Economia Sindacale 

Autoparco a Genova, FILT Cgil all’attacco: ai camionisti non basta un piazzale

Il sindacato boccia l’idea di trasformare Erzelli 2 in una semplice area di sosta per camion e chiede un centro attrezzato, con servizi, ristoro e spazi adeguati per gli autisti

A Genova non serve un parcheggio improvvisato per camion, ma un vero autoparco, pensato per garantire ai camionisti una sosta dignitosa, con punto ristoro, servizi igienici e dotazioni adeguate. È la posizione espressa da Marco Gallo e Leonardo Cafuoti, del dipartimento Merci e Logistica di FILT Cgil Genova, dopo le notizie circolate sulla possibile destinazione dell’area Erzelli 2 alla sosta dei mezzi pesanti.

La questione, secondo il sindacato, non riguarda soltanto la necessità di trovare spazi per i camion, ma la qualità dell’infrastruttura da realizzare. Per Gallo e Cafuoti, l’autoparco non può essere ridotto a una sequenza di stalli in un’area operativa, perché deve rispondere alle esigenze concrete di chi lavora ogni giorno nel trasporto merci e attraversa o raggiunge il nodo logistico genovese.

Al centro della presa di posizione c’è l’ipotesi di utilizzare Erzelli 2, area demaniale oggi autorizzata per il deposito dei container e collocata in una posizione considerata strategica, accanto al porto commerciale. In quegli spazi, ricorda FILT Cgil, si svolge un’attività rilevante per il rifornimento di container vuoti agli autisti impegnati nelle operazioni quotidiane di export. La trasformazione dell’area in semplice posteggio per mezzi pesanti, secondo il sindacato, rischierebbe quindi di sottrarre al territorio uno dei pochi terminal dedicati a questa funzione, con possibili conseguenze operative per gli autotrasportatori.

La richiesta avanzata da Gallo e Cafuoti è diversa: individuare un’area realmente adatta a ospitare un centro attrezzato per i camionisti, anche valutando l’ampliamento dell’attuale parcheggio già presente nella zona dell’aeroporto. Per FILT Cgil, la realizzazione di un autoparco a Genova resta una necessità non più rinviabile, ma non può avvenire sacrificando spazi logistici già utilizzati e funzionali al lavoro quotidiano.

Il sindacato rivendica di sollecitare da tempo la creazione dell’infrastruttura, confrontandosi con istituzioni e associazioni datoriali. Il punto, ribadiscono Gallo e Cafuoti, è passare dalla logica del parcheggio di fortuna a quella del “Centro Routier”: un luogo organizzato, sicuro e attrezzato, dove chi sosta in città possa farlo in condizioni adeguate e non in spazi adattati all’emergenza.


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