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Fake news sui social, la presunta “notizia” su anziano aggredito a Vesima, che ha creato grave allarme tra la popolazione, è completamente falsa

Ieri sera era stata pubblicata su una pagina facebook che si presenta come giornalistica, ma aveva 44 iscritti ed era nata per l’occasione. Purtroppo è stata ampiamente condivisa e commentata con toni violenti e razzisti. Una bufala come questa contribuisce al clima di caccia alle streghe fomentato da chi ha come obiettivo politico quello di far crescere la percezione di insicurezza

La notizia voleva un 93enne sceso dal treno alla stazione di Vesima con le borse della spesa aggredito, picchiato e gettato in una fontana da una babygang di stranieri. A chi conosce il territorio la notizia è suonata subito sospetta: a Vesima non ci sono piazze e tantomeno fontane.

Nel post su Fb (che non corrisponde ad alcun media) si legge di un funzionario di polizia che avrebbe confermato i fatti, ma chi fa il mestiere di giornalista sa perfettamente che nessun funzionario di polizia può rilasciare dichiarazioni e che ogni comunicazione ufficiale da parte delle forze dell’ordine e della polizia locale passa necessariamente per il visto della procura della Repubblica.

Nessun notizia del genere è passata per la pagina del 118 dedicata a giornalisti, dove si leggono tutti i soccorsi, le ambulanze, la gravità delle ferite, le auto mediche impiegate, i luoghi dove il fatto è accaduto e l’orario relativo. Al di là della pagina web dedicata ai giornalisti, al 118 non risulta alcun soccorso di questo genere.

Quando sui social comincia a “girare” una notizia di tale gravità, il giornalista (vero) non pubblica tal quale come hanno fatto, purtroppo, alcuni cittadini, condividendo il post o copincollando il testo, ma comincia le verifiche. Nessuna notizia di questo genere risulta né alla polizia di Stato, né ai carabinieri né alla polizia locale. Semplicemente, il fatto mai è avvenuto.

Il problema è capire chi abbia interesse a diffondere notizie false che fomentano la percezione di insicurezza e, soprattutto, il perché. Non è difficile per la polizia postale, se decide di farlo (magari a seguito di un esposto e di una denuncia), risalire ai responsabili.

La pagina, che al momento non è più disponibile su fb, si chiamava “News italiane”


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