Pronto soccorso al collasso, a Genova 96 persone aspettano ancora la visita: Villa Scassi è ancora il caso più critico

Tutti e quattro i pronto soccorso cittadini risultano molto affollati. Complessivamente alle 22:00 sono presenti 313 pazienti. Rispetto a ieri le attese aumentano drasticamente. La stessa situazione si registra in tutta la Liguria. Frana così miseramente di fronte ai fatti l’esperienza delle case di comunità. Alla luce dell’attuale situazione, l’infelice propaganda con il manifesto che consigliava a chi ha la diarrea di andare lì e non all’ospedale, suona come una beffa

La situazione dei pronto soccorso genovesi peggiora proprio nel dato che dovrebbe preoccupare di più: il numero delle persone che non sono ancora riuscite a essere visitate. Oggi non ci sono stati ricoveri legati al caldo. Si tratta, quindi, di una situazione di “ordinaria amministrazione”, con i pronto soccorso che evidentemente non reggono l’onda d’urto delle richieste d’assistenza.

Nei quattro presidi cittadini risultano presenti complessivamente 313 pazienti. Di questi, 217 sono già stati presi in carico, mentre 96 aspettano ancora la visita. Quasi una persona su tre si trova dunque ferma in attesa, dopo avere effettuato l’accesso e ricevuto il codice di priorità.

La cartina regionale mostra inoltre una condizione di sofferenza estesa a tutta la Liguria. I marcatori rossi si distribuiscono dal Ponente allo Spezzino, passando per Savona, l’area metropolitana genovese e il Tigullio. L’unico pronto soccorso in “verde” è quello de Gaslini. Non si tratta quindi della crisi isolata di un singolo ospedale, ma di una pressione che coinvolge simultaneamente gran parte della rete dell’emergenza regionale.

A Genova il quadro è netto: quattro pronto soccorso su quattro sono classificati come molto affollati.

