Corte dei Conti, sanità ligure senza svolta: deficit in fuga, attese fuori controllo e pazienti costretti a curarsi altrove

Il procuratore Ronci nella requisitoria descrive un sistema ancora in affanno: nel 2025 il disavanzo è salito a 125,7 milioni, il 32 per cento delle prestazioni è arrivato in ritardo e la mobilità sanitaria ha lasciato un saldo negativo di 74,4 milioni

Quasi una prestazione sanitaria su tre erogata oltre il tempo massimo, un deficit cresciuto di altri 13,3 milioni di euro in un solo anno e una continua uscita di pazienti verso ospedali e ambulatori di altre regioni. La sanità ligure continua a mostrare le stesse debolezze già denunciate negli anni precedenti, senza che sia ancora visibile un cambio di rotta netto.

A mettere in fila i dati è stato il procuratore regionale facente funzioni della Corte dei conti Silvio Ronci (al centro nella foto), durante la requisitoria per il giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Liguria relativo all’esercizio finanziario 2025.

Il punto più immediatamente percepibile dai cittadini riguarda le liste di attesa. Nel corso dell’anno il 32 per cento delle richieste non è stato soddisfatto entro i limiti stabiliti dalle rispettive classi di priorità. Visite ed esami classificati come urgenti, urgenti brevi, differibili o programmati sono quindi arrivati in ritardo in quasi un caso su tre.
La situazione appare particolarmente pesante per le prestazioni urgenti brevi, che dovrebbero essere garantite entro dieci giorni. In dermatologia solo il 37 per cento delle richieste è stato preso in carico entro il termine previsto. Per le prime visite oculistiche, pneumologiche e urologiche la quota di appuntamenti rispettosi dei tempi si è fermata tra il 51 e il 55 per cento. In altre parole, in numerosi casi quasi un paziente su due ha dovuto attendere più del consentito.
Alle difficoltà nell’accesso alle cure si aggiunge un quadro economico in ulteriore deterioramento. Il disavanzo sanitario regionale ha raggiunto i 125,7 milioni di euro, contro i 112,4 milioni del 2024. Un aumento che, secondo Silvio Ronci, dimostra l’insufficienza degli strumenti messi in campo finora e impone una programmazione più severa da parte delle aziende e degli enti del sistema sanitario.
La sola gestione ordinaria del bilancio non sarebbe quindi riuscita a produrre soluzioni strutturali. Il procuratore ha richiamato la necessità di interventi ulteriori rispetto alle consuete misure fiscali, chiedendo una pianificazione più attenta delle attività e delle risorse necessarie a finanziarle.
Il terzo fronte critico è quello della mobilità sanitaria. La Liguria continua a spendere più di quanto incassa per i pazienti che scelgono di curarsi fuori regione, con un saldo negativo arrivato a 74,4 milioni di euro. È il costo economico di un fenomeno che racconta anche la difficoltà del sistema locale nel trattenere i propri assistiti e nel garantire risposte considerate adeguate.
«Non si è finora riscontrata una decisa inversione di tendenza», ha osservato Silvio Ronci. È questa la conclusione più pesante della requisitoria: deficit, attese e mobilità sanitaria non rappresentano emergenze improvvise, ma problemi ripetutamente segnalati che continuano a ripresentarsi senza una soluzione capace di modificare davvero il quadro.
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