Morte di Francesca Tuscano, il caso resta aperto: la giudice ordina nuovi accertamenti sulla campagna AstraZeneca

La procura aveva chiesto di archiviare per la seconda volta, ma la giudice per le indagini preliminari Angela Nutini ha disposto altri quattro mesi di indagini. Al centro non solo l’atto vaccinale, ma l’organizzazione della campagna e le indicazioni date sull’uso di AstraZeneca nei più giovani

Il fascicolo sulla morte di Francesca Tuscano non sarà chiuso, almeno per ora. La giudice per le indagini preliminari del tribunale di Genova Angela Nutini ha respinto, per la seconda volta, la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura e ha disposto un nuovo supplemento investigativo sul decesso dell’insegnante di 32 anni, morta il 4 aprile 2021 per una trombosi cerebrale, circa due settimane dopo aver ricevuto il vaccino anti Covid-19 AstraZeneca.

La decisione arriva dopo l’udienza di due giorni fa e assegna altri quattro mesi agli inquirenti per approfondire aspetti che, secondo la giudice, non sono stati ancora chiariti in modo sufficiente. La prima richiesta di archiviazione era stata presentata dal sostituto procuratore Giuseppe Longo, che aveva escluso profili di responsabilità a carico del personale sanitario coinvolto nella vaccinazione. I familiari di Francesca Tuscano, assistiti dagli avvocati Tatiana Massara, Federico Bertorello e Salvatore Bottiglieri, si erano però opposti, chiedendo di allargare il perimetro degli accertamenti.

La giudice aveva già accolto una prima volta quella richiesta, indicando alla procura di guardare oltre il momento della somministrazione e di verificare il ruolo delle autorità sanitarie, in particolare di quelle centrali, nella gestione delle indicazioni sull’utilizzo di AstraZeneca. Il punto ritenuto da approfondire riguarda il quadro di pareri, comunicazioni e disposizioni che, nella primavera del 2021, accompagnò l’impiego del vaccino, soprattutto rispetto alla popolazione più giovane.
Dopo quel primo supplemento, la procura aveva presentato una nuova richiesta di archiviazione. Ma anche questa volta Angela Nutini non ha ritenuto chiuso il caso. Nell’ordinanza la giudice chiede nuovi accertamenti per verificare l’eventuale esistenza di responsabilità nell’organizzazione e nell’attuazione della campagna vaccinale con AstraZeneca e per stabilire se alcune condotte possano aver contribuito, sotto il profilo causale e colposo, alla morte di Francesca Tuscano.
La prospettiva, dunque, si sposta dal singolo operatore sanitario al sistema decisionale che regolò la campagna vaccinale in quella fase. Gli approfondimenti dovranno ricostruire se le informazioni disponibili all’epoca, le cautele adottate, le indicazioni rivolte ai territori e la gestione dei rischi fossero coerenti con il quadro che stava emergendo sugli eventi trombotici rari associati al vaccino.
C’è anche un ulteriore passaggio rilevante. La giudice precisa che, qualora dagli accertamenti emergessero profili di responsabilità penale, l’indagine dovrebbe essere estesa ad altri possibili casi analoghi. Il riferimento è a morti sospette, ricoveri o interventi collegati a sintomatologie simili a quella che portò al decesso della giovane insegnante.
In questo contesto viene richiamata anche la vicenda di Camilla Canepa, la 18enne di Sestri Levante morta nel giugno 2021. Per quel caso, al termine di una lunga attività investigativa, era stata esclusa la responsabilità penale.
La nuova ordinanza non attribuisce colpe, ma impedisce una chiusura anticipata del procedimento. Per la famiglia di Francesca Tuscano è un altro passaggio nella richiesta di verità su una morte avvenuta in una fase particolarmente delicata della campagna vaccinale. Per la procura, invece, si apre un nuovo termine di quattro mesi per rispondere ai punti rimasti irrisolti.
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