Oggi a Genova 

Regione Liguria, 304 mila euro al segretario generale e nomine sotto esame: la governance di Marco Bucci nel mirino della Corte dei Conti

Il procuratore regionale Silvio Ronci solleva dubbi di legittimità costituzionale sulla struttura amministrativa e sul commissario per l’edilizia sanitaria. Nel mirino l’intera architettura amministrativa. Armando Sanna e Davide Natale (Pd) chiedono al presidente di riferire in Consiglio regionale

Non è soltanto una questione di compensi, anche se la cifra indicata nella requisitoria è destinata a far discutere: 304 mila euro liquidati nel 2025 al segretario generale della Regione Liguria. Dietro quel trattamento economico, ritenuto superiore ai limiti della contrattazione collettiva, il procuratore regionale facente funzioni della Corte dei conti Silvio Ronci individua un problema più ampio, che riguarda l’intera architettura amministrativa costruita dalla giunta di Marco Bucci.

Nel giudizio di parificazione del rendiconto regionale, Silvio Ronci ha contestato la scelta di collocare il segretario generale fuori dalla dotazione organica della Regione, ritenendola non compatibile con i principi costituzionali. Una questione analoga è stata sollevata anche per la nomina del commissario per l’edilizia sanitaria, sulla quale il procuratore ha chiesto ai giudici contabili una valutazione di legittimità.

Al centro dell’esame non c’è dunque una singola posizione, ma il modello organizzativo nel suo complesso. La Regione ha previsto quattro figure di vertice: il segretario generale, il capo di Gabinetto, il direttore generale di coordinamento e il responsabile dell’attuazione del programma di governo. Una struttura che, secondo la requisitoria, rischia di moltiplicare i livelli decisionali senza rendere più semplice o più efficiente la macchina amministrativa.

Il pericolo evidenziato è quello di competenze che si sovrappongono, responsabilità meno facilmente individuabili e costi crescenti per gli incarichi apicali. Il procuratore osserva inoltre che nessuna delle quattro figure è inserita nella dotazione organica dell’ente. Una scelta ritenuta ammissibile per il capo di Gabinetto e per il responsabile del programma di governo, ma non per il segretario generale e per il direttore generale di coordinamento.

I rilievi investono i principi di economicità, efficienza e buon andamento della pubblica amministrazione, oltre alla competenza statale in materia di ordinamento civile. La decisione definitiva non è ancora arrivata e spetterà ai giudici valutare le questioni sollevate, ma la requisitoria apre un fronte politico particolarmente delicato per la maggioranza regionale.

Ad attaccare la giunta sono il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale Armando Sanna e il segretario ligure del PD Davide Natale. I due sostengono che le osservazioni del procuratore confermino le contestazioni avanzate nei mesi scorsi contro l’aumento degli incarichi di vertice e dei relativi costi.

«Non erano polemiche strumentali», affermano Armando Sanna e Davide Natale, che accusano la giunta di avere costruito una struttura più pesante, con funzioni non sempre chiaramente separate e posizioni che non avrebbero equivalenti in altre Regioni.

Gli esponenti del Partito democratico mettono inoltre a confronto le somme destinate alla nuova governance con le difficoltà finanziarie denunciate in altri settori. Secondo l’opposizione, mentre si trovano centinaia di migliaia di euro per gli incarichi apicali, mancherebbero risorse sufficienti per rafforzare il personale sanitario, intervenire sull’edilizia scolastica, abbattere le barriere architettoniche, sostenere gli inquilini morosi senza colpa e recuperare gli alloggi pubblici oggi inutilizzabili.

La richiesta politica è ora rivolta direttamente a Marco Bucci. Armando Sanna e Davide Natale chiedono al presidente della Regione di presentarsi in Consiglio regionale e spiegare quali criteri abbiano portato alla creazione delle nuove figure dirigenziali, alla loro collocazione fuori dalla dotazione organica e alla definizione dei relativi trattamenti economici.


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