Quartieri 

Sicurezza, la protesta si sposta in Valbisagno ma il quartiere non ci sta: il Comitato San Fruttuoso non ci sarà

Dopo il corteo di Sestri Ponente, durante il quale sono stati aggrediti alcuni giornalisti, una nuova manifestazione sicuritaria è stata convocata attraverso il solito gruppo Facebook “Genova Insicura”. Il locale comitato teme un’iniziativa capace di contrapporre ancora una volta i cittadini e prende le distanze

Dopo Sestri Ponente, la protesta per la sicurezza si sposta in Valbisagno. L’appuntamento è fissato per sabato prossimo, 25 luglio, alle 21 in piazza Martinez, dove i partecipanti si ritroveranno per chiedere maggiore tutela nei quartieri.

La manifestazione è stata promossa ancora una volta attraverso il gruppo Facebook “Genova Insicura” che nelle scorse settimane ha promosso in altre zone identiche manifestazioni molto partecipate dai partiti di destra. Nel volantino diffuso sui social si legge: «Rispetto e sicurezza, vogliamo quartieri sicuri e vivibili».

La nuova convocazione arriva a un paio di settimane dalla manifestazione organizzata in via Sestri, conclusa in un clima di forte tensione. Durante l’iniziativa alcuni cronisti e fotoreporter erano stati aggrediti mentre documentavano quanto stava accadendo, nel tentativo di impedire riprese video e fotografie.

Proprio quanto avvenuto a Sestri Ponente ha spinto il Comitato San Fruttuoso a prendere pubblicamente le distanze dall’appuntamento di piazza Martinez. Il direttivo dell’associazione ha annunciato che non parteciperà alla manifestazione, definita di carattere politico e organizzata, secondo il comitato, da un gruppo non chiaramente identificato.

Il Comitato San Fruttuoso ricorda di essere nato come realtà apartitica di volontariato, impegnata nella promozione della bellezza, della socialità e della partecipazione civica nel quartiere. Da questa impostazione deriva la decisione di non aderire a un’iniziativa che, secondo il direttivo, rischierebbe di mettere i cittadini gli uni contro gli altri.

La posizione dell’associazione non nega l’esistenza dei problemi legati alla sicurezza, ma individua altrove le responsabilità politiche e istituzionali. Nel comunicato vengono chiamati in causa il Governo e la Prefettura per quella che viene definita una gestione inadeguata delle comunità per minori e della tutela dei residenti.

Secondo il comitato, l’attenzione dovrebbe concentrarsi sulla necessità di coordinare interventi concreti, rafforzare i servizi pubblici di prossimità, curare maggiormente gli spazi comuni e sostenere attività culturali capaci di favorire incontro e aggregazione. Strumenti considerati indispensabili per costruire percorsi di accoglienza e inclusione che non rimangano soltanto dichiarazioni d’intenti.

«Il dialogo e l’ascolto sono alla base di ogni civiltà», sostiene il direttivo, che ritiene la manifestazione del 25 luglio destinata a dividere la popolazione e a distogliere l’attenzione dai problemi reali.

Il Comitato San Fruttuoso continuerà quindi a operare attraverso le proprie attività sul territorio, insieme alle altre associazioni e realtà locali. La linea indicata è quella di un quartiere aperto, accogliente e solidale, con una netta opposizione a ogni forma di aggressività, discriminazione e razzismo.

Sabato sera piazza Martinez diventerà così non soltanto il luogo di una nuova richiesta di sicurezza, ma anche il punto in cui emergeranno due visioni differenti: da una parte chi sceglie la protesta pubblica, dall’altra chi teme che quella protesta possa trasformarsi in un ulteriore elemento di frattura.


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