recupero di alcune specie particolarmente importanti per l’equilibrio dei fondali.

La sperimentazione nasce dal protocollo d’intesa siglato tra l’Istituto Italiano di Tecnologia e l’Area Marina Protetta dell’Isola di Bergeggi per sviluppare applicazioni tecnologiche destinate alla conservazione degli ecosistemi del mare. I ricercatori dell’unità Smart Materials dell’Istituto hanno messo a punto, insieme a biologi marini dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, materiali di origine naturale basati su oli vegetali e componenti capaci di imitare la composizione delle rocce marine.
Il funzionamento è relativamente semplice: il biomateriale è formato da due componenti modellabili che possono essere mescolate direttamente sott’acqua. In circa venti minuti il composto indurisce, aderendo alla roccia e creando un supporto stabile sul quale intervenire per il recupero delle specie.
Tra gli organismi sui quali si punta a lavorare ci sono la madrepora a cuscino, Cladocora caespitosa, e la gorgonia rossa, Paramuricea clavata, entrambe considerate di grande interesse biologico e fondamentali per la biodiversità dei fondali del Mar Ligure. L’obiettivo è utilizzare il nuovo materiale per ancorare e restaurare gli esemplari, favorendo nel tempo il ripopolamento delle aree interessate.
Legambiente affiderà all’Istituto Italiano di Tecnologia le attività di ottimizzazione, produzione e applicazione sperimentale dei biomateriali. L’Università degli Studi di Milano-Bicocca sarà invece coinvolta nella scelta delle specie sulle quali intervenire e nell’individuazione del sito più adatto alla sperimentazione.
«Il progetto rappresenta un importante esempio di collaborazione tra ricerca scientifica, istituzioni pubbliche e associazionismo ambientale, con l’obiettivo di sperimentare strumenti innovativi capaci di contribuire concretamente alla resilienza degli ecosistemi marini e alla salvaguardia della biodiversità del Mar Ligure», ha spiegato Federico Borromeo, direttore di Legambiente Liguria.
Per Athanassia Athanassiou, vicedirettrice scientifica dell’Istituto Italiano di Tecnologia e responsabile dell’unità Smart Materials, l’iniziativa «sancisce l’inizio di una collaborazione che ha l’obiettivo di preservare la biodiversità del Mar Ligure e favorire il trasferimento su larga scala delle tecnologie più performanti per la salvaguardia di tutti i mari».
Anche il direttore dell’Area Marina Protetta dell’Isola di Bergeggi Davide Virzi sottolinea il ruolo che le aree tutelate possono avere come luoghi di sperimentazione. «Riteniamo che le Aree Marine Protette debbano rappresentare siti privilegiati dove poter sperimentare azioni e progetti innovativi per la conservazione e il ripristino di specie e habitat», spiega, auspicando che le soluzioni testate a Bergeggi possano trovare applicazione anche in altre zone costiere italiane.
«Per Legambiente questa collaborazione rappresenta un’occasione di sviluppo per la salvaguardia della biodiversità nei nostri mari e un impegno per divulgare questo modello replicabile coinvolgendo la cittadinanza attiva, a cominciare dalle associazioni di subacquei», conclude Matteo Musso, presidente di Legambiente Savona.
La tappa savonese di Goletta Verde proseguirà domani, sabato 8 agosto. Alle 9.30, a bordo dell’imbarcazione ormeggiata al Molo 11 del Porto di Savona, in largo Isola di Saona, sono previste visite e il laboratorio gratuito “Alla scoperta del mare”, con la partecipazione delle famiglie delle Fornaci e di Antonio Pipicelli, componente del consiglio direttivo del Comitato Fornaci-Zinola.
Alle 11.30 sarà invece uno dei momenti centrali della tappa: Goletta Verde presenterà i risultati del monitoraggio effettuato lungo le coste liguri. Dopo i saluti dell’assessora all’Ambiente del Comune di Savona Barbara Pasquali, interverranno Marcella De Mestria, responsabile di Goletta Verde, Stefano Maggiolo, direttore del Dipartimento Stato dell’Ambiente e Tutela dai Rischi Naturali dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, e Federico Borromeo.
Nel pomeriggio, alle 17.30, spazio alla tavola rotonda “Le pietre raccontano. Alla scoperta dello scheletro della Liguria e della sua biodiversità”, coordinata da Ludovica Schiaroli di Legambiente Liguria. Tra i partecipanti annunciati ci sono il biologo marino Maurizio Wurtz, Stefano Salvetti di Mare Libero Liguria, Guido Paliaga, presidente della sezione ligure della Società italiana di geologia ambientale, Stefano Bigliazzi, presidente di Legambiente Liguria, e Regina Sozzi, delegata del Fondo mondiale per la natura Liguria e rappresentante delle associazioni ambientaliste nella Comunità del Geopark del Beigua.
Goletta Verde, arrivata alla quarantesima edizione, resterà a Savona fino a sabato. Anche quest’anno è attivo il servizio “SOS Goletta”, attraverso il quale cittadini e frequentatori delle coste possono segnalare scarichi anomali, chiazze sospette e possibili episodi di inquinamento lungo spiagge e litorali.
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