Facce de Zena 

Premio Strega Giovani al PalaCep, Genova incorona Michele Mari con “I convitati di pietra”

Il romanzo pubblicato da Einaudi ha vinto la tredicesima edizione del premio votato da studentesse e studenti tra i 16 e i 18 anni. L’annuncio è arrivato durante l’evento al circolo Pianacci, dove si è parlato anche di periferie, lettura, scrittura e nuove generazioni

Il Premio Strega Giovani parla genovese almeno nel luogo della proclamazione. È stato infatti il PalaCep Pianacci a ospitare l’annuncio del vincitore della tredicesima edizione del riconoscimento promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti Benevento, con Bper Banca partner, Rai media partner, Librerie Feltrinelli e Sygla sponsor tecnici. A vincere è stato Michele Mari con il romanzo “I convitati di pietra”, pubblicato da Einaudi, scelto da una giuria composta da ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da 114 scuole secondarie di secondo grado in Italia e all’estero.

Il libro di Michele Mari ha ottenuto 83 preferenze su 579 voti espressi, superando “Occhi di bambina” di Marco Vichi, edito da Guanda, secondo con 74 voti, e “Donnaregina” di Teresa Ciabatti, pubblicato da Mondadori, terzo con 65 voti. I primi tre classificati ricevono anche un voto valido per la designazione dei finalisti al Premio Strega, confermando il peso del giudizio dei lettori più giovani nel percorso che porta alla selezione conclusiva del premio letterario più noto del Paese.

Il nome del vincitore è stato annunciato dalla sindaca Silvia Salis durante l’incontro condotto da Loredana Lipperini, realizzato con il patrocinio della Camera dei deputati e del Comune di Genova. Alla giornata hanno partecipato l’assessore comunale alla cultura Giacomo Montanari, il direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci Stefano Petrocchi, il presidente di Strega Alberti Benevento Giuseppe D’Avino e Giuseppe La Boria, direttore regionale Liguria Piemonte di Bper Banca.

«La cultura deve essere ovunque e le opportunità devono esserci per tutti. Per questo è importante portare qui questo premio – e ringrazio di cuore tutte le realtà che hanno creduto in questo percorso condiviso – per parlare ai giovani in un momento in cui troppe volte diciamo che le nuove generazioni non hanno mai tempo, che sono assorbite dal mondo digitale. La lettura è uno strumento democratico per conoscere il mondo: occorre prendersi del tempo per leggere storie in cui potersi riconoscere, per immaginare» ha detto Salis.

«Ospitare a Genova la finale del Premio Strega Giovani è motivo di orgoglio per la nostra città, significa accogliere uno dei percorsi più importanti della cultura letteraria italiana, dando centralità alla voce di ragazze e ragazzi. Ma lo è ancora di più per la scelta di portare un’iniziativa culturale di questo valore al Cep – ha aggiunto la sindaca – questo premio ci ricorda che la cultura per i giovani non deve essere un’offerta passiva, ma un terreno di protagonismo. L’amministrazione comunale deve vedere i giovani, parlare con loro. Genova ha un’età media tra le più alte d’Europa e i giovani non devono sentirsi isolati o non visti: non possiamo permetterci di perderli; momenti come questo sono importanti e sono un’opportunità anche per la città e per il Paese».

«La cultura – ha concluso Salis – sa parlare alle nuove generazioni quando decide di prenderle sul serio, dando loro oltre al piacere di leggere, anche la responsabilità e il potere di valutare, scegliere ed esprimere un’opinione. Una città che sa ascoltare i giovani e porta cultura nei suoi quartieri è una città aperta e capace di immaginare il suo futuro».

Il valore simbolico della scelta del PalaCep è stato sottolineato anche dal presidente del Municipio Ponente Matteo Frulio, che ha rivendicato il percorso avviato a inizio mandato per portare eventi culturali di livello nei quartieri più lontani dal centro. «Avevamo un obiettivo preciso e oggi si è concretizzato, anche se per noi è soprattutto un punto di partenza», ha spiegato Matteo Frulio, ricordando che troppo spesso dalle cosiddette periferie ci si sposta verso il centro per assistere agli eventi, mentre l’amministrazione municipale voleva provare a ribaltare lo schema: portare al Cep non solo iniziative, ma persone, attenzione e qualità. Secondo il presidente del Municipio Ponente, l’arrivo del Premio Strega Giovani al PalaCep è stato possibile grazie al lavoro della sindaca Silvia Salis, dell’assessore comunale alla cultura Giacomo Montanari, degli uffici del Municipio Ponente, della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e dell’organizzazione del Premio Strega, che ha scelto il quartiere nell’ambito del progetto “Storie di Periferia”.

