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Il caldo estremo rallenta anche gli sfalci. Persi 25 giorni di lavoro ma per una buona causa: salvaguardare la salute dei lavoratori

L’assessore Ferrante in consiglio comunale: «Il nuovo servizio dispone di due milioni di euro all’anno, fino a dodici squadre e un massimo di tre passaggi nelle aree ordinarie, che salgono a quattro o cinque nelle zone più frequentate». In arrivo anche un geoportale per seguire quotidianamente gli interventi

Il caldo estremo ha rallentato il piano degli sfalci a Genova, rendendo impossibile rispettare in diversi casi la programmazione iniziale. Lo ha spiegato in Consiglio comunale l’assessore ai lavori pubblici e alle manutenzioni Massimo Ferrante, rispondendo a due interrogazioni a risposta immediata di Sergio Gambino (Gruppo Misto) e Alessandra Bianchi (FdI) sui ritardi nel taglio dell’erba e sulla nuova organizzazione del servizio.

Il precedente appalto è scaduto il 31 maggio e nelle settimane successive si è svolto il passaggio di consegne con il nuovo affidamento. A incidere maggiormente sui tempi, secondo l’assessore, sono state però le ripetute ondate di calore che hanno interessato la città tra la metà di giugno e il 21 luglio.

«Genova ha avuto 26 giornate a rischio alto e, per quanto riguarda i livelli 2 e 3 dell’allarme per le ondate di calore, ne abbiamo accumulate 19», ha dichiarato Ferrante. Durante le fasce più critiche, ha ricordato, le lavorazioni all’aperto devono essere sospese per tutelare la salute degli addetti.

«Gli sfalci non sono lavori eseguiti in un unico cantiere, ma richiedono continui spostamenti all’interno della città», ha aggiunto l’assessore. «Queste condizioni hanno fatto sì che, di fatto, perdessimo 25 giornate lavorative. Per questo la programmazione, in alcuni casi, non ha potuto coincidere con l’effettiva esecuzione».

Massimo Ferrante ha rivendicato la necessità di mettere al primo posto la sicurezza del personale. «Possiamo programmare tutto, ma davanti alla continuità delle ondate di calore abbiamo il dovere di rispettare i diritti dei lavoratori. Non si possono mandare persone a lavorare all’esterno durante le allerte di livello 2 e 3».

Il nuovo accordo quadro riguarda lo sfalcio del verde lungo strade, marciapiedi e altre superfici pavimentate di proprietà comunale. L’appalto è organizzato attraverso un lotto unico per l’intera città, suddiviso però in nove ambiti corrispondenti ai Municipi, ai quali si aggiunge il cosiddetto “ambito zero”, comprendente le strade considerate di maggiore interesse cittadino e turistico.

L’assessore ha precisato che l’individuazione delle vie e l’ordine degli interventi non vengono decisi esclusivamente dagli uffici centrali. «Per i nove ambiti sono i Municipi a indicare le strade e le priorità», ha chiarito l’assessore. La gestione centrale resta invece responsabile dell’ambito zero, che comprende le aree con maggiore frequentazione e rilevanza urbana.

La scelta del lotto unico, secondo Palazzo Tursi, dovrebbe consentire procedure omogenee, economie di scala e una maggiore rapidità nell’impiego delle squadre, senza cancellare le esigenze specifiche dei territori. Il sistema non prevede un calendario immutabile fissato una volta per tutte, perché gli interventi devono essere adattati alla crescita della vegetazione, alle condizioni climatiche e alle segnalazioni provenienti dai Municipi.

Per ciascuna annualità sono disponibili due milioni di euro. Le risorse dovrebbero garantire fino a tre passaggi all’anno nelle aree ordinarie, mentre nelle zone di pregio o caratterizzate da una maggiore frequentazione potranno essere effettuati quattro o cinque interventi. La ripartizione economica tra i diversi territori sarà calcolata sulla base dell’estensione delle aree stradali da trattare e non attraverso una divisione identica tra tutti i Municipi.

Il nuovo servizio potrà impiegare fino a dodici squadre, distribuite sul territorio comunale. A regime, ogni ambito municipale dovrebbe avere almeno una squadra presente nel corso della settimana. L’impresa incaricata dovrà inoltre trasmettere un cronoprogramma settimanale, indicando le attività previste in ciascuna zona.

Le priorità potranno essere aggiornate anche durante l’esecuzione dell’appalto, sulla base delle richieste dei direttori operativi dei Municipi e del confronto con la direzione centrale. L’obiettivo è intervenire più rapidamente nei punti nei quali la crescita dell’erba determina problemi di visibilità, accessibilità o sicurezza.

Il Comune sta infine lavorando a una piattaforma digitale dedicata al controllo degli sfalci, costruita sul modello del sistema già adottato per la pulizia delle caditoie. «Vogliamo realizzare un geoportale degli sfalci», ha annunciato Massimo Ferrante. Lo strumento consentirà agli uffici di verificare quotidianamente la posizione delle squadre, l’avanzamento dei lavori e i metri lineari già trattati.

Sulla stessa piattaforma saranno caricate anche le fotografie degli interventi eseguiti, così da mettere la documentazione a disposizione dei responsabili dei Municipi. Un sistema di tracciamento che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà rendere più immediati i controlli e permettere di verificare se le attività programmate siano state realmente completate.


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