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Carmagnani e Superba, il vertice dopo sei mesi finisce nel nulla. I sindacati:«Dal Comune nessuna risposta»

Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil contestano l’assenza della sindaca Silvia Salis e degli assessori competenti. Sul tavolo ipotesi portuali ancora senza tempi, accordi e garanzie industriali

Dopo oltre sei mesi di attesa, l’incontro tra i sindacati e il Comune di Genova sul futuro dei depositi chimici Carmagnani e Superba si è concluso senza risposte operative. A riferirlo sono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, che esprimono forte preoccupazione per il destino dei lavoratori e per le prospettive industriali della città.

Alla riunione, più volte convocata e rinviata, l’Amministrazione comunale era rappresentata soltanto dal vicesindaco Alessandro Terrile. Le organizzazioni sindacali sottolineano invece l’assenza della sindaca Silvia Salis e degli assessori competenti, interpretandola come un segnale di scarsa attenzione verso una vertenza che coinvolge decine di dipendenti e le loro famiglie.

Nel corso del confronto il Comune ha riferito di un dialogo avviato con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Da quel confronto sarebbero emerse alcune ipotesi per individuare nuove aree destinate alle attività dei depositi, ma per i sindacati le proposte presentano ancora criticità rilevanti.

Il primo problema riguarda la distanza dalle abitazioni. Le aree individuate si troverebbero, secondo quanto riferito durante l’incontro, a circa 350 metri dai fabbricati residenziali. Una condizione che, a giudizio delle organizzazioni sindacali, rischierebbe di riproporre le stesse questioni di sicurezza e compatibilità urbana che hanno portato alla discussione sul trasferimento degli impianti.

A questo si aggiunge l’incertezza sui rapporti con gli altri operatori portuali. Le ipotesi avanzate dall’Autorità di Sistema Portuale richiederebbero infatti accordi ancora da definire, senza indicazioni precise sui tempi, sugli spazi disponibili e sulle condizioni operative. Per i sindacati, in assenza di questi elementi non è possibile parlare di una soluzione industriale concreta.

«Senza certezze sui tempi, sulle aree e sulle modalità di lavoro, ogni annuncio resta soltanto un’ipotesi», sostengono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. Il timore è che la discussione si trascini senza una regia pubblica capace di tenere insieme sicurezza, tutela dei residenti e continuità occupazionale.

All’uscita dal vertice, il giudizio delle organizzazioni sindacali è quindi fortemente negativo. Il confronto non avrebbe prodotto né un cronoprogramma né impegni vincolanti da parte del Comune. «Siamo profondamente delusi», affermano i rappresentanti dei lavoratori, secondo i quali l’Amministrazione non starebbe assumendo un ruolo sufficientemente incisivo nella gestione della vertenza.

La preoccupazione riguarda soprattutto il futuro dei dipendenti di Carmagnani e Superba, ma anche la tenuta del settore industriale genovese. «Genova non può perdere altri pezzi del proprio tessuto produttivo per l’assenza di scelte», è la posizione espressa dai sindacati, che chiedono una soluzione capace di garantire la sicurezza senza sacrificare l’occupazione.

Per entrare nel merito delle proposte, le organizzazioni sindacali annunciano ora la richiesta di un incontro diretto con l’Autorità di Sistema Portuale. L’obiettivo è conoscere nel dettaglio le aree considerate, i tempi ipotizzati, le eventuali condizioni di trasferimento e le garanzie per la prosecuzione delle attività.

La vertenza resta dunque aperta. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil fanno sapere che continueranno a seguire il percorso e che valuteranno tutte le iniziative necessarie per tutelare i lavoratori, chiedendo alle istituzioni una regia pubblica chiara e decisioni in tempi certi.


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