Economia Sindacale 

Vetromeccaniche Italiane, 22 famiglie ostaggio della crisi: presidio dei lavoratori con Filctem Cgil davanti allo stabilimento

A Molassana la mobilitazione dei dipendenti della divisione vetro. La procedura fallimentare mette a rischio una produzione considerata strategica e i sindacati chiedono una soluzione rapida

Ventidue lavoratori, e con loro ventidue famiglie, attendono risposte sul futuro di Vetromeccaniche Italiane, azienda della divisione vetro con sede a Molassana, coinvolta in una procedura fallimentare che mette a rischio occupazione e continuità produttiva. Questa mattina, mercoledì 9 luglio 2026, i dipendenti hanno organizzato un presidio davanti alla sede dell’azienda per difendere il posto di lavoro e chiedere che la vertenza non venga lasciata senza sbocchi.

La crisi è seguita dalla categoria dei chimici, tessili, energia e manifatture della Cgil genovese, Filctem Cgil Genova, con i segretari Patrizia Li Vigni e Giulio Pizzorno, che parlano di una situazione «grave per l’occupazione e per il settore produttivo di questa città». Al centro della mobilitazione non c’è soltanto il destino dei dipendenti, ma anche la tenuta di una realtà manifatturiera legata alla lavorazione del vetro, considerata una produzione di qualità nel tessuto industriale genovese.

Nei giorni scorsi si è già svolto un incontro con il Comune di Genova, mentre martedì prossimo la vertenza approderà in Consiglio regionale. La Filctem Cgil ha inoltre attivato un primo tavolo tecnico, fissato per il 20 luglio, al quale parteciperanno Confindustria e i soggetti che seguono la procedura fallimentare.

Oggi al presidio una cospicua delegazione della Fiom Cgil ha portato la propria solidarietà.

La richiesta del sindacato è che vengano messi in campo tutti gli strumenti disponibili per evitare che la crisi si trasformi nella perdita definitiva dei posti di lavoro e di una competenza produttiva radicata in città. Per i lavoratori di Vetromeccaniche Italiane, il presidio di oggi è un segnale chiaro: la vertenza deve trovare rapidamente un percorso capace di tutelare sia l’occupazione sia la continuità industriale.


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