In evidenza 

Maldive, la grotta restituisce anche Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino. Finito il recupero dei sub italiani

Recuperati gli ultimi due corpi rimasti nella cavità di Dhekunu Kandu: sono quelli di Giorgia Sommacal, figlia di Monica Montefalcone, e della ricercatrice dell’Università degli Studi di Genova Muriel Oddenino. Ora l’inchiesta dovrà ricostruire perché l’immersione si sia trasformata in tragedia

La grotta di Dhekunu Kandu ha restituito anche gli ultimi due corpi. Sono stati recuperati oggi, secondo quanto riferito da fonti della Farnesina, i corpi di Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino, le due vittime che erano ancora rimaste nella parte più remota della cavità sommersa nell’atollo di Vaavu, alle Maldive. Con questa operazione si chiude la fase più dolorosa e complessa del recupero dei sub italiani morti durante l’immersione di giovedì scorso. Ieri erano già stati riportati in superficie Federico Gualtieri, biologo marino, e Monica Montefalcone, ricercatrice e docente dell’Università degli Studi di Genova, madre di Giorgia Sommacal. Il corpo del dive master Gianluca Benedetti era invece stato recuperato il giorno stesso della tragedia, vicino all’imbocco della grotta.

La sequenza delle operazioni racconta quanto fosse difficile riportare fuori le vittime. I quattro corpi rimasti nella cavità erano stati individuati dagli speleosub finlandesi mobilitati da Divers Alert Network Europe nella parte più interna del sistema sommerso, a una profondità indicata intorno ai 60 metri. Le autorità maldiviane hanno riferito che i corpi erano stati trovati sostanzialmente insieme, in un ambiente descritto come estremamente impegnativo per terreno, correnti forti e scarsa visibilità. Non era quindi possibile un recupero rapido: ogni immersione ha dovuto essere pianificata con tempi lunghi, margini di sicurezza strettissimi e passaggi successivi tra squadre operative diverse.

Il primo atto della tragedia risale alla scorsa settimana, quando il gruppo di sub italiani si è immerso nell’area di Dhekunu Kandu, vicino ad Alimathà, nell’atollo di Vaavu. Secondo la ricostruzione riportata dalle autorità e dalle agenzie internazionali, il gruppo stava esplorando una grotta in acque profonde. Gianluca Benedetti, istruttore e guida subacquea, fu ritrovato nei pressi dell’ingresso della cavità. Gli altri quattro non riemersero. Da quel momento le ricerche si trasformarono in una missione di recupero ad altissimo rischio, aggravata dalla profondità, dalla conformazione della grotta e dalle condizioni marine.

Divers Alert Network Europe ha spiegato che il sito presenta caratteristiche operative molto complesse: l’accesso alla grotta si trova tra 55 e 60 metri di profondità e il sistema sommerso si sviluppa per centinaia di metri attraverso camere e passaggi interni. Per intervenire sono stati chiamati specialisti con esperienza internazionale in immersioni tecniche, speleosubacquee e missioni di recupero in ambienti profondi, confinati e ad alto rischio. Gli operatori hanno utilizzato respiratori a circuito chiuso, veicoli subacquei a propulsione e sistemi di supporto vitale ridondanti, strumenti indispensabili per penetrare nella cavità e restare sott’acqua per tempi compatibili con la profondità e con le successive fasi di decompressione.

Il recupero è avvenuto in due giornate. Martedì (ieri) sono stati riportati in superficie i corpi di Monica Montefalcone e Federico Gualtieri. Oggi la squadra ha completato l’operazione con Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino, sostenuta dalla guardia costiera e dalla polizia delle Maldive. Le salme saranno ora avviate alle procedure di rimpatrio, in coordinamento con le autorità italiane. Le autorità maldiviane hanno indicato che proseguiranno gli accertamenti per stabilire cosa sia accaduto durante l’immersione e perché il gruppo sia finito così in profondità nella cavità.

La tragedia ha colpito in modo particolare Genova e il mondo universitario. Monica Montefalcone era una studiosa molto conosciuta nell’ambito dell’ecologia marina e delle ricerche sugli ambienti sommersi; con lei c’erano la figlia Giorgia Sommacal e la ricercatrice dell’Università degli Studi di Genova Muriel Oddenino. Federico Gualtieri era biologo marino, neolaureato a Genova. Gianluca Benedetti, dive master, era stato il primo a essere recuperato. Cinque vite spezzate in un’immersione che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere legata alla conoscenza del mare e che invece si è trasformata in una delle più gravi tragedie subacquee mai avvenute nell’arcipelago.

Alle vittime italiane si aggiunge anche Mohamed Mahudhee, sub della Forza nazionale di difesa delle Maldive morto durante le prime operazioni di ricerca. Anche questo elemento restituisce la pericolosità dello scenario in cui le squadre hanno operato: la grotta non ha imposto soltanto l’attesa alle famiglie, ma ha reso rischioso ogni tentativo di avvicinamento, tanto da costringere le autorità a sospendere e ripianificare gli interventi prima dell’arrivo degli specialisti finlandesi.

Ora si apre con più forza il capitolo giudiziario. La Procura di Roma indaga per omicidio colposo in relazione alla morte dei cinque italiani. Quando i corpi rientreranno in Italia, i magistrati disporranno le autopsie. Gli inquirenti ascolteranno anche i connazionali che si trovavano a bordo della safari boat “Duke of York”, l’imbarcazione da cui era partita la spedizione. Sarà necessario chiarire autorizzazioni, pianificazione dell’immersione, attrezzature, profondità raggiunta, condizioni del mare, composizione del gruppo e catena delle decisioni prese prima della discesa.

Restano molti interrogativi. Le autorità maldiviane dovranno verificare se il gruppo abbia superato la profondità prevista o consentita, se la documentazione presentata indicasse con precisione la grotta da esplorare e se tutte le persone coinvolte fossero correttamente inserite nella proposta dell’attività. Secondo quanto riportato da Associated Press, le autorità locali hanno riferito che almeno due delle vittime non risultavano nella lista dei ricercatori presentata e che gli investigatori dovranno valutare anche se siano state adottate precauzioni adeguate alla luce delle condizioni meteo. Sono elementi ancora da accertare, ma mostrano quanto la ricostruzione non possa fermarsi al recupero dei corpi.

La fase dell’attesa, per le famiglie, finisce qui. Quella delle risposte comincia adesso. La grotta ha restituito Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, Monica Montefalcone e Federico Gualtieri, dopo avere già restituito Gianluca Benedetti. Ma il ritorno in superficie non basta a chiudere la vicenda. Serviranno indagini, perizie, autopsie, testimonianze e documenti per capire come un’immersione in un paradiso marino sia diventata una trappola senza uscita.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts