I bambini ridisegnano Genova: premiate le scuole che immaginano strade più sicure, verdi e felici

Nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale sono state premiate le 6 classi vincitrici della quinta edizione del Premio Federica Picasso, dedicato alla mobilità scolastica sostenibile. Al centro del concorso le idee dei più piccoli per trasformare gli spazi attorno alle scuole in luoghi più sani, accessibili e sicuri

Sono bambine e bambini a indicare alla città una strada possibile: meno traffico davanti alle scuole, più alberi, marciapiedi sicuri, percorsi a piedi, aree gioco, orti didattici, cicloposteggi, fermate del Pedibus, spazi colorati e perfino una applicazione per calcolare quanta anidride carbonica si risparmia scegliendo di andare a scuola camminando. Questa mattina, nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, sono state premiate le 6 classi vincitrici della quinta edizione del Premio Federica Picasso, il concorso di idee nato per promuovere una mobilità scolastica più sicura, inclusiva e sostenibile e per costruire, partendo dallo sguardo dei più piccoli, una Genova più a misura di bambina e bambino.

Il premio, promosso da Comune di Genova, Ufficio scolastico regionale, Studio legale associato degli avvocati Sguerso e Fondazione Michele Scarponi Organizzazione non lucrativa di utilità sociale, è dedicato alla memoria di Federica Picasso, la giovane mamma genovese morta l’8 febbraio 2021 in uno scontro stradale mentre era alla guida del suo monopattino. Da quella tragedia è nato un percorso che ogni anno coinvolge scuole, insegnanti, mobility manager scolastici, famiglie, associazioni e istituzioni, con l’obiettivo di trasformare la memoria in progetto, educazione e cambiamento concreto.

