Ricercato per espiare una condanna per mafia si allontana dalla Calabria, latitante catturato a Genova

Dopo mesi di ricerche, la polizia di Stato ha arrestato l’uomo, destinatario di una pena residua di 8 anni e 2 mesi. A portare gli investigatori da lui sono stati contatti, spostamenti e vecchie frequentazioni

La latitanza di Giuseppe Antonio Trimboli si è conclusa ieri pomeriggio a Genova, all’interno di un condominio in una zona residenziale della città. Il 65enne era ricercato dalla fine di novembre 2024 perché destinatario di un provvedimento restrittivo emesso dalla Procura generale di Reggio Calabria, dopo una condanna definitiva per associazione mafiosa. Al momento della cattura, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, aveva con sé un documento d’identità falso.

A individuarlo sono stati gli agenti della Squadra mobile di Reggio Calabria, arrivati in Liguria dopo un lavoro di analisi su frequentazioni, contatti e spostamenti precedenti, svolto anche sulla base di elementi forniti dall’Arma dei carabinieri. Quelle verifiche avevano fatto emergere la possibilità che Trimboli avesse lasciato la Calabria e trovato appoggio fuori regione. Il riscontro è arrivato con la collaborazione della Squadra mobile di Genova, che ha partecipato al blitz conclusivo.

La condanna principale a carico del 65enne era nata dall’operazione “Provvidenza”, condotta dal Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri e legata agli accertamenti sulla famiglia di ’ndrangheta dei Piromalli. In origine la pena definitiva era di 12 anni di reclusione, poi ricalcolata con un nuovo provvedimento di cumulo che ha riconosciuto il vincolo della continuazione tra i reati e rideterminato la pena residua in 8 anni e 2 mesi.
Nel suo percorso giudiziario compare anche il processo “Spazio di Libertà”, sviluppato dalla Squadra mobile reggina sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia. In quel procedimento Giuseppe Antonio Trimboli era stato condannato per avere favorito la latitanza di Giuseppe Crea, indicato dagli investigatori come figura di vertice dell’omonima cosca attiva a Rizziconi, e di Giuseppe Ferraro, ritenuto elemento di rilievo della ’ndrina Ferraro-Raccosta. I due erano stati trovati e arrestati il 29 gennaio 2016 in un bunker sotterraneo nelle campagne di Maropati, in provincia di Reggio Calabria.
Dopo avere definito il possibile rifugio del ricercato, gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su un palazzo del capoluogo ligure. Una volta acquisita la certezza della sua presenza, è scattato l’intervento. Trimboli è stato bloccato senza che la fuga potesse proseguire e ora dovrà scontare la pena residua indicata nel provvedimento della Procura generale di Reggio Calabria.
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