Comune di Genova, personale in agitazione: la protesta arriva davanti alla Prefettura

Fp Cisl, Fp Cgil, Uil Fpl e Usb denunciano organici insufficienti, carichi eccessivi, straordinari fuori controllo e chiedono risposte su assunzioni, appalti, smart working e salario minimo

La vertenza dei dipendenti del Comune di Genova esce dagli uffici e arriva davanti alla Prefettura. Dopo la proclamazione dello stato di agitazione, Fp Cisl, Fp Cgil, Uil Fpl e Usb hanno portato al centro del confronto istituzionale una piattaforma che mette insieme carenza di personale, aumento dei carichi di lavoro, straordinari sempre più difficili da sostenere, gestione degli appalti, smart working, buoni pasto arretrati e applicazione del salario minimo nei servizi esternalizzati.

La denuncia sindacale parte da un punto comune: la macchina comunale non avrebbe più margini sufficienti per garantire con equilibrio tutti i servizi richiesti alla cittadinanza. La sofferenza, secondo le sigle, non riguarderebbe un settore isolato ma l’intero ente, con criticità che attraversano sociale, servizi educativi, uffici amministrativi e polizia locale. Il rischio indicato è che il funzionamento quotidiano continui a reggersi soprattutto sulla disponibilità dei lavoratori, chiamati a compensare con straordinari e adattamenti organizzativi una dotazione di personale giudicata insufficiente.

Per Fp Cisl, attraverso Cinzia Maniglia, il problema non sarebbe più circoscrivibile a singole strutture. La rappresentante sindacale segnala una condizione di difficoltà generalizzata e ritiene che il Comune non possa continuare a mantenere gli stessi livelli di attività affidandosi alla sola buona volontà dei dipendenti, senza una prospettiva chiara sul rafforzamento dell’ente e sulla tenuta dei servizi.
Fp Cgil, con Luca Infantino, collega invece la crisi a una programmazione delle assunzioni considerata inadeguata già dal 2023. La sigla intende portare la vertenza anche sul terreno degli appalti, perché una parte dei servizi pubblici dipende da lavoratori esternalizzati e da condizioni contrattuali che, secondo il sindacato, devono essere rese coerenti con gli impegni politici sul salario minimo. Da qui la richiesta di un protocollo che trasformi l’obiettivo in una misura concreta e verificabile.
Uil Fpl, rappresentata da Giovanni Cadili Rispi, insiste sugli interventi che potrebbero essere attivati subito, a partire dalla revisione dello smart working e dall’erogazione dei buoni pasto arretrati dopo le sentenze. Il sindacato segnala un livello di stress crescente tra i dipendenti e carichi considerati eccessivi, con ricadute particolarmente evidenti nei settori più esposti al contatto diretto con cittadini e utenti.
Tra i fronti più delicati viene indicata la polizia locale, chiamata a coprire servizi aggiuntivi legati a eventi, manifestazioni e iniziative pubbliche, mentre nei servizi educativi e sociali le difficoltà organizzative vengono descritte come ormai strutturali. La questione, per i sindacati, non riguarda soltanto il benessere del personale, ma anche la capacità dell’amministrazione di assicurare continuità e qualità nelle prestazioni essenziali.
Usb, con Massimiliano Bindolini, porta nel confronto anche il tema dello squilibrio interno all’ente. La sigla evidenzia la crescita delle unità dirigenziali mentre la base operativa resterebbe in una condizione di forte sofferenza. Per il sindacato, la carenza cronica di personale è il nodo principale della piattaforma e sarà il primo punto da porre al tavolo del prefetto.
La mobilitazione apre quindi una fase di pressione sull’amministrazione comunale e sui livelli istituzionali coinvolti. Fp Cisl, Fp Cgil, Uil Fpl e Usb chiedono risposte su assunzioni, organizzazione del lavoro, tutele nei servizi in appalto e sostenibilità della macchina comunale. L’obiettivo dichiarato è evitare che la scarsità di organico diventi una condizione ordinaria e che la continuità dei servizi resti affidata all’emergenza quotidiana.
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