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Cantieri sulle strade, stretta del Comune: 13 irregolari su 20 controllati, arrivano nuove regole e sanzioni

La giunta della sindaca Silvia Salis approva le modifiche al regolamento sulle rotture del suolo pubblico. L’assessore Massimo Ferrante annuncia controlli più severi, registro delle irregolarità e garanzie svincolate solo dopo il periodo di osservazione

Stretta del Comune di Genova sui cantieri che intervengono su strade, marciapiedi, sottosuolo e infrastrutture pubbliche. La giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis ha approvato, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante, le modifiche al regolamento per la rottura del suolo pubblico e per l’uso del sottosuolo e delle infrastrutture comunali. L’obiettivo dichiarato è rendere più stringenti i controlli sugli interventi eseguiti da operatori terzi, in particolare i grandi utenti, e garantire che gli scavi e i successivi ripristini vengano realizzati correttamente, senza lasciare alla città disagi, rischi per la sicurezza o costi aggiuntivi.

Il nuovo impianto nasce dopo una prima fase sperimentale già avviata ad aprile, che ha dato risultati considerati molto significativi da Palazzo Tursi. In cinque giornate di controlli, svolte nei municipi Ponente, Centro Ovest, Bassa e Media Valbisagno e Medio Levante, sono stati verificati 20 cantieri: 13 sono risultati irregolari, 11 sono già stati sanzionati e altri 2 sono in fase sanzionatoria. A seguito degli accertamenti sono state inoltre richieste tre aperture di sedimi stradali per verifiche puntuali e in due casi i ripristini non sono risultati conformi.

«La cura della città passa anche dalla qualità degli interventi quotidiani sulle nostre strade e, in generale, sul suolo pubblico», dichiara la sindaca Salis. «Le infrastrutture comunali sono beni di tutti e ogni cantiere deve essere gestito con la massima attenzione, con senso di responsabilità e, soprattutto, con rispetto per i cittadini e per la cosa pubblica. Le modifiche al regolamento approvate oggi dalla giunta vanno in questa direzione: mettere finalmente in campo controlli efficaci e mirati, rendere più chiari gli obblighi per gli operatori e garantire ripristini eseguiti correttamente. I primi dati della fase sperimentale dimostrano che era necessario un cambio di passo. Troppe irregolarità rischiano di trasformarsi in disagi, problemi di sicurezza e costi per la collettività. Per questo il Comune ha l’obbligo di essere più presente con un lavoro coordinato e un sistema rigoroso. Siamo davanti a un nuovo metodo che abbiamo fortemente voluto per fare in modo che chi interviene su uno spazio pubblico lo restituisca alla collettività in condizioni migliori. Anche questa è qualità della vita per i nostri quartieri».

Il cuore della riforma è l’istituzione del Gruppo tecnico intersettoriale per i controlli sui ripristini. Ne faranno parte tecnici qualificati con competenze in infrastrutture stradali, sicurezza viaria, materiali da costruzione, collaudi e segnaletica. Il gruppo sarà composto da Azienda servizi territoriali, operatori della polizia locale, tecnici dei municipi e tecnici della direzione centrale competente in materia di infrastrutture stradali. Le modifiche approvate dalla giunta dovranno ora passare all’esame della commissione consiliare e poi del consiglio comunale.

«Le modifiche garantiranno maggiore efficienza ed efficacia nella gestione dei controlli su operatori terzi, in particolare grandi utenti, per una migliore e più sicura fruibilità delle infrastrutture stradali», spiega l’assessore Ferrante. «È un provvedimento necessario per imprimere quel cambio di passo sulle manutenzioni e la cura del territorio su cui ci siamo impegnati fin da subito, all’inizio del nostro mandato».

Secondo l’assessore Massimo Ferrante, i primi controlli dimostrano già la necessità del nuovo metodo. «Come avevamo annunciato qualche settimana fa», sottolinea, «ad aprile è stata avviata una prima fase sperimentale di lavoro del Gruppo tecnico intersettoriale di controllo: in cinque giornate di controlli, eseguiti sui municipi Ponente, Centro Ovest, Bassa e Media Valbisagno, Medio Levante, sono stati ispezionati 20 cantieri, di cui 13 risultati irregolari, 11 già sanzionati e 2 in fase sanzionatoria. Abbiamo quindi i primi risultati sul campo che dimostrano come con i nuovi gruppi, introdotti nel regolamento, sia possibile raggiungere standard più elevati di vigilanza, verifica e controllo dell’esecuzione degli scavi e dei ripristini, garantendo una migliore tutela dell’integrità del suolo pubblico e una potenziale riduzione dei disagi arrecati alla cittadinanza».

I controlli proseguiranno negli altri municipi, a partire dal Levante. Il nuovo regolamento introduce anche un sistema più strutturato di sanzioni per i gestori dei cantieri non in regola. Verrà istituito un registro interno per la rilevazione delle non conformità accertate e saranno modificati i tempi di rilascio dei depositi cauzionali. Lo svincolo delle garanzie sarà subordinato al decorso di un periodo di osservazione, in modo da verificare la tenuta e la correttezza del ripristino prima della restituzione delle somme.

Per gli interventi superiori ai 10 metri quadrati scatterà l’obbligo di presentare una relazione tecnica sottoscritta da un professionista abilitato, che dovrà attestare che i lavori sono stati eseguiti a regola d’arte e in conformità con quanto autorizzato. La relazione diventerà documento necessario per lo svincolo delle garanzie. In caso di irregolarità ripetute, cioè più di quattro in un anno, sarà obbligatorio produrre una richiesta asseverata, redatta da un professionista con una pratica specifica. Il Comune prevede inoltre misure progressive in caso di non conformità reiterate sui ripristini.

Le modifiche chiariscono anche la parte sanzionatoria, distinguendo le casistiche riconducibili al Codice della strada da quelle legate alle sanzioni amministrative previste dal Testo unico degli enti locali, oltre alle modalità di controllo. «Le modifiche al regolamento sono frutto di un confronto avviato con l’Avvocatura e con la direzione regolazione e polizia locale», conclude l’assessore. «Inoltre, le tematiche relative alle possibili sanzioni sono state oggetto di approfondimento con la direzione di area per il coordinamento dei municipi per condividere l’impostazione dei gruppi di controllo e calibrare le proposte di modifica anche rispetto ai piccoli utenti».

La linea del Comune: chi apre una strada o interviene sul suolo pubblico dovrà rispettare regole più chiare, sottoporsi a verifiche più frequenti e garantire ripristini eseguiti correttamente. La fase sperimentale, con oltre la metà dei cantieri controllati risultati irregolari, diventa il punto di partenza per una stretta che Palazzo Tursi presenta come necessaria per tutelare strade, quartieri e sicurezza dei cittadini.


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