L’edizione di quest’anno aveva come tema “Spazi che fanno bene: salute e ambiente attorno alla mia scuola” e ha coinvolto circa 500 alunne e alunni delle classi terze, quarte e quinte delle scuole primarie genovesi. I bambini hanno lavorato in gruppo e hanno consegnato alla città elaborati creativi e progettuali sotto forma di disegni, filmati, canzoni, plastici e racconti. Il risultato è una mappa di desideri molto concreta: strade scolastiche, percorsi casa-scuola più sicuri, vie di accesso più ordinate, piazze e giardini da vivere prima, durante e dopo le lezioni, spazi pubblici capaci di favorire salute, socialità, autonomia e attenzione all’ambiente.
Il valore del Premio Federica Picasso sta proprio in questo: non chiedere ai bambini soltanto di immaginare una città ideale, ma di guardare i luoghi che attraversano ogni giorno e proporre soluzioni possibili. Le loro idee parlano di urbanistica tattica, rigenerazione dello spazio pubblico, mobilità sostenibile, sicurezza stradale e benessere collettivo, ma lo fanno con il linguaggio diretto di chi vive la strada non come infrastruttura, ma come parte della propria giornata.
Intanto, una delle idee premiate nella scorsa edizione comincia a diventare realtà. Il progetto “Spazi liberi: liberi di giocare, liberi di conoscere!”, presentato dall’attuale classe 4B della scuola Thouar dell’Istituto Comprensivo Prà e vincitore del 2025, sta prendendo forma nel quartiere. Sul piazzale davanti alla scuola, in via Airaghi, saranno realizzati un gioco a scacchiera bidimensionale e un percorso di educazione stradale grazie al coinvolgimento di alcuni sponsor. Sempre sulla base delle proposte dei bambini della Thouar è prevista anche la realizzazione di un campo di educazione stradale nei Giardini Capponi, nell’area ex Elah. Un passaggio importante, perché dimostra che le proposte dei più piccoli possono uscire dai cartelloni e dai disegni per diventare interventi nello spazio pubblico.
«Il Premio Federica Picasso ha il grande merito di coinvolgere attivamente i più piccoli nel processo di costruzione di spazi pubblici più inclusivi, sicuri e vivibili», dichiara l’assessore alla mobilità, trasporti e rapporti sindacali Emilio Robotti. L’assessore ricorda che l’amministrazione ha avviato le prime zone a 30 chilometri orari, prevede entro fine anno una strada scolastica per ogni Municipio e ha approvato il 22 aprile un atto di indirizzo per aumentare in modo capillare la sicurezza stradale, la qualità dello spazio pubblico e la tutela degli utenti più vulnerabili. «Costruire una città sicura e realmente a misura di persona, bambino e bambina non è uno slogan, ma un obiettivo tangibile», aggiunge Emilio Robotti, richiamando anche il dato degli scontri stradali come prima causa di morte tra i 15 e i 24 anni, spesso legata all’alta velocità.
Le assessore Rita Bruzzone alla scuola e pari opportunità, Arianna Viscogliosi alla polizia locale e sicurezza e Francesca Coppola al verde e urbanistica sottolineano il carattere trasversale del premio. Per loro, la partecipazione di migliaia di bambine e bambini nelle varie edizioni segnala una domanda forte di cambiamento che arriva dalle scuole, dalle famiglie e dai territori. Al centro c’è il rapporto tra gli edifici scolastici e gli spazi che li circondano: marciapiedi, attraversamenti, piazze, giardini, strade d’accesso, punti di attesa e luoghi di relazione. L’esempio della scuola Thouar di Prà, spiegano, mostra come le suggestioni dei più piccoli possano tradursi in progetti concreti, se istituzioni, dirigenti scolastici, mobility manager, genitori e comunità territoriali lavorano insieme.
Per Filippo Sguerso, ideatore e organizzatore del premio insieme agli ex colleghi di Federica Picasso, la cerimonia lascia ancora una volta «un’emozione profonda e una grande soddisfazione». Ogni elaborato, spiega, è una testimonianza dell’attenzione dei bambini verso sicurezza stradale, rispetto degli altri, mobilità sostenibile e qualità degli spazi urbani vissuti ogni giorno. Il premio, aggiunge, non è soltanto un concorso, ma un modo per mantenere vivo il ricordo di Federica Picasso attraverso un progetto rivolto al futuro e alle nuove generazioni.
Anche l’Ufficio scolastico regionale rivendica il valore educativo dell’iniziativa. Il dirigente Alessandro Clavarino sottolinea come il premio permetta agli alunni delle scuole primarie di diventare protagonisti di azioni di cittadinanza, nelle quali si intrecciano educazione alla salute, educazione civica, attenzione all’ambiente, benessere, rispetto, sostenibilità e socialità. Marco Scarponi, segretario generale della Fondazione Michele Scarponi e presidente di giuria, evidenzia invece come dagli elaborati emerga una richiesta molto chiara: una strada più bella, più accogliente e davvero per tutti.
Il primo premio è andato alla classe 5A della scuola D’Eramo dell’Istituto Comprensivo Quarto, con il progetto “Via Priaruggia e la mobilità verticale: fantasia e idee concrete per un ambiente sano e sostenibile”. Al centro c’è la creuza di via Priaruggia che conduce alla scuola, trasformata dai bambini in un percorso attrezzato e intelligente, con stazione di ricarica per biciclette elettriche, attrezzi ginnici, itinerario naturalistico per valorizzare la biodiversità, Pedibus della creuza con fermate segnalate da conchiglie dipinte e indicazioni sui tempi di percorrenza a piedi verso autobus e stazione ferroviaria, oltre a una applicazione per misurare il risparmio di anidride carbonica ottenuto camminando.
Il secondo posto è stato assegnato a pari merito a più classi. La 4B della scuola Marconi dell’Istituto Comprensivo Terralba ha presentato “Il giardino dai mille colori”, un disegno in cui la trasformazione degli spazi attorno alla scuola passa attraverso alberi, panchine, mobilità sostenibile e un arcobaleno come simbolo di bellezza, salute e sicurezza. La 5B della scuola Spinola dell’Istituto Comprensivo Oregina ha proposto “La strada sorride”, un racconto in prosa e poesia che immagina la trasformazione di una “Via grigia” nella “Via della felicità” grazie al Pedibus, agli alberi “Respiro”, a una pista “Arcobaleno” e alla chiusura al traffico della strada scolastica negli orari di entrata e uscita. La 4A della scuola Marconi dell’Istituto Comprensivo Terralba ha partecipato con “Cambiamo il mondo per un posto migliore”, un elaborato grafico curato, basato su colori, planimetria e prospettiva per rappresentare persone e ambienti più sicuri. La 4B dell’Istituto Contubernio D’Albertis ha realizzato “Le strade attorno alla nostra scuola”, un video in cui i bambini raccontano pregi e criticità dell’area scolastica e chiedono un nuovo marciapiede per rendere più sicuri e sostenibili i percorsi casa-scuola.
Una menzione speciale è stata assegnata alla classe 3C della scuola Ferrero dell’Istituto Comprensivo Cornigliano per “Gli spazi intorno a noi, la scuola e…”, un plastico costruito con materiali di riciclo, tra carta, cartone, sughero, corde e piccoli legni, per ricostruire il quartiere attorno alla scuola. I bambini hanno chiesto un orto scolastico, supporti per le biciclette davanti all’istituto e nuove attrezzature ludiche nei Giardini Melis.
A vincere, idealmente, sono state però tutte le classi che hanno partecipato. Perché ogni progetto, anche quando non si traduce immediatamente in un cantiere, sposta il punto di vista: la strada davanti a una scuola non è solo un luogo di passaggio o di traffico, ma uno spazio educativo, sociale, urbano. È il primo pezzo di città che bambine e bambini incontrano ogni mattina, e per questo può diventare il laboratorio più concreto per immaginare una Genova più sicura, più verde e più gentile.
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