Matteo Frulio ha ricordato anche il lavoro svolto nei mesi precedenti alla Biblioteca Rosanna Benzi e alla scuola Firpo, con i laboratori di scrittura e lettura che hanno coinvolto gli studenti del territorio. Il presidente ha ringraziato lo staff municipale, il Consorzio Pianacci, Carlo Besana, Enrico Testino, l’assessora municipale Annalaura Ghigliotti e i consiglieri comunali Claudio Chiarotti e Donatella Alfonso per il sostegno al progetto. «Non è importante portare cose al Cep, ma portare le persone al Cep e cambiare i paradigmi», ha aggiunto Frulio, indicando negli eventi condivisi e di qualità uno strumento per superare luoghi comuni, cambiare lo sguardo sulla periferia e costruire nuove occasioni di partecipazione.

Durante l’evento è stato consegnato anche il Premio Strega Giovani per la migliore recensione. A riceverlo è stato Brando Mazzella, studente dell’Istituto di istruzione superiore Cristofaro Mennella di Ischia, autore di un testo dedicato proprio a “I convitati di pietra”. La recensione è stata selezionata tra oltre 300 elaborati e al vincitore sarà assegnato un buono libri del valore di 500 euro. Nel brano premiato, il romanzo di Michele Mari viene letto come una riflessione sulla memoria, sull’identità collettiva e su una classe liceale che trasforma il proprio legame in un meccanismo di competizione e attesa, dove il tempo scolastico continua a proiettare ombre sul futuro.

La giornata al PalaCep è stata anche l’occasione per assegnare il Premio Leggiamoci 2026, nato sulla piattaforma Leggiamoci.it, progetto promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e dal Centro per il libro e la lettura, con Bper Banca come partner, in collaborazione con Tirreno Power e il Festival “42 gradi, idee sostenibili” della libreria Vecchie Segherie Mastrototaro. A vincere è stata Anna Ricchieri, del liceo Ludovico Ariosto di Ferrara, con il racconto “Patrick”. L’annuncio è stato dato da Rossella Pace, responsabile scuole del Centro per il libro e la lettura. La vincitrice seguirà un corso di scrittura offerto da Bper Banca.

La commissione ha premiato “Patrick” per la capacità di partire da un evento traumatico, il suicidio di un ragazzo della scuola, e trasformarlo in una riflessione sulla vita, sull’incapacità di vedere davvero gli altri e sulla necessità di guardare anche dentro sé stessi. Al secondo posto si è classificata Alice Filippi, del liceo Giovenale Acina di Fossano, con “Che storia è questa?”. Terzi, a pari merito, Sofia Gargano del liceo Giulio Cesare di Roma con “Dove cadono i fiori” e Gael Melia, della secondaria di primo grado di Bracciano, con “Terra”. Una menzione speciale è andata a Jasmine Bianciardi, dell’istituto Emilio Sereni di Cardito, per il racconto “Rua Pinto”.

Il PalaCep ha ospitato anche la musica di Guesan, rapper del collettivo Wild Bandana, che ha proposto un brano inedito, “Case cartoni”. La sua presenza ha legato il tema letterario a quello del territorio: la sua musica è stata influenzata dal Cep, quartiere in cui ha vissuto i primi anni dell’infanzia, e dall’incontro con la poesia di Giorgio Caproni. Un collegamento non casuale, dentro una giornata che ha voluto portare al centro il rapporto tra scrittura, periferie, memoria dei luoghi e nuove generazioni.

L’incontro ha infatti permesso di raccontare anche la seconda edizione del progetto “Storie di periferia. Riportare le periferie al centro della storia”, promosso dalla Fondazione Bellonci con il sostegno di Enel Cuore, ente filantropico del gruppo Enel, e con la collaborazione speciale della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie. Sono intervenuti, in collegamento, il presidente della commissione Alessandro Battilocchio e il consigliere delegato di Enel Cuore Andrea Valcalda.

In questa seconda annualità il progetto ha coinvolto anche Genova Prà, con sessanta studenti degli istituti Bergese e Lanfranconi impegnati in un percorso ospitato dalla Biblioteca Benzi. Con le tutor Viola Lo Moro e Alma Spina, entrambe poete, ragazze e ragazzi hanno lavorato sulle forme della scrittura, dal racconto alla poesia fino alla metrica delle barre rap, incontrando ospiti come Daria Bignardi, Carmen Gallo e Murubutu.

Il progetto ha interessato anche Caivano, in provincia di Napoli, e Tor Bella Monaca, a Roma, dove il lavoro si è concentrato sullo spazio scenico, sul corpo e sulla relazione tra movimento e scrittura. I laboratori si sono svolti al Teatro comunale Beppe Vessicchio di Cardito con lo scrittore Massimiliano Virgilio e al Teatro di Tor Bella Monaca con le scrittrici e sceneggiatrici Elisa Casseri e Carlotta Corradi. Tra gli ospiti intervenuti nel percorso figurano il drammaturgo, attore e regista Fausto Paravidino, l’attrice Miriam Candurro e lo scrittore Lorenzo Pavolini.

La scelta del PalaCep per la proclamazione del Premio Strega Giovani ha dato all’evento un significato ulteriore: non solo una cerimonia letteraria, ma un modo per portare libri, scrittura e confronto culturale in un luogo simbolico della città, dentro un percorso che prova a mettere le periferie al centro del racconto pubblico.

Foto di Giulia Ferrando


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