Villa Scassi, 96 pazienti e 38 ancora in attesa
La situazione più pesante si registra all’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena.
Nel pronto soccorso sono presenti complessivamente 96 persone: 58 già in cura e 38 ancora in attesa di visita. È il numero più alto tra tutti i presidi cittadini.
Tra i pazienti che aspettano figurano 16 codici arancioni, 13 azzurri, otto verdi e un bianco. Non si tratta quindi soltanto di accessi a bassa priorità: quasi la metà delle persone ancora senza visita ha ricevuto un codice arancione, associato a condizioni potenzialmente serie e che richiedono una valutazione tempestiva.
Tra i pazienti già assistiti si contano sette codici rossi, 31 arancioni, 19 azzurri e un verde.
Rispetto alla precedente rilevazione, Villa Scassi passa da 108 a 96 presenze complessive. Ma le persone in attesa salgono da 25 a 38: tredici in più.
San Martino, 95 presenti e 29 senza visita
Al Policlinico San Martino risultano presenti 95 pazienti. Di questi, 66 sono in cura e 29 attendono ancora.
Tra le persone in attesa ci sono dieci codici arancioni, dodici azzurri e sette verdi. Nei percorsi assistenziali risultano invece sette codici rossi, 31 arancioni, 24 azzurri, tre verdi e un bianco.
Il totale delle presenze è sceso rispetto alle 112 della rilevazione precedente, ma il numero delle persone non ancora visitate è rimasto invariato: erano 29 e sono ancora 29.
In altre parole, la diminuzione delle presenze non si è tradotta in una riduzione dell’attesa.
Galliera, 95 pazienti: 19 aspettano
Anche al Galliera risultano presenti 95 persone. Settantasei sono già in cura, mentre 19 aspettano la visita.
Tra i pazienti in attesa si contano tre codici arancioni, dodici azzurri, tre verdi e un bianco. Tra quelli già assistiti figurano nove codici rossi, 32 arancioni, 29 azzurri, cinque verdi e un bianco.
Il numero complessivo dei presenti è diminuito appena, passando da 97 a 95. Le attese, invece, sono cresciute da 14 a 19.
Cinque persone in più ferme prima della presa in carico, nonostante il totale dei pazienti sia leggermente inferiore.
Voltri, da una a dieci persone in attesa
All’Ospedale Evangelico di Voltri sono presenti 27 pazienti: 17 in cura e dieci ancora in attesa.
Tra chi aspetta figurano un codice arancione, due azzurri e sette verdi. Tra i pazienti già presi in carico si contano un rosso, otto arancioni, cinque azzurri, due verdi e un bianco.
È il peggioramento proporzionalmente più evidente. Nella precedente rilevazione Voltri aveva 19 pazienti complessivi e una sola persona in attesa. Ora gli accessi sono diventati 27 e le attese sono salite a dieci.
Anche il presidio che fino a ieri appariva meno sotto pressione è finito nella fascia di massimo affollamento.
I numeri complessivi: meno pazienti, ma molte più attese
Il confronto con la giornata precedente rende il quadro ancora più significativo.
Ieri nei quattro pronto soccorso cittadini risultavano presenti 336 persone, delle quali 69 in attesa e 267 in cura.
Oggi i presenti sono 313, quindi 23 in meno. Ma le persone ancora in attesa sono diventate 96, con un aumento di 27 pazienti.
Allo stesso tempo, i pazienti già in cura sono scesi da 267 a 217.
Il sistema, dunque, ospita complessivamente meno persone, ma riesce a prenderne in carico una quota sensibilmente inferiore. Il risultato è un accumulo crescente nelle sale d’attesa.
Il dato può essere riassunto così:
Villa Scassi: 96 presenti, 38 in attesa, 58 in cura.
San Martino: 95 presenti, 29 in attesa, 66 in cura.
Galliera: 95 presenti, 19 in attesa, 76 in cura.
Voltri: 27 presenti, 10 in attesa, 17 in cura.
Totale: 313 presenti, 96 in attesa, 217 in cura.
Il filtro territoriale non regge
Una crisi così estesa impone una domanda sulla reale efficacia della medicina territoriale. Le Case della comunità avrebbero dovuto intercettare una parte dei bisogni non urgenti, alleggerendo gli ospedali e offrendo una risposta alternativa al pronto soccorso.
La fotografia di questa sera dice però che il meccanismo, almeno nella sua attuale organizzazione, non sta producendo un alleggerimento sufficiente. Sui social si leggono centinaia di testimonianze dirette di risposte considerate non adeguate e non risolutive dai genovesi e ci sono anche denunce di strutture, come quella di Recco chiuse la domenica, proprio quando servirebbero di più.
Non tutti gli accessi possono essere attribuiti a problemi gestibili fuori dall’ospedale e i soli dati sull’affollamento non permettono di stabilire quanti siano impropri. Ma quando tutti i pronto soccorso di una città risultano contemporaneamente molto affollati e quasi cento persone aspettano ancora una visita, è evidente che la rete territoriale non riesce a trattenere abbastanza domanda prima che raggiunga l’emergenza.
Il cittadino continua a rivolgersi all’ospedale perché spesso non trova altrove una risposta rapida, accessibile e comprensibile. E così il pronto soccorso resta l’unica porta sempre aperta, anche quando quella porta conduce direttamente a ore di attesa.
Se a questo si aggiunge l’infelice propaganda con il manifesto che consigliava a chi ha la diarrea di andare alle case di comunità e non all’ospedale, il cittadino ha l’impressione del danno oltre a quella che è suonata come una beffa.
La cartina della Liguria quasi interamente segnata dal rosso racconta una crisi strutturale. Non basta spostare i pazienti verso un altro presidio, perché anche l’ospedale vicino è spesso saturo. Non basta annunciare nuovi servizi territoriali, se poi il numero delle persone ferme in attesa continua a crescere.
Questa sera, nella sola Genova, 96 persone stanno ancora aspettando di essere visitate. È questo il dato che misura più duramente la distanza tra le riforme annunciate e la realtà vissuta da chi entra in un pronto soccorso.
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