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Carte d’identità cartacee, Genova e altri Comuni contro la proroga: «Così si crea solo confusione»

Il Comune aderisce alla nota con Milano, Torino, Firenze, Padova, Bergamo, Vicenza e Fiesole. L’assessore Emilio Robotti invita i cittadini a richiedere comunque la carta d’identità elettronica

La carta d’identità cartacea sembrava destinata a uscire definitivamente di scena il 3 agosto 2026. I Comuni si erano organizzati per accompagnare i cittadini verso la sostituzione del vecchio documento con la carta d’identità elettronica, potenziando sportelli, ampliando orari, gestendo appuntamenti e campagne informative. Ora, però, la decisione del Governo di prorogare la validità dei documenti cartacei non ancora scaduti apre un nuovo fronte. Anche Genova, insieme a Milano, Torino, Firenze, Padova, Bergamo, Vicenza e Fiesole, ha aderito a una nota congiunta per contestare una scelta che, secondo gli enti locali, rischia di produrre l’effetto opposto rispetto a quello dichiarato: non semplificare, ma moltiplicare dubbi e incomprensioni.

Il nodo è tecnico, ma avrà conseguenze molto concrete per i cittadini. Fino a pochi giorni fa il quadro sembrava chiaro: dal 3 agosto 2026 le carte d’identità cartacee avrebbero cessato di essere valide, anche se sul documento fosse stata indicata una data di scadenza successiva. Il motivo non riguardava una scelta organizzativa dei Comuni, ma l’adeguamento ai requisiti europei di sicurezza dei documenti d’identità. La carta cartacea, priva delle caratteristiche tecnologiche e antifalsificazione della carta d’identità elettronica, era quindi destinata a essere sostituita in blocco.

Su quella scadenza gli uffici comunali avevano costruito la programmazione. L’obiettivo era evitare che milioni di cittadini si presentassero tutti insieme agli sportelli a ridosso della data limite, con il rischio di paralizzare i servizi anagrafici. Per questo molti Comuni, Genova compresa, hanno iniziato da mesi a invitare i residenti ancora in possesso del vecchio documento cartaceo a prenotare il rinnovo e passare alla carta d’identità elettronica anche prima della scadenza naturale riportata sul documento.

Il Governo ha però deciso di introdurre una proroga. Le carte d’identità cartacee non ancora scadute potranno continuare a essere utilizzate fino alla data naturale indicata sul documento, anche oltre il 3 agosto 2026, ma non in modo pieno e lineare. Ed è proprio qui che nasce la contestazione dei Comuni. La proroga, infatti, viene considerata parziale: potrà valere per alcune finalità interne e nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che gestiscono pubblici servizi, ma non cancella tutti i limiti del documento cartaceo.

Il punto più delicato riguarda l’espatrio. La carta d’identità cartacea, dopo il 3 agosto 2026, non potrà essere usata come documento valido per viaggiare all’estero nei Paesi che accettano la carta d’identità italiana. Questo significa che un cittadino potrebbe trovarsi con un documento ancora valido per alcuni rapporti in Italia, ma non utilizzabile per partire. Una situazione che, secondo i Comuni, rischia di diventare incomprensibile per molte persone, soprattutto per chi vede una data di scadenza ancora lontana sul proprio documento e potrebbe pensare di non avere alcun problema.

A complicare ulteriormente il quadro c’è anche il rapporto con i soggetti privati. Banche, compagnie aeree, assicurazioni, operatori economici e altri servizi potrebbero non considerare sufficiente la carta cartacea, soprattutto per procedure di identificazione che richiedono standard più elevati o verifiche digitali. Il risultato potrebbe essere un documento formalmente ancora utilizzabile in alcuni casi, ma debole o inadeguato in altri. Per gli sportelli comunali, questo significa prepararsi a gestire cittadini confusi, richieste di chiarimento, casi particolari e contestazioni.

Da qui la presa di posizione congiunta sottoscritta anche dal Comune di Genova. L’assessore ai servizi civici Emilio Robotti parla di un cambio di rotta arrivato quando la macchina organizzativa era già in pieno movimento. «Da mesi i Comuni portano avanti un lavoro straordinario per gestire il passaggio dalla carta d’identità cartacea alla carta d’identità elettronica, potenziando gli sportelli, ampliando gli orari e investendo risorse per accompagnare i cittadini verso una scadenza che lo stesso Governo aveva confermato con una campagna nazionale», spiega Emilio Robotti.

Secondo l’assessore, la proroga rischia di vanificare una parte dello sforzo già compiuto dagli enti locali. «Oggi cambiano le regole del gioco a pochi metri dal traguardo, creando solo confusione e rendendo meno efficaci gli sforzi organizzativi ed economici dei Comuni», aggiunge Emilio Robotti. Il problema, nella lettura del Comune, non è la volontà di evitare disagi ai cittadini, ma il modo in cui il rinvio è stato costruito: una proroga non piena, non omogenea e destinata a creare differenze tra uso nazionale, rapporti con enti pubblici, rapporti con privati e viaggi all’estero.

Per questo l’indicazione rivolta ai genovesi resta quella di non aspettare. Chi ha ancora una carta d’identità cartacea è invitato a richiedere la carta d’identità elettronica presso gli uffici comunali, senza lasciarsi fuorviare dalla proroga. Il passaggio al documento elettronico consente infatti di avere una carta conforme agli standard attuali, utilizzabile anche per l’espatrio quando rilasciata con questa validità, e utile per l’accesso a diversi servizi digitali della pubblica amministrazione.

«Invitiamo i genovesi a non farsi confondere e a continuare a richiedere la carta d’identità elettronica presso i nostri uffici», dice ancora Emilio Robotti. «Noi faremo come sempre la nostra parte per garantire servizi efficienti, ma al Governo chiediamo una volta per tutte chiarezza, coerenza e rispetto».

La questione, quindi, non riguarda soltanto la durata di un documento, ma la gestione di una transizione amministrativa nazionale scaricata in larga parte sugli sportelli comunali. I Comuni chiedono una linea univoca, comprensibile e applicabile senza eccezioni difficili da spiegare. Per i cittadini, invece, il consiglio pratico resta semplice: chi possiede ancora una carta d’identità cartacea farebbe bene a programmare per tempo il passaggio alla carta d’identità elettronica, soprattutto se deve viaggiare o se utilizza spesso il documento per pratiche bancarie, assicurative, amministrative o di accesso ai servizi.


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