Val Bisagno, sì ai nuovi controlli ambientali: «I cittadini hanno diritto a sapere cosa respirano»

Approvata in Consiglio comunale la mozione di Marco Mesmaeker e Marco Casini, del Movimento 5 Stelle, con il sostegno di Erika Venturini, della Lista Salis: chiesti monitoraggi prima dell’avvio del nuovo forno crematorio, dati online e verifiche sanitarie sulla popolazione

La Val Bisagno chiede più garanzie su ambiente e salute, e il Consiglio comunale approva una mozione che impegna la sindaca Silvia Salis e la giunta a rafforzare i controlli in un’area già segnata da traffico, cantieri, grandi opere e servitù urbane. Il documento, presentato dai consiglieri Marco Mesmaeker e Marco Casini, del Movimento 5 Stelle, riguarda la tutela della salute e dell’ambiente nella valle, con particolare attenzione al nuovo impianto del forno crematorio e alle ricadute che la sua attivazione potrebbe avere sul territorio.

La mozione chiede al Comune di farsi promotore, anche attraverso il sostegno regionale dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, dell’attivazione di una centralina di monitoraggio nel quartiere interessato dal nuovo forno crematorio prima della messa in funzione dell’impianto. Il punto non è soltanto installare uno strumento di controllo, ma collocarlo nella zona di massima ricaduta degli inquinanti, così da ottenere dati realmente utili e non una misurazione generica. Il testo impegna inoltre l’amministrazione a sollecitare Regione Liguria per aumentare il numero delle centraline mobili disponibili sul territorio comunale, a rendere consultabili online i dati raccolti dalle centraline e quelli relativi alle emissioni a camino del nuovo impianto, e ad avviare, tramite i soggetti competenti, un monitoraggio sanitario della popolazione e dei terreni vicini all’area, prima e dopo l’attivazione del forno.

A nome della giunta è intervenuta l’assessora all’ambiente Silvia Pericu, che ha espresso parere favorevole. La mozione è stata poi approvata con 23 voti della maggioranza, mentre l’opposizione ha scelto l’astensione. Un voto che, secondo i promotori, segna un passaggio politico e amministrativo chiaro: sulla Val Bisagno non bastano rassicurazioni, servono strumenti stabili, dati accessibili e un controllo continuativo capace di accompagnare le trasformazioni previste sul territorio.
«Continuiamo a mettere al centro la tutela della salute e dell’ambiente, soprattutto nei quartieri che da anni convivono con traffico, cantieri e servitù pesanti», dichiarano Marco Mesmaeker e Marco Casini, insieme a Erika Venturini, della Lista Salis. Per i consiglieri, la mozione approvata oggi chiede più monitoraggi, più trasparenza e più garanzie per i cittadini della Val Bisagno, in vista dell’attivazione del nuovo forno crematorio e delle altre opere impattanti che interessano la valle.
Il punto centrale, secondo Mesmaeker, è che la Val Bisagno è una delle aree più delicate della città e non può essere trattata con risposte vaghe. «I cittadini chiedono giustamente controlli seri, dati accessibili e strumenti chiari», afferma il capogruppo comunale del Movimento 5 Stelle, sottolineando l’importanza di un osservatorio ambiente-salute e di un piano pluriennale di monitoraggio. La richiesta, spiega, non nasce da una posizione ideologica, ma da un principio di responsabilità istituzionale: chi vive in un territorio esposto a pressioni ambientali deve poter conoscere la qualità dell’aria, lo stato dei suoli e l’evoluzione degli impatti nel tempo.
Casini sintetizza la proposta con una formula semplice: conoscere per prevenire, prevenire per proteggere. Da qui la richiesta di una centralina nell’area del nuovo impianto, dell’incremento delle centraline mobili, della pubblicazione online dei dati e di un monitoraggio sanitario che non si limiti al momento successivo all’avvio dell’impianto, ma costruisca un confronto tra il prima e il dopo. È proprio questa impostazione a rendere la mozione più ampia del singolo tema del forno crematorio: il testo guarda alla valle come a un sistema complesso, nel quale ogni nuova opera si somma a una situazione ambientale già sottoposta a carichi significativi.
Nel ragionamento dei promotori entra anche il cantiere dello scolmatore, opera ritenuta strategica per la sicurezza idraulica del territorio ma al tempo stesso fonte di disagi e preoccupazioni per chi abita nelle zone interessate. Venturini ha ribadito che la necessità dell’opera non può cancellare il tema delle pressioni ambientali e della vivibilità quotidiana. Per questo ha ringraziato Pericu per i chiarimenti e per la disponibilità mostrata, chiedendo però che il monitoraggio non resti episodico: la valle, ha sostenuto, ha bisogno di controlli strutturati, continui e trasparenti.
La maggioranza annuncia quindi di voler mantenere alta l’attenzione anche su altri fronti ambientali della Val Bisagno. Sono già state depositate richieste di commissione sull’ex cava Cavalletti e sul cantiere dello scolmatore, due dossier considerati centrali per costruire una visione complessiva della tutela ambientale e della salute pubblica nella valle. L’obiettivo dichiarato è evitare che ogni questione venga affrontata separatamente, senza una lettura d’insieme degli effetti cumulativi su residenti, scuole, aree verdi, viabilità e qualità dell’aria.
I promotori della mozione criticano infine l’astensione del centrodestra. Secondo Marco Mesmaeker, Marco Casini ed Erika Venturini, la scelta di non intervenire nel merito e poi di astenersi su un testo che chiedeva più controlli e più tutela per la salute pubblica rappresenta un segnale politicamente debole, soprattutto davanti a un tema che riguarda cittadini esposti e quartieri fragili. La mozione non autorizza opere, non assegna responsabilità preventive e non sostituisce gli enti tecnici: chiede semplicemente che prima, durante e dopo l’avvio degli impianti ci siano dati, verifiche e trasparenza.
Con il voto di oggi la Val Bisagno ottiene dunque un impegno formale del Comune. La partita vera, però, comincia adesso: trasformare la mozione in centraline installate, dati pubblici leggibili, controlli sanitari e ambientali effettivi, risposte periodiche ai residenti. Per una valle che da anni convive con grandi cantieri e infrastrutture pesanti, la differenza la farà la continuità. Non un controllo una tantum, ma una sorveglianza pubblica stabile, capace di dire ai cittadini cosa accade nel territorio in cui vivono.
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