Palacep fuori dal bando Sport e Periferie: il Comune non può chiedere nuovi fondi finché non chiude i lavori dei campi Ceravolo e Arnaldi

L’interrogazione di Marco Casini (M5S) porta in Consiglio a Tursi il caso degli impianti del Cep, tra pista con crepe, campo da calcetto da riqualificare e ruolo sociale del Consorzio Pianacci. Per intervenire l’assessore Ferrante pensa a fondi diversi: mutui onerosi o il ricorso al credito sportivo

Gli impianti sportivi del Palacep e il ruolo del Consorzio Pianacci nel quartiere Cep sono arrivati in Consiglio comunale con un’interrogazione di Marco Casini, consigliere del Movimento 5 Stelle, che ha chiesto alla giunta se esistano margini per intervenire sulla messa in sicurezza e sulla riqualificazione della struttura, anche alla luce della scadenza imminente del bando “Sport e Periferie 2026”. A rispondere è stato l’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante, che ha chiarito un punto centrale: il Comune di Genova, al momento, non può candidare il Palacep a quel finanziamento perché ha già in corso un’altra procedura finanziata dallo stesso canale per gli impianti sportivi Ceravolo e Arnaldi.

Marco Casini ha impostato l’interrogazione partendo dal quadro sociale del Cep, quartiere che, ha ricordato, presenta segnali di difficoltà e disaffezione. Il consigliere del M5S ha citato l’affluenza inferiore al 40 per cento registrata nell’area all’ultima tornata elettorale, oltre 20 punti sotto la media cittadina, per evidenziare la complessità del contesto e la necessità di rafforzare presidi educativi, sportivi e aggregativi. In questo scenario, secondo Marco Casini, gli impianti del Consorzio Pianacci rappresentano un riferimento fondamentale non solo per l’attività sportiva, ma anche per la tenuta sociale del territorio.

Il consigliere ha ricordato le numerose attività promosse nell’area, tra cui le premiazioni del Premio Strega Giovani svolte pochi giorni fa, definendole parte di un lavoro più ampio di contrasto al disagio attraverso cultura, sport e aggregazione. Proprio per questo, ha spiegato, la condizione degli impianti non può essere considerata un tema secondario. La pista del Palacep presenta da anni crepe importanti che rischiano di comprometterne la sicurezza, mentre il campo da calcetto versa in condizioni definite decisamente sfavorevoli. Da qui la proposta, arrivata da cittadini e associazioni, di provare a candidare l’area al bando “Sport e Periferie 2026”, oppure di individuare canali alternativi per garantire almeno gli interventi più urgenti.
«L’obiettivo deve essere quello di garantire la continuità dell’attività e di preservare quello che a tutti gli effetti è un patrimonio fondamentale per il Cep e per l’intero ponente», ha detto Marco Casini, sottolineando che il tema dovrebbe essere condiviso al di là delle appartenenze politiche e dei cambi di amministrazione.
Nella risposta, Massimo Ferrante ha spiegato che il Comune ha già ottenuto 4 milioni di euro attraverso il bando “Sport e Periferie” per la riqualificazione degli impianti sportivi Ceravolo e Arnaldi, intervento oggi in fase di progettazione. Il problema, ha precisato l’assessore, è che il bando 2026 preclude agli enti che abbiano già ricevuto finanziamenti e non abbiano ancora concluso e collaudato i lavori la possibilità di partecipare per ottenere ulteriori risorse. La preclusione, ha chiarito, non riguarda il singolo impianto sportivo, ma l’ente beneficiario nel suo complesso.
In sostanza, finché i lavori finanziati sugli impianti Ceravolo e Arnaldi non saranno ultimati e collaudati, il Comune di Genova non potrà presentare una nuova candidatura sullo stesso bando per altri impianti, compreso il Palacep. Massimo Ferrante ha quindi escluso, allo stato attuale, la possibilità di percorrere quella strada per l’area del Cep, spiegando però che la direzione sport verificherà le esigenze manutentive dell’impianto per quantificare l’ammontare effettivo dei lavori necessari.
Resta aperta la possibilità di cercare altre forme di copertura. L’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante ha indicato, tra le ipotesi, fondi diversi, mutui onerosi o il ricorso al credito sportivo. La risposta non chiude quindi il dossier, ma sposta il tema dal bando nazionale a una verifica tecnica e finanziaria sulle reali necessità della struttura e sugli strumenti attivabili.
Il caso Palacep resta così sospeso tra urgenza sociale e vincoli amministrativi. Da una parte c’è un presidio sportivo e aggregativo che per il Cep rappresenta un punto di riferimento, in un quartiere dove partecipazione, servizi e spazi comuni sono decisivi per contrastare marginalità e isolamento. Dall’altra ci sono le regole dei finanziamenti, che impediscono al Comune di accedere subito al bando “Sport e Periferie” per un nuovo progetto finché non sarà chiuso l’intervento già finanziato su Ceravolo e Arnaldi. In mezzo, la richiesta di Marco Casini: non lasciare che piste e campi degradati diventino il segnale di un arretramento proprio dove lo sport ha anche una funzione sociale.
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