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Ceranesi, dopo la crisi sul bilancio, le dimissioni e lo scioglimento del consiglio comunale, Claudio Montaldo riconquista il municipio con il 59,24 per cento

L’ex primo cittadino ha vinto le elezioni amministrative con 837 voti, pari al 59,24 per cento, sostenuto dalla lista Una Storia in Comune. La consultazione si è chiusa con tutte le 6 sezioni scrutinate e con un’affluenza del 46,7 per cento, in calo rispetto al 50,65 per cento della precedente tornata elettorale

Alle sue spalle si è fermato Michele Casano, candidato della lista Uniti per Ceranesi, che ha raccolto 399 voti, pari al 28,24 per cento. Terzo Federico Giacobbe, sostenuto da Ceranesi Tradizione e Futuro, con 177 voti e il 12,53 per cento. La lista di Claudio Montaldo ottiene 8 seggi, mentre agli sfidanti vanno i restanti posti in consiglio comunale secondo la ripartizione indicata dai dati elettorali.

Il risultato ha un peso politico superiore a quello di una normale elezione in un piccolo Comune, perché arriva dopo una crisi amministrativa che aveva portato Ceranesi al commissariamento.

«Siano un gruppo di persone capaci, competenti, con esperienza, che siano impegnate a portare avanti il lavoro che è stato svolto proficuamente negli anni scorsi e a introdurre innovazioni. In particolare ci siamo dotati nel nostro programma di una visione che guarda al medio e lungo periodo per il nostro comune, soprattutto per quanto attiene alle questioni fondamentali che lo travagliano. Al primo posto abbiamo messo l’illuminazione pubblica – aveva detto Montaldo in campagna elettorale -. Siamo pronti a partire immediatamente, dal primo giorno, con le risorse disponibili, con il progetto già pronto per rinnovarla integralmente. E poi la difesa del suolo, che vogliamo affrontare una volta tanto partendo dalla prevenzione. Certo non si potrà fare dappertutto, però cominceremo a lavorare sulla riqualificazione del Bosco. E contemporaneamente abbiamo cercato di dotarci di una grande concretezza. E infatti nei nostri programmi trovate dettagliati gli obiettivi specifici che abbiamo strada per strada nella scuola, per i cimiteri, per il nostro patrimonio pubblico. Abbiamo voluto essere così visionari e concreti. E lo facciamo perché se non si alza lo sguardo dalla punta del nostro naso il nostro comune continuerà soltanto a inseguire i problemi più piccoli. Vogliamo farlo insieme alla comunità. E per questo uno dei nostri primi atti sarà la promozione dei comitati di frazione, in ogni frazione, per farci accompagnare nelle scelte di priorità e per affrontare insieme tutti gli eventi che questi cinque anni ci accadranno».

Claudio Montaldo era stato eletto per la prima volta sindaco nel 2022, ma nel dicembre 2025 la sua amministrazione si era spacca sul bilancio. Il voto contrario di parte di due elementi della maggioranza fa cadere il documento contabile, apre la crisi politica e porta alle dimissioni del sindaco. Lo Stato scioglie il consiglio comunale e affida Ceranesi al commissario Jacopo Bellarosa. A distanza di pochi mesi, Montaldo era tornato a candidarsi, chiedendo agli elettori di rimetterlo alla guida del Comune proprio dopo la frattura che aveva interrotto il suo mandato.

La vicenda amministrativa di Ceranesi era precipitata a metà dicembre 2025, quando il bilancio del Comune non era passa in consiglio comunale. La votazione si era chiude con un 6 a 5 contro l’amministrazione: decisivo il voto contrario di due consiglieri eletti nella maggioranza e poi passati con la minoranza. In quel momento la giunta guidata da Claudio Montaldo, ex assessore regionale alla Sanità per due mandati, ex vicesindaco di Genova, perde nei fatti la possibilità di governare e il Comune imbocca la strada del commissariamento.

La crisi viene poi formalizzata il 31 dicembre 2025, quando Montaldo presenta le dimissioni da sindaco. In una lettera, collega la decisione alla crisi interna della maggioranza e alla mancata approvazione del bilancio previsionale 2026-2028, definendo le dimissioni una conseguenza necessaria per rispetto delle regole democratiche.

Il passaggio istituzionale arriva con il decreto del Presidente della Repubblica del 24 febbraio 2026, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale l’11 marzo. L’atto scioglie il consiglio comunale di Ceranesi e nomina commissario straordinario Jacopo Bellarosa, viceprefetto aggiunto in servizio alla Prefettura di Genova, conferendogli i poteri di sindaco, giunta e consiglio fino all’insediamento dei nuovi organi eletti. Nella relazione allegata al decreto si ricorda che il prefetto aveva già disposto la sospensione del consiglio e la gestione provvisoria dell’ente il 21 gennaio 2026.

La nuova candidatura di Claudio Montaldo era arrivata pochi mesi dopo la caduta della sua amministrazione. La scalata alla rivincita politica comincia e l’ex sindaco indica tra i temi centrali della campagna strade e frane.


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