Sanità Sindacale 

Gaslini, tavolo fallito in Prefettura: confermato lo stato di agitazione del personale

Secondo la Funzione pubblica Cgil, dall’incontro non sono arrivate risposte sufficienti su assunzioni, precariato, ricerca e indennità. La mobilitazione prosegue

Si è chiuso con esito negativo il tavolo di conciliazione sul Gaslini, convocato oggi in Prefettura a Genova. La vertenza resta quindi aperta e viene confermato lo stato di agitazione del personale dell’istituto pediatrico.

Secondo quanto riferisce la FP Cgil, durante il confronto sarebbero emerse solo alcune aperture limitate da parte della componente regionale, mentre la Direzione dell’ospedale non avrebbe mostrato una disponibilità concreta ad affrontare i principali nodi alla base della mobilitazione.

Il punto più critico riguarda gli organici. La Direzione, riferisce il sindacato, avrebbe confermato l’indisponibilità ad affrontare il tema delle nuove assunzioni di operatori socio-sanitari. L’unico intervento indicato come possibile sarebbe l’assunzione di cinque operatori socio-sanitari, esclusivamente per sostituire altrettanti pensionamenti previsti nel 2026, senza recuperare il mancato turn-over del 2025.

Resta aperto anche il fronte del lavoro precario. Per i due lavoratori in somministrazione oggi impiegati nel magazzino sarebbe stata prospettata una possibile ricollocazione nel servizio di gestione dei gas medicali, ma, secondo la Funzione pubblica Cgil, non sarebbero arrivate risposte sugli altri contratti di somministrazione né garanzie certe per il personale precario della ricerca.

La Direzione avrebbe inoltre respinto la proposta della rappresentanza sindacale unitaria che prevedeva la costituzione di una squadra polivalente con l’attivazione di 7-9 nuovi contratti di lavoro pubblico, il superamento del lavoro precario in diversi servizi e l’internalizzazione del servizio navetta. Una proposta che, sottolinea il sindacato, sarebbe stata accantonata nonostante la stessa Direzione ne avesse riconosciuto il possibile risparmio economico per l’azienda.

L’unica apertura, pur considerata parziale, riguarda l’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro al personale della ricerca e di supporto alla ricerca. La Direzione si sarebbe impegnata a proseguire il confronto e a presentare tra settembre e ottobre la mappatura degli incarichi, per poi procedere al conferimento di una parte degli stessi.

Per la Funzione pubblica Cgil, tuttavia, le risposte arrivate al tavolo sono complessivamente insufficienti e non rispondono né alle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori né alle esigenze di una migliore organizzazione dei servizi. Per questo la mobilitazione continuerà fino a quando non arriveranno impegni concreti sul rafforzamento degli organici, sulla stabilizzazione del lavoro precario, sul miglioramento delle condizioni di lavoro e sul ripristino dell’indennità di pronto soccorso per il personale della terapia intensiva neonatale.


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