Sanità 

Screening della vista in farmacia, il 30% degli esami scopre anomalie: Massimo Nicolò prepara il servizio stabile

Tra Genova e Savona eseguite 3.636 tomografie a coerenza ottica nelle farmacie aderenti alla sperimentazione. Intercettati 1.089 pazienti con alterazioni di cornea o retina da approfondire: la Regione valuta ora come rendere strutturale l’iniziativa gratuita

Portare la prevenzione fuori dagli ambulatori specialistici e più vicino alle persone può cambiare il destino di molte diagnosi. Lo dimostrano i numeri della sperimentazione dello screening con tomografia a coerenza ottica realizzato nelle farmacie dell’area genovese e savonese tra il 24 novembre 2025 e il 30 aprile 2026: in poco più di cinque mesi sono stati eseguiti 3.636 esami, con anomalie rilevate in circa il 30% dei pazienti controllati. In tutto, 1.089 persone sono state indirizzate verso ulteriori approfondimenti specialistici per alterazioni della cornea o della retina.

Il dato più significativo riguarda la fascia d’età coinvolta. Il 72% delle persone che si sono sottoposte all’esame ha tra i 70 e gli 80 anni, cioè una popolazione particolarmente esposta a patologie oculari che, se intercettate in ritardo, possono avere conseguenze pesanti sulla qualità della vita. La tomografia a coerenza ottica è un esame rapido, non invasivo, capace di fornire immagini dettagliate delle strutture oculari e di aiutare a individuare precocemente problemi della retina e della macula.

«Si conclude una prima fase sperimentale che ha prodotto risultati significativi», spiega l’assessore regionale alla sanità Massimo Nicolò. «I dati raccolti dimostrano l’importanza di portare la prevenzione sempre più vicino ai cittadini attraverso strumenti innovativi, accessibili e diffusi sul territorio. Ora analizzeremo nel dettaglio gli esiti della sperimentazione con l’obiettivo di valutare la strutturazione definitiva di un’iniziativa che consente ai liguri di effettuare gratuitamente un esame diagnostico avanzato, rapido e non invasivo, fondamentale per intercettare precocemente patologie oculari ad alto impatto».

La sperimentazione ha coinvolto nove farmacie, otto nell’area genovese e una nel savonese, nell’ambito del modello della Farmacia dei Servizi. Proprio la rete capillare delle farmacie ha consentito a molti cittadini di accedere allo screening con maggiore facilità, senza dover affrontare percorsi più complessi o distanti. L’esperimento conferma così una direzione già avviata nella sanità territoriale: usare presidi diffusi, riconoscibili e vicini alla popolazione per aumentare l’adesione alla prevenzione e intercettare prima le situazioni da prendere in carico.

«I dati confermano che la sperimentazione è stata particolarmente apprezzata dai cittadini liguri grazie alla capillarità della rete delle farmacie e alla semplicità di accesso al servizio», sottolinea Barbara Rebesco, direttore Politiche del Farmaco di Regione Liguria. «Questo risultato evidenzia ancora una volta il ruolo strategico della farmacia territoriale nei percorsi di prevenzione, screening e presa in carico dei pazienti, rafforzando il modello di prossimità della sanità ligure».

Il progetto è stato realizzato con la collaborazione delle farmacie e degli ortottisti. Per Giuseppe Castello, vicepresidente di Federfarma Liguria e presidente dell’Ordine dei farmacisti di Genova, i numeri confermano la validità del modello. «Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti in questa prima fase del servizio», dichiara. «I numeri dicono che nelle farmacie sono stati effettuati oltre 3.600 esami con tomografia a coerenza ottica, in collaborazione con gli ortottisti, a dimostrazione del gradimento dei cittadini per questa sperimentazione. La Liguria, ancora una volta, è stata la prima regione a livello nazionale a fornire questo servizio: ora che la macchina organizzativa è stata messa a punto in modo efficace, l’augurio è di poterlo estendere a tutto il nostro territorio, come supporto alla prevenzione e al controllo di questa patologia».

La Regione collega lo screening anche al tema della maculopatia essudativa. Dal primo gennaio 2026 è attiva in Liguria l’esenzione del ticket per i pazienti con diagnosi accertata, valida per tutte le prestazioni diagnostiche e terapeutiche collegate. Al 30 aprile risultavano già 237 esenzioni rilasciate, un numero che secondo l’assessorato conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione su una malattia che può compromettere in modo grave l’autonomia delle persone, soprattutto in età avanzata.

«L’aumento significativo delle esenzioni conferma quanto sia importante mantenere alta l’attenzione su una patologia che può avere conseguenze molto rilevanti sulla qualità della vita delle persone», conclude Massimo Nicolò. «Intervenire precocemente significa aumentare le possibilità di cura e migliorare la presa in carico dei pazienti, soprattutto nella popolazione più anziana».

La prima fase si chiude quindi con un risultato concreto: più di tremila controlli effettuati, oltre mille situazioni da approfondire e una rete organizzativa già testata. La decisione ora sarà politica e sanitaria insieme: capire come trasformare la sperimentazione in un servizio stabile, accessibile e distribuito sul territorio, perché la diagnosi precoce non resti un’opportunità legata a un progetto temporaneo ma diventi una parte ordinaria della prevenzione.


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