È morto Edoardo Corrieri, travolto in corso Italia dopo la lite: l’accusa ora diventa omicidio

Il ventinovenne era ricoverato in condizioni disperate al San Martino. L’investitore era stato arrestato con l’ipotesi di tentato omicidio: dopo il decesso la contestazione è destinata ad aggravarsi

È morto Edoardo Corrieri, il ventinovenne investito nei giorni scorsi in corso Italia, a Genova, dopo una lite avvenuta all’uscita da una discoteca. Il giovane era ricoverato in condizioni gravissime nella Rianimazione M3 del Monoblocco dell’Ospedale Policlinico San Martino, diretta dal professor Nicolò Patroniti. Con il suo decesso, la posizione dell’investitore, Vincenzo Rametta, 28 anni, arrestato con l’accusa di tentato omicidio, è destinata ad aggravarsi: la contestazione passerà ora a omicidio.

A comunicare la morte del ventinovenne è stato l’Ospedale Policlinico San Martino: «L’Ospedale Policlinico San Martino comunica che è deceduto presso la Rianimazione M3 del Monoblocco diretta dal professor Nicolò Patroniti il ventinovenne investito nella notte tra venerdì e sabato. La Direzione, tutta la struttura e i professionisti coinvolti nel soccorso e nella gestione del paziente si stringono attorno ai familiari del ragazzo, che in questi giorni trascorsi al Policlinico si sono distinti per collaborazione e grande umanità».

Questa mattina, prima della notizia del decesso, era prevista nel carcere di Marassi l’udienza di convalida dell’arresto davanti alla giudice per le indagini preliminari Maria Antonia Di Lazzaro. Il pubblico ministero Andrea Ranalli, che coordina l’inchiesta della squadra mobile, aveva iscritto Vincenzo Rametta nel registro degli indagati per tentato omicidio. Ora, alla luce della morte di Edoardo Corrieri, il quadro giudiziario cambia.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, diretti da Carlo Bartelli e Antonino Porcino, Vincenzo Rametta avrebbe travolto volontariamente il coetaneo dopo che quest’ultimo lo aveva inseguito fino all’auto e aveva tirato fuori il cellulare, forse per riprenderlo. A sostegno dell’ipotesi accusatoria ci sarebbero anche le immagini registrate dalle telecamere dei carabinieri del comando provinciale di San Giuliano, nelle quali si vedrebbe l’auto partire a forte velocità e, secondo gli inquirenti, forse sterzare leggermente prima del violentissimo impatto.
La lite sarebbe nata poco prima perché Vincenzo Rametta e altri due giovani avrebbero importunato due ragazze. Dopo l’investimento, Edoardo Corrieri era stato trasportato d’urgenza al San Martino, dove ha lottato tra la vita e la morte fino al decesso comunicato dall’ospedale. Le indagini proseguono per ricostruire ogni fase della serata e definire le responsabilità degli indagati.
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