Cronaca Sindacale 

Autista della linea 160 aggredita da un motociclista finisce al Villa Scassi. Ugl: «Sette aggressioni in una settimana»

La conducente dell’Amt è stata colpita poco dopo le 21:00 di stasera perché non avrebbe fatto retromarcia con il bus per lasciare passare una moto in via dei Sessanta. Il sindacato denuncia una situazione ormai insostenibile

Una nuova aggressione ai danni del personale del trasporto pubblico genovese. Intorno alle 21.15, l’autista della linea 160 dell’Azienda mobilità e trasporti, collegamento tra Cornigliano stazione ferroviaria (piazza Savio, via Rolla) e la zona collinare, è stata schiaffeggiata da un motociclista.

Secondo la prima ricostruzione, l’uomo sarebbe sceso dalla moto dopo avere preteso che la conducente effettuasse una manovra in retromarcia con l’autobus per consentirgli di passare. Dalla discussione sarebbe quindi passato all’aggressione, colpendo la donna al volto con uno schiaffo.

Sul posto è intervenuta in codice giallo l’ambulanza della Croce Bianca di Cornigliano. Dopo le prime cure, le condizioni della lavoratrice sono apparse meno serie di quanto inizialmente temuto e il livello di urgenza è stato ridotto al codice verde. La donna è stata comunque accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi per gli accertamenti del caso.

A denunciare la gravità della situazione è il segretario dell’Unione generale del lavoro Roberto Piccardo, che parla di sette aggressioni avvenute nell’arco di una sola settimana.

«Non ci vengano a dire che si tratta di episodi che accadono una o due volte all’anno. Lavoratrici e lavoratori sono arrabbiati e spaventati, non è concepibile andare avanti così. Servono interventi urgenti e immediati», afferma Piccardo.

Il sindacato sostiene inoltre che diversi punti dell’accordo sulla sicurezza non sarebbero rispettati e chiede una presa di posizione politica netta. «Ci chiediamo come mai nessuno si esprima in merito. La regola deve essere che chi aggredisce un autista aggredisce un pubblico ufficiale, con tutte le conseguenze del caso», conclude il segretario Ugl.


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