Oggi a Genova Sindacale 

Aggressioni sui bus, i sindacati passano all’azione: lunedì sciopero. Richiesta di sospendere la linea 71 e nuove proteste in arrivo

Dopo il bus della linea 71 preso a pietrate e l’aggressione alla conducente della 160, scattano le iniziative sindacali: FILT CGIL, FIT-CISL, UILTrasporti e FAISA CISAL hanno proclamato una prima astensione e chiesto lo stop della 71 fino al ripristino delle condizioni di sicurezza, mentre UGL ha indetto quattro ore di sciopero per lunedì 20 luglio. Duro anche l’intervento di ORSA: «Le immagini parlano da sole. I lavoratori e i cittadini meritano fatti, non annunci».

Le aggressioni della serata di venerdì 17 luglio aprono un fronte sindacale sempre più ampio nel trasporto pubblico genovese. Dopo le violenze avvenute a poche ore di distanza sulla linea 71 e sulla linea 160, le organizzazioni dei lavoratori hanno deciso di rispondere con una serie di iniziative che vanno dagli scioperi alla richiesta di sospendere una linea fino a quando non saranno garantite condizioni di sicurezza considerate adeguate.

Alle iniziative già assunte da FILT CGIL, FIT-CISL, UILTrasporti e FAISA CISAL si aggiunge ora quella di UGL Autoferrotranvieri, che ha proclamato uno sciopero per lunedì 20 luglio. La mobilitazione è stata comunicata ad AMT, Prefettura, Commissione di Garanzia, Osservatorio sui Conflitti Sindacali, Regione Liguria, Comune di Genova e ASSTRA.

Alla base della decisione ci sono ancora una volta i due gravi episodi avvenuti nella stessa serata.

Il primo ha riguardato la linea 71. La corsa era partita alle 19.50 da San Carlo di Cese quando, all’altezza di Varenna, è scoppiata una lite tra alcuni passeggeri. Una volta scesi dal mezzo, alcuni dei protagonisti dello scontro hanno continuato ad affrontarsi lanciando pietre. Diversi colpi hanno raggiunto anche l’autobus, infrangendo i vetri su entrambi i lati e creando una situazione di grave pericolo per il conducente e per chi si trovava ancora a bordo.

Poco dopo, intorno alle 21.15, è arrivata la seconda aggressione. Questa volta a essere colpita è stata una conducente della linea 160, il collegamento tra Cornigliano FS, piazza Savio – via Rolla, e la zona collinare.

Secondo la ricostruzione, un motociclista avrebbe preteso che l’autista facesse retromarcia con il bus per consentirgli di passare. L’uomo sarebbe quindi sceso dalla moto e avrebbe schiaffeggiato la lavoratrice. La donna è stata soccorsa dalla Croce Bianca di Cornigliano e successivamente accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi.

Due episodi diversi, avvenuti a breve distanza l’uno dall’altro, che per i sindacati rappresentano l’ennesimo segnale di una situazione ormai diventata insostenibile.

UGL parla infatti di una crescente escalation di aggressioni, minacce e violenze ai danni del personale “front-line” di AMT e sostiene che gli episodi abbiano ormai assunto un carattere sistematico.

Da qui la proclamazione dello sciopero di lunedì 20 luglio.

Per il servizio urbano AMT, il personale operante su turni potrà scioperare dalle 11.30 alle 15.30, mentre per chi svolge un turno intermedio l’astensione riguarderà la seconda parte del turno. Restano esclusi i lavoratori esentati secondo gli accordi vigenti.

Per il servizio provinciale AMT, lo sciopero del personale operante su turni è previsto dalle 10.30 alle 14.30. Per gli addetti alle biglietterie la fascia indicata va dalle 10.30 alle 14, mentre per il personale in turno intermedio l’astensione interesserà le ultime due ore del turno.

La protesta coinvolgerà anche la ferrovia Genova-Casella. In questo caso il personale operante su turni potrà aderire dalle 11.30 alle 15.30, mentre per i turni intermedi lo sciopero riguarderà la seconda parte del servizio, con le esenzioni previste dagli accordi aziendali.

La mobilitazione UGL si aggiunge alle iniziative già decise dalle altre sigle sindacali subito dopo le aggressioni.

FILT CGIL, FIT-CISL, UILTrasporti e FAISA CISAL avevano proclamato uno sciopero dalle 23.30 fino al termine del servizio del 17 luglio, richiamando la necessità di attirare immediatamente l’attenzione delle istituzioni e dell’azienda sulla sicurezza del personale.

Le stesse organizzazioni hanno inoltre chiesto un provvedimento ancora più drastico per la linea 71: la sospensione del servizio fino al ripristino di condizioni che consentano di garantire l’incolumità di lavoratori e utenti.

La richiesta è stata indirizzata alla Prefettura, alla sindaca Silvia Salis, all’assessore alla Mobilità Emilio Robotti e all’assessora alla Sicurezza urbana e alla polizia locale Arianna Viscogliosi.

Secondo le sigle sindacali, dopo la sassaiola contro il bus non esisterebbero più le condizioni minime per continuare a far circolare normalmente i mezzi sulla linea senza prima adottare misure di tutela concrete e condivise con istituzioni e rappresentanti dei lavoratori.

Anche Or.S.A. Trasporti ha preso posizione definendo quanto accaduto una nuova “pagina nera” per il trasporto pubblico genovese e chiedendo un confronto urgente con Comune, AMT e Prefettura. Il sindacato contesta l’idea che la sicurezza possa limitarsi a interventi successivi alle aggressioni e chiede invece una presenza preventiva e costante sulle linee e nei punti considerati maggiormente a rischio.

Anche ORSA mette sotto accusa la situazione della sicurezza nel trasporto pubblico genovese. Il sindacato parla di una nuova “pagina nera” e sostiene che gli interventi non possano limitarsi a scattare quando l’aggressione si è già consumata.

Nel suo documento ORSA richiama il piano “Sicurezza in movimento”, presentato dal Comune nei mesi scorsi, e sostiene che la realtà quotidiana mostri una situazione diversa rispetto agli obiettivi annunciati. «Le aggressioni si susseguono con una frequenza allarmante e i lavoratori continuano a operare in condizioni di crescente insicurezza», denuncia l’organizzazione.

Il punto centrale, secondo ORSA, è la prevenzione. «Non è più sufficiente intervenire quando il fatto è già accaduto. Le forze dell’ordine, pur facendo il possibile, arrivano inevitabilmente dopo. Serve una prevenzione reale, una presenza costante nei punti e sulle linee più a rischio e un piano operativo che garantisca la sicurezza di lavoratori e utenti».

Il sindacato chiede quindi al Comune, ad AMT e alla Prefettura un confronto urgente e l’adozione immediata di misure concrete, sostenendo che chi svolge un servizio pubblico essenziale non possa iniziare il proprio turno senza avere la certezza di poter lavorare e tornare a casa in sicurezza.

«Ogni aggressione che resta senza una risposta efficace è un messaggio di impunità. E questo non possiamo più permetterlo», conclude ORSA.

Sul tema era intervenuto anche il segretario UGL Roberto Piccardo, parlando di sette aggressioni nell’arco di una settimana e descrivendo lavoratrici e lavoratori come sempre più preoccupati per ciò che può accadere durante un normale turno di servizio.

Ora la protesta si traduce anche nello sciopero del 20 luglio.

Il quadro che emerge è quello di una mobilitazione sindacale che si allarga rapidamente: astensioni dal lavoro, richiesta di fermare la linea 71, sollecitazioni alla Prefettura e al Comune e una domanda comune rivolta alle istituzioni. Per i rappresentanti dei lavoratori non basta più intervenire quando un’aggressione è già avvenuta: servono misure preventive, presidi e strumenti capaci di garantire che conducenti, personale e passeggeri possano utilizzare il trasporto pubblico senza trovarsi esposti alla violenza.


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