Navebus cancellato tra Pegli e Porto Antico, il Comune apre alla ripartenza solo dopo il salvataggio di Amt

Il consigliere del Partito Democratico Claudio Chiarotti chiede conto della sospensione del collegamento via mare. Il vicesindaco Alessandro Terrile: servizio utile, ma oggi economicamente insostenibile

La sospensione del Navebus tra Pegli e Porto Antico arriva in Consiglio comunale. A sollevare il caso è stato il consigliere del PD Claudio Chiarotti, che ha interrogato la giunta per sapere se l’amministrazione comunale intenda assumere iniziative per consentire la ripresa del servizio, fermato da Amt a partire dal 1° luglio 2026, e per valutarne un eventuale rilancio.

A rispondere in aula è stato il vicesindaco Alessandro Terrile, che ha escluso una valutazione negativa sull’utilità del collegamento marittimo. Il Navebus, ha ricordato, è stato per 19 anni un servizio innovativo per Genova, capace di collegare Pegli con il centro storico e dotato anche di un sistema di comunicazione agli utenti per informarli sulle condizioni meteo-marine e sulla possibilità di effettuare o meno le corse.

Il problema, secondo Terrile, non è quindi la funzione del servizio, ma il contesto economico in cui si trova Azienda Mobilità e Trasporti. Il piano di risanamento dell’azienda, già passato dal Consiglio comunale, prevede che una parte rilevante delle contribuzioni pubbliche possa essere erogata solo dopo l’approvazione dell’intesa con i creditori e il successivo passaggio in Tribunale. Fino a settembre, ha spiegato il vicesindaco, l’azienda deve affrontare una fase ancora critica, legata alla crisi aperta nel giugno 2025.
Per questo, oltre al Navebus, sono stati sospesi anche altri servizi considerati oggi troppo onerosi, come il Taxibus e la navetta del Lagaccio. Il vicesindaco ha chiarito che si tratta di scelte dettate da ragioni economiche: gli introiti e le contribuzioni legate a questi servizi coprono solo una parte dei costi, che restano più alti rispetto alla sostenibilità attuale dell’azienda.
Nel caso specifico del Navebus, l’amministrazione ritiene inoltre che l’utenza possa essere assorbita dalla rete metropolitana, ferroviaria e dal resto del trasporto pubblico. Ma la porta non viene chiusa definitivamente. Il vicesindaco ha spiegato che, una volta messa in sicurezza Azienda Mobilità e Trasporti, con i suoi 3mila dipendenti e il servizio garantito a Genova e alla città metropolitana, sarà possibile rivalutare i servizi oggi sospesi.
La ripartenza del Navebus, dunque, resta legata all’esito del percorso di risanamento dell’azienda. Per ora il collegamento via mare tra Pegli e Porto Antico resta fermo, ma l’amministrazione comunale si dice disponibile a riesaminare il dossier dopo la fase più delicata della crisi aziendale.
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