Genova blinda dati e servizi pubblici: «Senza cybersicurezza non c’è fiducia nelle istituzioni»

A Palazzo Tursi il convegno della guardia di Finanza su intelligenza artificiale e protezione digitale. La sindaca Silvia Salis: «Difendere le infrastrutture digitali significa proteggere cittadini e diritti». Il presidente della Regione Marco Bucci rilancia il ruolo della Liguria nei cavi sottomarini e nella corsa alla gigafactory europea

La cybersicurezza non è più un tema per soli tecnici, ma una condizione essenziale per il funzionamento delle istituzioni, dei servizi pubblici e della vita quotidiana dei cittadini. È il messaggio emerso questa mattina, 20 maggio, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, dove si è svolto il convegno “Cybersecurity e intelligenza artificiale: un binomio vincente per proteggere il futuro?”, organizzato dalla guardia di Finanza con il patrocinio della Regione Liguria, del Comune di Genova e dell’Università degli Studi di Genova.

L’incontro ha messo al centro una domanda ormai decisiva: l’intelligenza artificiale può diventare una difesa efficace contro gli attacchi informatici o rischia, al contrario, di rendere più potenti gli strumenti a disposizione di chi colpisce reti, dati, infrastrutture e servizi? La risposta, emersa dagli interventi, non è univoca né rassicurante in modo automatico. La tecnologia può aiutare a leggere più rapidamente le anomalie, individuare minacce, proteggere sistemi complessi e sostenere la pubblica amministrazione, ma può essere usata anche per automatizzare campagne di phishing, creare malware più sofisticati, moltiplicare i tentativi di accesso illecito e rendere più aggressive le attività criminali o belliche nel dominio digitale.

I lavori sono stati aperti dal comandante regionale Liguria della guardia di Finanza, generale di divisione Cristiano Zaccagnini, seguiti dai saluti istituzionali della sindaca di Genova Silvia Salis, del presidente della Regione Liguria Marco Bucci e del rettore dell’Università degli Studi di Genova Federico Delfino. Nel corso della mattinata sono intervenuti, tra gli altri, il comandante interregionale dell’Italia Nord-Occidentale della guardia di Finanza, generale di corpo d’armata Virgilio Pomponi, la professoressa Paola Girdinio e il professore Alessandro Armando dell’Università di Genova, l’ingegnere Enrico Castanini, direttore generale di Liguria Digitale, l’ingegnere Stefano Bencetti dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, Federico Sinigaglia, dirigente dei servizi informativi del Comune di Genova, l’ingegnere Vittorio Bendazzoli, responsabile del reparto sistemi e sicurezza del Comune di Genova, e il generale di brigata Marco Tolla, capo del settimo reparto Innovazione e Tecnologia del Comando generale della guardia di Finanza.
Per Silvia Salis, il tema riguarda direttamente la tenuta democratica e amministrativa della città. «Il confronto promosso oggi a Palazzo Tursi dalla guardia di Finanza ha un grande valore: la cybersicurezza è ormai una condizione essenziale per il funzionamento delle istituzioni, dei servizi pubblici e per la vita quotidiana dei cittadini», ha detto la sindaca. «Ogni giorno vediamo come l’intelligenza artificiale sia uno strumento prezioso per rendere i processi più rapidi, per migliorare la capacità di lettura dei fenomeni e per rafforzare la protezione dei sistemi, ma deve essere sempre governata con competenza, trasparenza e responsabilità».
Il punto politico e amministrativo è proprio questo: l’innovazione non può essere lasciata procedere da sola. Per la sindaca servono competenze, formazione e una cooperazione stabile tra istituzioni, imprese, università, ricerca e settore privato. Genova, ha sottolineato Salis, è una città particolarmente esposta e strategica perché è insieme porto, polo industriale, centro universitario e nodo attraversato ogni giorno da flussi di persone, merci e dati. «Proteggere le infrastrutture digitali significa anche proteggere i diritti dei cittadini, la continuità dei servizi e la capacità della città di crescere in modo sicuro. La tecnologia che interessa Genova è quella che migliora la vita delle persone e rafforza la fiducia tra cittadini e istituzioni».
Anche Marco Bucci ha collegato cybersicurezza e intelligenza artificiale allo sviluppo concreto del territorio. Secondo il presidente della Regione Liguria, questi strumenti non sono un fine, ma un mezzo per raggiungere obiettivi pubblici: migliorare la qualità della vita, aumentare le opportunità occupazionali e promuovere sviluppo economico. Il passaggio più rilevante riguarda il ruolo della Liguria nelle infrastrutture digitali globali. «La cybersecurity è fondamentale anche per i cavi internet sottomarini, un settore dove Genova e la Liguria giocano un ruolo da leader: una volta i porti gestivano il traffico delle merci, ora gestiscono anche il traffico dei dati, e questi dati ovviamente devono essere sicuri», ha detto Bucci, ringraziando la guardia di Finanza per l’impegno nella sicurezza digitale.
Il presidente della Regione ha poi rilanciato la candidatura di Genova come sede principale della gigafactory europea per l’intelligenza artificiale, sostenuta dalla Regione e da oltre cinquemila enti e aziende liguri. Per Marco Bucci, la Liguria ha le condizioni per diventare protagonista anche in questo settore, perché unisce infrastrutture, competenze, sistema universitario, ricerca e una rete produttiva già orientata all’innovazione. All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale allo sviluppo economico Alessio Piana.
Il convegno ha affrontato anche il tema della pubblica amministrazione. L’intelligenza artificiale può migliorare l’efficienza degli uffici, accelerare l’analisi dei dati, sostenere la qualità dei servizi e rafforzare la capacità di prevenzione, ma solo se accompagnata da regole chiare. Senza governance, monitoraggio, protezione dei dati e continuità dei servizi, l’innovazione rischia di diventare vulnerabilità. La fiducia dei cittadini, è stato ricordato, dipende anche dalla capacità degli enti pubblici di usare tecnologie avanzate senza perdere controllo, trasparenza e responsabilità.
La guardia di Finanza ha quindi portato a Palazzo Tursi un confronto che va oltre il perimetro tecnico della sicurezza informatica. In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, attacchi ibridi, guerra digitale e crescente dipendenza da infrastrutture connesse, la protezione dei sistemi è diventata una parte della sicurezza nazionale e locale. Per una città come Genova, dove porto, logistica, pubblica amministrazione, università, imprese e reti digitali si intrecciano ogni giorno, la cybersicurezza non è più un’opzione. È una delle condizioni per restare aperti, competitivi e sicuri.
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