Cronaca 

Malore fatale al pronto soccorso dopo l’accesso per un ginocchio dolorante: tre sanitari sotto indagine

La ragazza, 25 anni, era arrivata al San Martino il 23 dicembre. La procura ha disposto una consulenza per ricostruire l’assistenza ricevuta, i farmaci eventualmente somministrati e le cause dell’arresto cardiocircolatorio

Una giovane donna entra al pronto soccorso per un dolore al ginocchio, viene visitata, resta in attesa degli esiti degli accertamenti e poco dopo crolla in un bagno dell’ospedale. Il cuore si ferma, i sanitari riescono a rianimarla, ma le sue condizioni restano disperate. Tre giorni più tardi muore in terapia intensiva. È la sequenza su cui ora la procura di Genova vuole fare piena chiarezza.

L’inchiesta riguarda il decesso di una ragazza di 25 anni avvenuto dopo l’accesso al pronto soccorso dell’ospedale San Martino, il 23 dicembre. Nel registro degli indagati sono stati iscritti un medico, uno specializzando e un infermiere. L’iscrizione, in questa fase, serve anche a garantire loro la possibilità di partecipare agli accertamenti tecnici con consulenti e difensori.

La pubblico ministero Daniela Pischetola ha affidato una consulenza al medico legale Isabella Caristo e a Paolo Cremonesi, già direttore del pronto soccorso del Galliera. Il loro compito sarà ricostruire il percorso clinico della venticinquenne dal momento dell’arrivo in ospedale fino al malore, valutando se l’assistenza sia stata adeguata, se vi siano stati ritardi o omissioni e se eventuali farmaci prescritti o somministrati possano avere avuto un ruolo nell’arresto cardiocircolatorio.

La ragazza, dopo il primo intervento dei sanitari, era stata trasferita in rianimazione in condizioni critiche. Nonostante il cuore avesse ripreso a battere, il quadro clinico non era migliorato e il decesso era arrivato tre giorni dopo. Già alla fine di dicembre i carabinieri avevano acquisito la documentazione medica del San Martino, passaggio preliminare per consentire agli inquirenti di analizzare cartelle, tempi, procedure e terapie.

Gli accertamenti dovranno stabilire se la morte sia stata provocata da un evento improvviso e non prevedibile oppure se nel percorso di cura vi siano profili di responsabilità. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Antonio Rubino, Cristiano Mancuso e Chiara Sciacchitano. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts