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Allevamento intensivo dei pulcini sì, rifiuti no: un consigliere denuncia la curiosa selezione delle competenze municipali nel Centro Ovest

La mozione sul termovalorizzatore resta fuori dall’aula perché giudicata estranea alle funzioni del Municipio. Eppure, secondo il consigliere della Lega Andrea Ferrari, altri argomenti decisamente più lontani dai problemi quotidiani del territorio hanno trovato senza difficoltà un posto nel dibattito

Nel Municipio Centro Ovest esisterebbe una particolare geografia delle competenze. Gli allevamenti intensivi dei pulcini possono entrare dalla porta principale, la bandiera palestinese può affacciarsi dalla facciata, mentre la gestione dei rifiuti deve evidentemente fermarsi all’ingresso, perché ritenuta una questione troppo distante dalla vita municipale.

A segnalare il singolare criterio di selezione è il consigliere municipale della Lega Andrea Ferrari, che lo scorso 28 ottobre aveva presentato una mozione per aprire un confronto sulla possibile realizzazione di un termovalorizzatore nell’area metropolitana di Genova. L’intenzione, spiega, era coinvolgere tutti e nove i Municipi e fornire ai consiglieri un aggiornamento sui passaggi affrontati dal Comune e dalla Regione.

La proposta, però, non è mai arrivata in aula. Presidenza e Segreteria del Municipio avrebbero infatti stabilito che il tema non rientra nelle competenze municipali. Una conclusione formalmente impeccabile, almeno finché non si guarda al catalogo degli argomenti già ammessi alla discussione.

«Nello stesso Municipio sono state discusse mozioni sugli allevamenti intensivi dei pulcini e sull’esposizione della bandiera della Palestina», osserva Andrea Ferrari. Da qui la domanda, non proprio marginale: se questi temi possiedono il necessario pedigree municipale, perché la gestione dei rifiuti, con i suoi effetti diretti sulle strade, sui quartieri e sulle tasche dei residenti, dovrebbe essere considerata materia estranea?

Il paradosso, secondo il consigliere, diventa ancora più evidente osservando la situazione quotidiana. Sacchetti lasciati fuori dai contenitori, rifiuti ingombranti abbandonati sui marciapiedi e topi compongono uno scenario che difficilmente può essere archiviato come una raffinata questione sovracomunale. I rifiuti, del resto, mostrano una certa ostinazione: continuano a comparire nei quartieri anche quando il dibattito istituzionale decide che non sono di competenza del territorio.

A questo quadro si aggiunge la notizia, richiamata da Andrea Ferrari, di un possibile aumento di oltre il 5 per cento della tassa sui rifiuti. Un rincaro che graverebbe su famiglie e imprese già chiamate a sostenere costi elevati, mentre la qualità percepita del servizio continua a suscitare proteste.

Molti cittadini, riferisce il consigliere, gli chiedono perché dovrebbero continuare a impegnarsi nella raccolta differenziata se la tassa continua a crescere. La risposta di Andrea Ferrari non mette in discussione il valore della differenziazione dei rifiuti, definita un dovere civico e uno strumento indispensabile per la tutela ambientale. Il problema è un altro: agli sforzi richiesti alla popolazione dovrebbero corrispondere un servizio efficiente, una gestione trasparente e politiche capaci di contenere i costi.

La mozione chiedeva quindi un confronto, non l’accensione immediata di un impianto nel cortile del Municipio. Ma persino discutere di un termovalorizzatore sarebbe stato considerato fuori perimetro. Una prudenza istituzionale che, almeno stando alla ricostruzione del consigliere della Lega, sembra applicarsi con particolare rigore soltanto quando l’argomento riguarda bidoni pieni, strade sporche e bollette più care.

«Su una questione così importante serve un confronto serio, senza pregiudizi ideologici e senza sottrarsi al dibattito», conclude Andrea Ferrari. Nel frattempo, il regolamento non scritto del Municipio Centro Ovest pare abbastanza chiaro: per parlare di rifiuti bisogna forse aspettare che vengano allevati intensivamente o che siano esposti sulla facciata.


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