Quartieri 

Righi, i comitati denunciano degrado e isolamento: «Il Parco delle Mura sta diventando una discarica a cielo aperto»

Comitato di Oregina, Comitato del Righi e Comitato Difesa del Parco dei Forti e delle Mura tornano a scrivere al Comune chiedendo interventi urgenti su rifiuti, cantiere sotto il tennis, Porta delle Chiappe, alberi nelle mura, illuminazione, funicolare e mobilità. Nel mirino la mancanza di risposte dopo mesi di segnalazioni

Il Righi, secondo i comitati del territorio, sta scivolando in una condizione di degrado sempre più evidente, mentre i residenti si sentono isolati e senza risposte. A denunciarlo sono Comitato di Oregina, Comitato del Righi e Comitato Difesa del Parco dei Forti e delle Mura di Genova, che hanno inviato un nuovo sollecito alla sindaca Silvia Salis, agli assessori Emilio Robotti, Francesca Coppola e Arianna Viscogliosi, alla presidente del Municipio Centro Est Simona Cosso, al presidente di commissione Toso, al responsabile delegato Parchi Lucente, al presidente del Municipio Media Val Bisagno Passadore e alla consigliera municipale Paggiola Bertocchi.

La lettera, datata 14 giugno, arriva dopo incontri, segnalazioni e richieste inoltrate nel corso dell’ultimo anno. Il quadro descritto dai comitati è quello di un’area pubblica fragile, strategica per la città eppure lasciata, a loro giudizio, senza una manutenzione adeguata. Nel Parco urbano delle Mura, che i cittadini definiscono il più grande e importante della Liguria, vengono segnalati rifiuti abbandonati, bidoni aperti dai cinghiali, animali attirati dalla spazzatura, transenne inutilizzate, cantieri fermi, problemi di mobilità, illuminazione insufficiente e mancanza di comunicazioni puntuali.

Uno dei nodi principali riguarda il cantiere sotto il campo da tennis del Righi. I comitati scrivono che l’area sarebbe ferma da mesi, con scavo aperto, recinzione danneggiata, attrezzature sparse e transenne ancora presenti nonostante, secondo loro, il pericolo legato alla caduta degli alberi sia stato superato. Chiedono quindi di rimuovere le transenne, rendere nuovamente agibile lo spazio pubblico, conoscere l’ammontare del risarcimento chiesto dal Comune e vincolare quelle eventuali risorse alla riqualificazione dell’area del Parco.

La richiesta non si limita al ripristino. I comitati propongono una progettazione partecipata per trasformare quella zona in una vera “porta del Parco”, uno spazio di informazione ed educazione ambientale, punto di incontro per cittadini, gruppi e scolaresche, luogo di ristoro o comunque area attrezzata secondo un percorso condiviso. Nello stesso passaggio chiedono anche chiarimenti sulle eventuali nuove progettazioni del ristorante Montallegro e ribadiscono la contrarietà a nuove cabine elettriche nel Parco.

Un altro fronte aperto è quello delle mura storiche. I comitati segnalano alberature che crescono dentro le murature, spaccandole e provocando la caduta di pietre lungo i sentieri. Su questo punto, scrivono, non avrebbero ricevuto aggiornamenti da mesi. Viene richiamata anche la situazione del muraglione in passo Porta delle Chiappe, per il quale in passato sarebbe stato annunciato un intervento di manutenzione straordinaria, senza che a oggi, secondo i cittadini, si sia visto un cantiere operativo.

Anche il voltino della Porta delle Chiappe viene indicato come una ferita aperta. Dopo la caduta di calcinacci, secondo i comitati non sarebbero stati eseguiti lavori di messa in sicurezza né sarebbe stato avviato un progetto di ripristino o valorizzazione. Nella lettera viene segnalato che le professoresse Boato e Napoleone del Dipartimento di Architettura starebbero lavorando a progetti con le studentesse, una possibile occasione che, secondo i comitati, meriterebbe di essere approfondita.

La questione della mobilità resta tra le più sentite dai residenti. Nel documento si torna a chiedere un tavolo di confronto su illuminazione serale, parcheggio selvaggio, cartellonistica abbandonata, mobilità ciclabile sui sentieri e servizio della funicolare Zecca-Righi, definito sempre più spesso interrotto all’improvviso per problemi tecnici, senza adeguato preavviso e senza un bus sostitutivo che arrivi fino al Righi. Per i cittadini, questo disservizio costringe in alcuni casi i residenti a usare il taxi per mancanza di alternative pubbliche.

I comitati chiedono anche interventi su problemi più puntuali ma ripetuti nel tempo: l’area sopra il campetto Rai sarebbe diventata deposito di rifiuti edili; la fontanella del campetto sarebbe regolata male e non farebbe defluire correttamente l’acqua; l’area picnic dell’eliporto avrebbe bidoni sempre aperti e rifiuti a terra; le strisce pedonali davanti al club dei cacciatori sarebbero da ripristinare.

Il nuovo sollecito si collega a una precedente lettera inviata dopo l’incontro del 6 marzo con diversi rappresentanti dell’amministrazione. In quel documento i comitati avevano già riepilogato le richieste avanzate il 29 gennaio, segnalando risposte considerate parziali o assenti su mobilità pubblica, sicurezza pedonale, illuminazione, spostamento del capolinea del 40, manutenzione delle mura, Porta delle Chiappe, area Montallegro e chiusure nel Parco. In particolare, già allora veniva chiesto un servizio taxibus o navette per tamponare le difficoltà di collegamento, la sincronizzazione tra funicolare, bus e orari scolastici, un sistema informativo più efficace e un confronto stabile con Amt.

Nelle comunicazioni precedenti venivano segnalati anche il voltino di passo Porta Chiappe chiuso per caduta di intonaco, il tratto chiuso di via Carso trasformato in discarica, detriti edili sopra il campetto Rai, la necessità di una zona 30 nell’area del Parco, le strisce bianche da ripristinare presso Montallegro, i bidoni dell’area picnic aperti dai cinghiali e la presenza di processionarie lungo strade e sentieri.

La critica dei comitati non riguarda soltanto i singoli interventi, ma il metodo. I cittadini dicono di aver partecipato a incontri, scritto lettere circostanziate e avanzato proposte, senza ottenere un riscontro ritenuto sufficiente. Richiamano l’idea di partecipazione evocata dall’amministrazione e la confrontano con quella che descrivono come una mancanza di restituzioni chiare, tempi definiti e comunicazioni puntuali.

Da qui il nuovo appello: risposte fattive a brevissimo termine e un incontro da calendarizzare al più presto. I comitati chiedono che il Righi non venga trattato come un margine della città, ma come un patrimonio pubblico da curare, proteggere e rendere accessibile. Il timore, con l’arrivo dell’estate, è che degrado, disservizi e mancanza di manutenzione aggravino ulteriormente una situazione già percepita come insostenibile da chi vive e frequenta il Parco delle Mura.


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