diritti e sociale 

A Bolzaneto apre la casa condivisa per anziani: un’alternativa concreta alla solitudine e alla residenza assistita

In via San Biagio inaugurato il secondo appartamento del progetto “COLIVINGenova”, dopo quello di Molassana. Il modello punta su autonomia, mutuo aiuto e una rete stabile tra servizi pubblici, terzo settore e quartiere

Non una casa di riposo, ma neppure la solitudine di un’abitazione affrontata senza sostegno. A Bolzaneto è stato inaugurato il secondo alloggio di coabitazione destinato a persone anziane autosufficienti, realizzato nell’ambito del progetto “COLIVINGenova”. L’appartamento si trova in via San Biagio 3 e completa la prima fase della sperimentazione avviata dal Comune di Genova, dopo l’apertura del primo alloggio nella zona di Molassana.

L’idea è offrire una soluzione intermedia tra la permanenza nel proprio domicilio e l’ingresso in una struttura residenziale. Le persone ospitate possono conservare spazi privati, abitudini e autonomia, condividendo però alcuni ambienti e costruendo rapporti quotidiani fondati sull’aiuto reciproco e sulla socialità.

Alla cerimonia hanno partecipato l’assessora comunale al Sociale Cristina Lodi, l’assessore comunale al Patrimonio Davide Patrone, il presidente del Municipio V Valpolcevera Michele Versace, la referente regionale per le coprogettazioni con il terzo settore Manuela Facco e Marzia Sica della Fondazione Compagnia di San Paolo.

La scelta di Bolzaneto, ha spiegato Cristina Lodi, nasce dalla presenza di una popolazione anziana numerosa e da una rete territoriale già attiva. Intorno all’alloggio dovrà svilupparsi un sistema capace di seguire nel tempo gli ospiti, individuare tempestivamente eventuali situazioni di fragilità e mettere in collegamento interventi sociali, sociosanitari e sanitari.

Il progetto coinvolge Auser e Agorà, con la collaborazione di Anteas, Ada, Comunità di Sant’Egidio, Azienda sanitaria locale 3 e Regione Liguria. Fondazione Compagnia di San Paolo partecipa invece come ente finanziatore e coprogettista.

«Questo secondo alloggio dimostra che “COLIVINGenova” non è un progetto sulla carta, ma una risposta concreta ai bisogni del territorio», ha dichiarato Cristina Lodi. La coabitazione, secondo l’assessora, permette alle persone anziane di contrastare l’isolamento, mantenere la propria indipendenza e vivere all’interno di un contesto monitorato e solidale.

L’immobile è stato recuperato attraverso la valorizzazione del patrimonio pubblico. Per Davide Patrone, l’intervento mostra come gli appartamenti comunali possano essere restituiti alla città con funzioni nuove e direttamente legate alle necessità sociali. «Mettere a disposizione questi spazi significa promuovere inclusione, prossimità e nuove forme dell’abitare», ha affermato l’assessore.

La presidente di Auser Genova Fulvia Veirana ha descritto l’alloggio come una vera casa, nella quale ogni persona può personalizzare il proprio spazio, ricevere visite e organizzare momenti conviviali insieme al coinquilino. Un livello di libertà e di relazione più difficile da conservare nelle strutture tradizionali.

Il progetto è sostenuto anche dalla Regione Liguria. L’assessore regionale alla Sanità, alle Politiche sociosanitarie e sociali e al Terzo settore Massimo Nicolò lo ha indicato come un esempio di integrazione tra sanità, servizi sociali e comunità. Il modello, ha spiegato, è coerente con il nuovo Piano sociosanitario regionale e con il rafforzamento dell’assistenza territoriale attraverso le Case di comunità e gli Ospedali di comunità.

“COLIVINGenova” non si limita quindi alla condivisione di un appartamento. Attorno agli alloggi deve nascere una rete di vicinato e di assistenza capace di sostenere l’autonomia possibile, prevenire l’isolamento e intercettare i primi segnali di difficoltà prima che si trasformino in emergenze.

Con l’apertura della casa di Bolzaneto si conclude la fase iniziale del progetto, che nel 2026 ha portato alla realizzazione dei due appartamenti. Nel corso del 2027 saranno valutati i risultati della sperimentazione. Da questi dipenderà la possibile estensione del modello ad altri quartieri di Genova.


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