Facce de Zena 

Genova negli occhi di Stefano Goldberg: un brindisi tra fotografie, musica e memoria

Oggi all’Atelier Gismondi viene presentato “Genova… e non sarai per sempre mia”, volume del Canneto con gli scatti più belli di Stefano Goldberg, curato da Paolo Varratta e Paola Zucchi. Sarà presente la cantautrice genovese Roberta Barabino

Un brindisi, due chiacchiere e un viaggio dentro Genova attraverso lo sguardo di Stefano Goldberg. Oggi, venerdì 22 maggio, dalle 18, l’Atelier Gismondi di via San Vincenzo 26 interno 1A, al piano ammezzato, ospita la presentazione di “Genova… e non sarai per sempre mia”, il volume fotografico pubblicato da Il Canneto Editore che raccoglie alcuni degli scatti più belli del fotografo genovese, scomparso nel 2020. Il libro, curato da Paolo Varratta e Paola Zucchi, è indicato dall’editore come una pubblicazione uscita nel novembre 2025, composta da 144 pagine e inserita nella collana “Galleria”.

L’incontro sarà un’occasione per riscoprire una Genova osservata con affetto, precisione e inquietudine poetica: non una città da cartolina, ma un paesaggio emotivo fatto di luce, pietra, mare, architetture, dettagli urbani e presenze silenziose. Il titolo stesso, “Genova… e non sarai per sempre mia”, restituisce il tono di un rapporto intenso e mai pacificato con la città, attraversato dalla consapevolezza del tempo e dalla fragilità dello sguardo. Alla serata sarà presente anche la cantautrice genovese Roberta Barabino, chiamata a intrecciare alla fotografia un’altra forma di racconto della città, quella della musica e della parola cantata.

L’ingresso è libero, con prenotazione al numero 3209253492. L’appuntamento è pensato come una presentazione informale, più vicina a una conversazione condivisa che a una conferenza, nel solco di un libro nato per tenere viva la memoria di un autore molto conosciuto nell’ambiente fotografico genovese e per restituire al pubblico una parte del suo archivio visivo.

Stefano Goldberg, nato nel 1960 e morto improvvisamente il 5 gennaio 2020 mentre camminava a Punta Martin, è stato un fotografo professionista genovese che ha dedicato la propria vita alla fotografia, attraversandone le trasformazioni tecniche e culturali con grande sensibilità. Molto noto nel mondo della fotografia cittadina, fu socio della storica agenzia genovese Publifoto e lavorò per marchi italiani di primo piano; con lo studio di Renzo Piano ebbe un rapporto professionale e di amicizia durato decenni.

Specializzato nel reportage industriale e di viaggio, Stefano Goldberg collaborò anche con studi di architettura e riviste internazionali, realizzando per anni immagini dedicate a Genova e alla Liguria per libri e magazine. Una scheda dell’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, in occasione di una sua mostra fotografica del 2013, lo descrive come fotografo professionista genovese, attivo da molti anni nella produzione di immagini del territorio e fotografo dell’agenzia Publifoto da un decennio.

La sua figura, però, non si esauriva nella professione. Stefano Goldberg era ricordato anche per una curiosità ampia e trasversale: amava la natura, il mare, i gatti e soprattutto la montagna; coltivava il disegno, la scrittura, la lavorazione del legno e la musica. Chitarrista appassionato di bluegrass, frequentava l’ambiente musicale genovese e aveva realizzato copertine per artisti come Beppe Gambetta e il gruppo Red Wine.

A distanza di anni dalla sua scomparsa, “Genova… e non sarai per sempre mia” riporta in primo piano il suo modo di guardare la città: diretto, partecipe, lontano dalla retorica, capace di cogliere insieme bellezza e malinconia. La serata all’Atelier Gismondi diventa così non solo la presentazione di un libro fotografico, ma anche un omaggio a un autore che ha lasciato un’impronta riconoscibile nella memoria visiva di Genova.

Il ritratto di Goldberg usato per illustrare la presentazione del libro e del fotografo Michele Rossi, amico di Stefano


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