Cronaca 

Stupefacenti anche in Liguria, smantellata rete del narcotraffico da oltre un milione di euro

La guardia di Finanza ha ricostruito un’organizzazione che avrebbe rifornito piazze di spaccio tra Lombardia, Liguria e Toscana, con depositi, corrieri, auto modificate, armi e beni sequestrati

Un’organizzazione criminale transnazionale, strutturata secondo gli investigatori come una vera impresa dello spaccio, è stata disarticolata dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Trieste sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Milano, Direzione distrettuale antimafia, con il supporto del Servizio centrale investigativo criminalità organizzata della guardia di Finanza. La rete avrebbe avuto basi e strutture logistiche in diverse province del Nord Italia, tra cui Brescia, Lecco, Milano, Monza Brianza, Pavia, Savona e Siena, e avrebbe rifornito piazze di spaccio in Lombardia, Liguria e Toscana, estendendo il raggio d’azione, durante l’estate, anche a località turistiche del Nord-Est frequentate da giovani e vacanzieri.

L’indagine è partita da un controllo a Latisana, vicino a Lignano Sabbiadoro, dove erano stati arrestati due corrieri e sequestrati due chili di marijuana. Da quell’episodio gli investigatori hanno ricostruito i primi collegamenti con una rete più ampia, attiva in più province e organizzata su più livelli. Il fascicolo è quindi passato al coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Milano, che ha diretto gli sviluppi investigativi.

Secondo quanto ricostruito, il gruppo avrebbe gestito l’importazione e la distribuzione di cocaina, marijuana e hashish lungo rotte balcaniche già consolidate, utilizzando appartamenti e autorimesse presi in affitto tramite prestanome per stoccare la droga. Le comunicazioni interne sarebbero avvenute attraverso piattaforme criptate, con frequente sostituzione di telefoni, schede e autovetture per ridurre il rischio di essere individuati. In un’area di campagna nel Pavese, inoltre, sarebbe stata avviata anche una produzione autonoma di marijuana in serra.

La distribuzione al dettaglio, secondo gli investigatori, sarebbe stata affidata a soggetti reclutati per compiti specifici, incaricati di preparare le dosi o consegnarle nei punti di vendita. La droga sarebbe stata destinata sia alle piazze di spaccio ordinarie sia alle zone della movida e del turismo stagionale, all’esterno di discoteche, pub, stabilimenti balneari e strutture ricettive.

Durante l’inchiesta sono stati sequestrati 70,5 chili di marijuana, 21 chili di cocaina, una pistola Beretta calibro 9 short con matricola abrasa, munizioni e un’Alfa Romeo Stelvio con telaio modificato per il trasporto dello stupefacente. Sette persone erano già state arrestate in flagranza nel corso delle indagini. All’esito dell’attività investigativa, il giudice per le indagini preliminari di Milano ha emesso otto ordinanze di custodia cautelare in carcere, mentre le perquisizioni hanno interessato complessivamente 33 indagati per reati che, a vario titolo, comprendono associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, produzione, traffico e detenzione illecita di droga, ricettazione, riciclaggio e detenzione di armi clandestine.

Parallelamente, i finanzieri hanno seguito il flusso del denaro, ricostruendo conti correnti, investimenti, acquisti immobiliari, depositi e disponibilità riconducibili ai proventi illeciti. La Procura di Milano ha quantificato in circa 1,1 milioni di euro il profitto del traffico contestato e ha disposto un sequestro preventivo d’urgenza su immobili, vetture, gioielli, contanti e altre disponibilità finanziarie.

Nel corso delle perquisizioni è stato inoltre arrestato in flagranza un indagato per detenzione di armi clandestine. Sono stati sequestrati altri 7,2 chili di marijuana già confezionati, due pistole con matricola abrasa e munizioni, dieci armi bianche, orologi di lusso e denaro contante in valuta italiana ed estera.


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