Sant’Ilario Alta, tentati furti a raffica nelle case in 4 giorni: residenti esasperati e paura tra le crêuze isolate

Diverse segnalazioni sono arrivate da strade collinari e percorsi non raggiungibili in auto. Il Comitato per la Viabilità rilancia l’allarme: «Chiediamo sicurezza, accessibilità e il diritto di restare a vivere qui». Le immagini delle telecamere dei residenti

Una raffica di tentativi di furto nelle abitazioni di Sant’Ilario Alta ha riportato al centro dell’attenzione una fragilità che i residenti denunciano da anni: l’isolamento della parte storica del borgo, dove molte case sono raggiungibili solo attraverso creuze, scalinate e strade collinari non sempre percorribili in auto. Le segnalazioni arrivate negli ultimi giorni riguardano il Crosino di Ginnaro, via Fontanino, via Poggetto e via dei Tre. In alcuni casi le telecamere private degli abitanti hanno ripreso persone con il volto coperto, evidentemente con l’intento di non farsi riconoscere.

Non si parla delle ville panoramiche più note, né delle residenze affacciate sul mare o facilmente raggiungibili in automobile. La zona interessata è quella di Sant’Ilario Alta, il nucleo storico originario, fatto di case di campagna, abitazioni di famiglia spesso tramandate da generazioni, fasce coltivate, sentieri e percorsi pedonali. Un territorio ancora abitato, ma sempre più vulnerabile proprio perché difficile da raggiungere e progressivamente spopolato.

A raccogliere la preoccupazione degli abitanti è il Comitato per la Viabilità di Sant’Ilario, che da tempo chiede una soluzione strutturale al problema degli accessi. «Ci sentiamo trattati come cittadini di serie C», afferma Marco Marsano, vicepresidente del Comitato. «Non chiediamo privilegi e non chiediamo opere straordinarie. Chiediamo semplicemente che una comunità storica possa vivere con la stessa dignità garantita al resto della città. Chiediamo accessibilità, sicurezza e la possibilità di continuare a mantenere vivo questo territorio».
Secondo il Comitato, i tentativi di furto sono soltanto l’ultimo campanello d’allarme di una situazione più ampia. La conformazione del borgo rende complessi non solo i controlli, ma anche l’arrivo dei soccorsi, gli interventi delle forze dell’ordine, quelli dei vigili del fuoco e la normale manutenzione delle abitazioni. In molte aree la viabilità resta esclusivamente pedonale e ogni emergenza rischia di trasformarsi in un problema operativo.
Il tema, spiegano i residenti, non nasce oggi. Per secoli Sant’Ilario è stato collegato attraverso creuze e sentieri percorsi a piedi o a cavallo. Una svolta arrivò nel 1882, quando l’allora Comune autonomo di Sant’Ilario Ligure completò la strada carrozzabile oggi conosciuta come via Sant’Ilario, collegando il borgo alla stazione ferroviaria e alla viabilità costiera. Ma una parte significativa del nucleo storico rimase esclusa dall’accesso carrabile. Già nel 1919 si iniziò a ragionare sull’estensione della viabilità verso la parte alta della collina, ma a oltre un secolo di distanza il problema resta sostanzialmente aperto.
Il Comitato tiene anche a chiarire un aspetto storico spesso confuso. La strada principale del borgo non fu realizzata da Bernardo Marsano, importante commerciante e filantropo originario di Sant’Ilario, fondatore della Regia Scuola Pratica di Agricoltura, oggi Istituto Agrario “Bernardo Marsano”. Il suo intervento riguardò invece una diramazione privata, realizzata a proprie spese per collegare il nuovo istituto agrario alla strada comunale appena completata. L’opera pubblica principale fu del Comune di Sant’Ilario Ligure.
Oggi quella questione antica si intreccia con la sicurezza quotidiana. Dove diminuisce la presenza stabile degli abitanti, spiegano dal Comitato, aumenta il rischio di degrado. Molte case vengono lasciate vuote, i terreni agricoli restano incolti, i cinghiali causano danni frequenti a orti, fasce e proprietà private. Il timore è che Sant’Ilario Alta finisca per svuotarsi lentamente, non per un singolo episodio, ma per l’accumulo di difficoltà mai risolte.
«Da decenni lanciamo un grido d’aiuto», prosegue Marco Marsano. «Eppure gli enti locali che si sono succeduti nel tempo, senza alcuna differenza di colore politico, si sono dimostrati sostanzialmente sordi. Si parla di tutela del paesaggio, di valorizzazione dei borghi storici e di difesa del territorio, ma il primo patrimonio da salvaguardare sono le persone che quei territori li abitano ogni giorno».
Per il Comitato per la Viabilità, i tentativi di furto segnalati tra il 12 giugno e ieri sera non sono quindi soltanto un fatto di cronaca. Sono il segnale di una comunità che si sente esposta, isolata e poco ascoltata. Sant’Ilario Alta chiede interventi concreti per rendere più sicura e accessibile la parte storica del borgo, prima che l’abbandono diventi irreversibile. Non privilegi, dicono i residenti, ma il diritto di continuare ad avere un futuro.
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