Delitto di Villetta Di Negro, scontro in consiglio comunale: sicurezza urbana, rimpatri e dimissioni al centro del dibattito

Le interrogazioni dopo l’omicidio nel parco. L’assessora Arianna Viscogliosi ha richiamato le competenze dello Stato sull’ordine pubblico e quelle del Comune su sicurezza urbana e decoro. Piciocchi (Vince Genova) ribadisce la richiesta di dimissioni dell’assessora

L’omicidio avvenuto nel parco di Villetta Di Negro è arrivato in consiglio comunale attraverso due interrogazioni a risposta immediata che hanno acceso il confronto politico sulla sicurezza, sul presidio del territorio e sugli strumenti a disposizione del Comune di Genova per intervenire in aree considerate fragili o esposte al degrado.

A portare il tema in aula è stata Sara Tassara, consigliera della Lista Salis, che ha chiesto quali misure di sostegno il Comune possa attendersi dal Governo e dal ministero competente per contrastare la diffusione del consumo e dello spaccio di nuove sostanze stupefacenti, con particolare riferimento al crack, alla luce della tragedia avvenuta nel parco. Sullo stesso episodio è intervenuto anche Pietro Piciocchi, di Vince Genova, chiedendo alla giunta come sia stato possibile che nelle grotte della Villetta trovassero riparo persone senza fissa dimora e quali azioni l’amministrazione intenda adottare per recuperare il presidio del territorio in un contesto che, secondo la minoranza, è segnato da insicurezza e mancanza di rispetto delle regole.

A rispondere è stata l’assessora alla polizia locale e sicurezza Arianna Viscogliosi, che ha definito l’omicidio un fatto grave, capace di scuotere la città e l’amministrazione, richiamando le condoglianze già espresse dalla sindaca Silvia Salis alla famiglia della vittima. L’assessora ha però impostato la replica partendo da una distinzione di competenze: l’ordine pubblico e la sicurezza pubblica, ha ricordato, non dipendono dal Comune ma dallo Stato, dal questore e dalle forze dell’ordine statali, mentre all’amministrazione comunale spettano la sicurezza urbana, il decoro, la prevenzione delle condotte improprie, il contrasto al degrado e la vivibilità degli spazi pubblici.
Secondo Viscogliosi, il Comune può collaborare, presidiare e intervenire nell’ambito delle proprie funzioni, ma non può governare l’ordine pubblico, che resta attribuito per legge allo Stato. L’assessora ha richiamato la complessità di Genova, città con uno dei porti più importanti del Paese, un centro storico tra i più estesi d’Europa, infrastrutture strategiche e quartieri che richiedono un controllo costante. In questo quadro, ha sostenuto, la polizia locale opera con un presidio continuativo, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, ma sarebbe necessario un maggiore sforzo anche da parte delle altre forze dell’ordine.
Sul caso specifico di Villetta Di Negro, l’assessora ha riferito che nel corso del 2025 sono stati effettuati numerosi sopralluoghi e che, in alcune occasioni, è stata riscontrata la presenza di persone senza fissa dimora, poi allontanate secondo le possibilità consentite dalle competenze della polizia locale e delle altre forze presenti. Dagli archivi interni, ha aggiunto, non risulterebbero esposti o relazioni di servizio tali da segnalare una criticità specifica e continuativa nell’area.
La risposta dell’assessora si è poi spostata sul piano nazionale. Viscogliosi ha collegato la vicenda al tema delle persone irregolari sul territorio nazionale e con precedenti penali, sostenendo che il problema principale riguarda gli strumenti effettivamente disponibili per i rimpatri e per l’allontanamento di chi delinque. Da qui la critica allo Stato e al Governo, accusati di lasciare i Comuni soli davanti a fenomeni che non riguardano solo Genova ma molte città italiane. L’assessora ha citato episodi avvenuti in altri territori, anche amministrati dal centrodestra, per sostenere che il tema della sicurezza urbana ha ormai una dimensione nazionale e non può essere ridotto a un problema locale.
Nel suo intervento, l’assessora ha inoltre rilanciato la richiesta di accesso condiviso alle banche dati sulle persone con precedenti o coinvolte in attività criminali, spiegando che la polizia locale, durante i controlli, può trovarsi davanti a soggetti già noti alle forze dell’ordine senza poter disporre di tutte le informazioni necessarie. Un limite che, secondo l’assessora, incide sia sulla sicurezza degli operatori sia sull’efficacia degli accertamenti.
La replica della minoranza è rimasta dura. Pietro Piciocchi ha ribadito la richiesta di dimissioni dell’assessora Arianna Viscogliosi, già avanzata dai gruppi di opposizione, sostenendo che la tragedia di Villetta Di Negro imponga una presa di responsabilità politica sulla gestione della sicurezza e del presidio del territorio.
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