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Via asfalto da cortili e aree gioco: il Comune punta sul verde per aiutare i bambini a fare pace con la natura

La giunta, su proposta dell’assessora Francesca Coppola, ha approvato l’adesione al progetto “Biofear”, dedicato alla depavimentazione degli spazi frequentati dai più piccoli e al contrasto delle paure legate al mondo naturale

Meno asfalto nei luoghi frequentati dai bambini, più verde nei cortili scolastici e nelle aree gioco, con l’obiettivo di ricostruire un rapporto quotidiano e positivo tra le nuove generazioni e l’ambiente naturale. La giunta comunale ha approvato, su proposta dell’assessora al verde e urbanistica Francesca Coppola, l’adesione del Comune di Genova al progetto “Biofear”, iniziativa dedicata alla depavimentazione degli spazi urbani usati dai più piccoli.

Il progetto è promosso dal Consiglio nazionale delle ricerche – Istituto di ricerca sulle acque di Verbania, dall’Università di Trento, dall’Università Foro Italico e dall’Università di Napoli Parthenope. L’obiettivo è aumentare qualità e quantità degli spazi verdi in contesti fortemente urbanizzati, intervenendo in particolare su aree gioco e cortili scolastici. La logica è quella del “depaving”, cioè la rimozione di superfici impermeabili e pavimentate per restituire spazio al suolo naturale, al verde e a soluzioni più adatte alla salute delle persone e alla resilienza climatica.

Alla base del progetto c’è anche un tema educativo e psicologico: prevenire, attraverso il contatto quotidiano con elementi naturali, l’insorgere di paure e fobie legate alla natura. Secondo l’impostazione dell’iniziativa, crescere in ambienti urbani molto artificiali può contribuire a rendere più distante il rapporto con piante, animali, suolo e biodiversità. La depavimentazione degli spazi frequentati dai bambini diventa quindi non solo un intervento ambientale, ma anche un’azione di salute pubblica.

PerCoppola, lavorare sui cortili scolastici e sulle aree gioco significa migliorare il benessere mentale e fisiologico di bambine e bambini, offrendo loro un contatto più diretto e continuo con gli elementi naturali. L’assessora sottolinea che il progetto è coerente con gli indirizzi dell’amministrazione sulla rinaturalizzazione dello spazio pubblico e con l’obiettivo di contrastare il crescente aumento di fobie e paure legate al mondo naturale nella popolazione urbana.

L’adesione a “Biofear” si inserisce, secondo l’assessora, in un percorso già avviato dal Comune sul consumo di suolo. L’assessora richiama l’aggiornamento delle norme generali del Piano urbanistico comunale, con l’introduzione di disposizioni specifiche per la tutela del suolo e del verde, e l’adesione al progetto “Life +A_GreeNet”, orientato ad aumentare quantità e qualità degli spazi verdi e a rafforzare la resilienza dell’ambiente urbano e la salute pubblica.

Nel progetto “Biofear”, il Comune di Genova avrà il ruolo di collaboratore e supporterà l’azione dedicata alla misurazione e allo studio della biofobia. L’attività prevede l’uso di grandi basi di dati, esperimenti psicologici e strumenti delle scienze sociali all’interno di un quadro “One Health”, cioè un approccio che collega salute umana, salute degli ecosistemi e qualità dell’ambiente. Il lavoro servirà a quantificare la diffusione delle paure legate alla natura, distinguere tra rischi reali e rischi percepiti, individuare fattori culturali e ambientali e valutare le conseguenze sui comportamenti legati alla salute e alla conservazione della biodiversità.

Le conoscenze raccolte dovranno poi essere tradotte in linee guida per la comunicazione e in raccomandazioni utili alle politiche pubbliche. Per Genova, l’adesione al progetto rappresenta dunque un nuovo passaggio nella strategia di trasformazione degli spazi urbani: meno superfici impermeabili, più natura nei luoghi dell’infanzia e una città pensata anche come ambiente educativo.


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