diritti e sociale 

Detenuti al lavoro a Staglieno e Marassi, il Comune rilancia i percorsi di reinserimento

In commissione a Tursi la Consulta Carcere-Città fa il punto su formazione, inclusione sociale e lavoro. Cristina Lodi ed Emilio Robotti: «Serve una rete contro marginalità e recidiva»

La Consulta Carcere-Città torna al centro del confronto politico e amministrativo a Palazzo Tursi. Questo pomeriggio si è riunita la commissione consiliare congiunta Welfare, Sviluppo economico e Pari opportunità, dedicata all’organismo creato nel 2025 dall’Amministrazione comunale per rafforzare il rapporto tra sistema penitenziario e città, con l’obiettivo di accompagnare detenute e detenuti verso percorsi concreti di reinserimento sociale e lavorativo una volta scontata la pena.

Dopo la seduta di aprile, dedicata alla presentazione della Consulta e dei soggetti aderenti alla nuova governance, il confronto si è concentrato su lavoro, formazione professionale e inclusione sociale. Il Comune di Genova, insieme agli stakeholder coinvolti, punta a costruire una rete capace di contrastare marginalità e recidiva, mettendo in relazione istituzioni, sistema produttivo, servizi sociali, realtà del terzo settore e mondo penitenziario.

Nel suo intervento, l’assessore comunale Emilio Robotti ha richiamato il lavoro avviato nel primo anno di mandato attraverso il Tavolo comunale del lavoro, definito uno strumento di partecipazione, ascolto e confronto sulle politiche cittadine, ma anche un punto di connessione tra occupazione, imprese e inclusione sociale. Il Tavolo sarà rinnovato nelle modalità operative con il coinvolgimento di organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e altri portatori di interesse, per costruire strumenti più aderenti ai bisogni del territorio.

Uno dei progetti emersi riguarda possibili percorsi di formazione e inserimento socio-lavorativo al Cimitero Monumentale di Staglieno, in collaborazione con la casa circondariale di Pontedecimo e attraverso il ricorso al cosiddetto “articolo 21”, che consente attività lavorative esterne in determinati casi. Emilio Robotti ha spiegato che la proposta è stata valutata positivamente insieme all’assessora comunale al sociale Cristina Lodi, pur tenendo conto della necessità di riorganizzare servizi e attività penitenziarie e di prevedere una formazione specifica per i dipendenti comunali coinvolti.

Resta però un nodo logistico: la distanza tra Pontedecimo e Staglieno. Per questo l’Amministrazione intende verificare la possibilità di portare avanti una buona pratica analoga anche con la casa circondariale di Marassi, più vicina al cimitero e già inserita in rapporti interistituzionali considerati positivi. L’ipotesi non esclude comunque il coinvolgimento di detenute e detenuti anche in altri servizi comunali, alternativi a quelli cimiteriali.

Cristina Lodi ha ricordato che la Consulta Carcere-Città è articolata in sei sottotavoli tematici, pensati per affrontare in modo organico i diversi aspetti della vita detentiva e del reinserimento. Dopo il tavolo sul lavoro dell’11 marzo e quello sull’assistenza sanitaria del 22 giugno, il 10 luglio si terrà il confronto su diritti civili e anagrafe. A settembre sarà la volta del tavolo sulla collocazione abitativa, mentre tra ottobre e dicembre si riuniranno quelli dedicati alla tutela di donne e minori e alla sicurezza.

Per Cristina Lodi, la riduzione della recidiva passa da un sistema di accoglienza costruito prima dell’uscita dal carcere. In questa direzione si inseriscono il rafforzamento dell’Ufficio coordinamento inserimenti lavorativi del Comune di Genova, il progetto StarTappe, il nuovo Centro per la giustizia riparativa inaugurato a giugno e il tema dell’housing, da sviluppare insieme all’assessore comunale al patrimonio Davide Patrone. Il diritto al lavoro, ha sottolineato l’assessora, deve procedere insieme al diritto a una soluzione abitativa.

Nel commento conclusivo, Cristina Lodi ed Emilio Robotti hanno ringraziato le realtà che partecipano alla Consulta, ricordando che Genova è stata la prima città italiana a dotarsi di un organismo di questo tipo. L’obiettivo dichiarato è riconoscere attenzione alla popolazione carceraria e promuovere percorsi di inclusione, responsabilizzazione e reinserimento, in linea con i principi costituzionali della funzione rieducativa della pena.

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