Economia Industria 

Parco dei Forti, Panarello rinuncia all’ampliamento: il comitato rivendica la vittoria

Secondo il Comitato del Parco dei Forti e delle Mura, la decisione dell’azienda chiude una vertenza durata circa sei anni. Nel comunicato vengono criticate le scelte urbanistiche della precedente amministrazione

Panarello avrebbe rinunciato al progetto di ampliamento del proprio stabilimento nell’area dei Forti di Genova. A darne notizia è il Comitato del Parco dei Forti e delle Mura, che interpreta la decisione come il risultato della mobilitazione avviata dai residenti e del contenzioso promosso contro le modifiche urbanistiche approvate negli anni scorsi.

La ricostruzione e le valutazioni contenute nel comunicato rappresentano esclusivamente la posizione del comitato e delle realtà aderenti alla Rete Genovese.

Secondo il comitato, la rinuncia dell’impresa sarebbe arrivata dopo una recente decisione giudiziaria favorevole ai ricorrenti e segnerebbe la conclusione definitiva del progetto industriale. La nota definisce l’esito una vittoria per la tutela del territorio e sostiene che gli ostacoli normativi e procedurali sollevati nel corso degli anni abbiano avuto un ruolo determinante.

La vicenda, nella ricostruzione proposta dai promotori della mobilitazione, risale alle modifiche degli strumenti urbanistici approvate dalla precedente giunta comunale per consentire la trasformazione di una parte della zona dei Forti da parco urbano ad area destinata ad attività produttive. Il provvedimento era stato contestato da alcuni residenti, che nel 2021 avevano costituito il Comitato del Parco dei Forti e delle Mura e avviato un ricorso.

La Rete Genovese, che riunisce numerosi comitati, associazioni e gruppi cittadini, esprime soddisfazione per l’epilogo annunciato e sostiene che la rinuncia permetta di preservare l’integrità dell’area verde. Nel comunicato viene inoltre criticata la gestione della vertenza da parte dell’amministrazione dell’epoca.

In particolare, il comitato afferma che il Comune avrebbe potuto favorire il trasferimento dell’attività in una zona industriale ritenuta più adatta dal punto di vista logistico. Sempre secondo gli estensori della nota, una soluzione di questo tipo avrebbe evitato anni di contenzioso, le spese legali affrontate dagli abitanti, i costi sostenuti dall’azienda e quelli ricaduti sull’amministrazione pubblica. Si tratta, anche in questo caso, delle valutazioni espresse dal comitato.


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