Economia Sindacale 

Mermec Ste, sciopero nella sede di Genova: «Nessuna risposta su salari, accordi e futuro dei lavoratori»

L’assemblea convocata nello stabilimento genovese è stata trasformata in sciopero fino al termine del turno. Fiom e rappresentanza sindacale contestano mesi di rinvii, l’assorbimento degli aumenti contrattuali e l’assenza di chiarezza sulle conseguenze dell’operazione Siemens

I lavoratori della sede genovese di Mermec Ste hanno incrociato le braccia dopo mesi di confronto giudicato inconcludente. L’assemblea convocata oggi, lunedì 20 luglio, è stata trasformata in uno sciopero destinato a proseguire fino alla conclusione del turno.

La decisione è arrivata al termine di una nuova riunione tra dipendenti, rappresentanza sindacale unitaria e Fiom Genova. Al centro della protesta ci sono le questioni economiche e normative rimaste aperte, ma soprattutto l’incertezza legata al futuro societario e alle possibili conseguenze dell’operazione che coinvolgerebbe Siemens.

Mermec Ste opera nel settore ferroviario e metropolitano e si occupa della progettazione e della realizzazione di sistemi di segnalamento, telecomunicazioni, elettrificazione e digitalizzazione. L’azienda fa parte del Gruppo Mermec e della holding Angel.

Secondo la Fiom, la tensione nella sede genovese sarebbe cresciuta progressivamente dopo il primo sciopero proclamato nel gennaio scorso. Da allora, denuncia il sindacato, non sarebbe stata avviata una trattativa capace di affrontare concretamente le richieste dei lavoratori.

Tra i temi più contestati figurano il valore dei buoni pasto, la gestione delle trasferte e l’assorbimento degli aumenti previsti dal contratto nazionale. Sul piano organizzativo, invece, restano aperti i nodi relativi al lavoro agile e alla flessibilità dell’orario, strumenti che i lavoratori temono possano essere ridimensionati.

La Fiom parla di una serie di incontri territoriali rinviati o annullati e di un confronto continuamente rimandato. In questo quadro si è inserita la notizia dell’operazione con Siemens, che ha aumentato la preoccupazione tra i dipendenti per la mancanza di informazioni precise.

A provocare un’ulteriore frattura è stato il piano di armonizzazione presentato dall’azienda. Il progetto dovrebbe uniformare trattamenti e condizioni tra le diverse società del gruppo, ma viene giudicato inaccettabile dalla rappresentanza dei lavoratori sia per i contenuti sia per il metodo utilizzato.

Secondo il sindacato, il piano determinerebbe per il personale genovese una riduzione di elementi economici già acquisiti. Una modifica che, sostengono Fiom e rappresentanza sindacale unitaria, non può essere applicata unilateralmente senza una vera negoziazione.

L’incontro convocato dall’azienda per il 17 luglio non avrebbe prodotto la svolta attesa. La società, secondo quanto riferito dalla Fiom, non avrebbe fornito risposte sufficienti né sulle richieste economiche avanzate da mesi né sulla composizione dell’operazione Siemens.

In particolare, durante il confronto non sarebbe stato chiarito quali società del gruppo siano destinate a entrare nel perimetro dell’acquisizione e quanti dipendenti saranno effettivamente interessati. Un’assenza di informazioni che il sindacato definisce particolarmente preoccupante.

La Fiom contesta inoltre la richiesta dell’azienda di ottenere il consenso sindacale al piano di armonizzazione senza accettare, contemporaneamente, l’apertura di una trattativa strutturata. Un’impostazione definita «irrispettosa, prepotente e antisindacale».

Da qui la scelta di trasformare l’assemblea in sciopero. I lavoratori chiedono l’avvio immediato di un negoziato che affronti tutte le questioni rimaste aperte e che fornisca garanzie sul futuro occupazionale e industriale della sede genovese.

Tra le richieste più urgenti compare anche la restituzione integrale degli aumenti contrattuali che, secondo la Fiom, sarebbero stati assorbiti nel mese di giugno.

«Dopo mesi di interlocuzioni e incontri senza risposte, i lavoratori chiedono una trattativa vera e trasparente», afferma Viviana Correddu della Fiom Genova. La mobilitazione, spiegano i rappresentanti sindacali, proseguirà finché non arriveranno risposte concrete su retribuzioni, organizzazione del lavoro e conseguenze dell’operazione societaria.


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