Sanità 

Al Gaslini una giornata per salvare i neonati dal gesto più pericoloso: il 13 aprile info-point per le famiglie

Lunedì 13 aprile, dalle 10 alle 16 al Padiglione 20 dell’Istituto Gaslini, sarà attivo un info-point dedicato alla prevenzione della Sindrome del bambino scosso. Medici, infermieri e volontari saranno a disposizione dei genitori per spiegare i rischi legati al pianto inconsolabile e come affrontarlo senza mettere in pericolo i più piccoli

Un gesto istintivo, compiuto magari in un momento di stanchezza, paura o esasperazione, può avere conseguenze devastanti per un neonato. Per questo il 13 aprile 2026 anche l’Istituto Gaslini parteciperà alla terza Giornata nazionale per la prevenzione della Sindrome del bambino scosso, allestendo un info-point rivolto alle famiglie negli spazi del Padiglione 20, al piano terra, dalle 10 alle 16. L’iniziativa si inserisce nella campagna “Non scuoterlo” e punta ad accendere i riflettori su una forma di trauma ancora poco conosciuta, ma potenzialmente gravissima.

Durante la giornata genitori e caregiver che si recheranno in ospedale per visite o esami potranno ricevere materiale informativo, confrontarsi con esperti e ottenere consigli pratici per affrontare le crisi di pianto dei bambini da zero a sei mesi. Il presidio sarà animato a turno da infermieri, pediatri, socie dei club Soroptimist e volontarie, con l’obiettivo non soltanto di distribuire depliant e gadget, ma soprattutto di creare occasioni concrete di ascolto e prevenzione.

Al centro dell’iniziativa c’è la cosiddetta “Shaken Baby Syndrome”, una sindrome che può insorgere quando un neonato viene scosso con forza nel tentativo di farlo smettere di piangere. Si tratta di una forma di trauma cerebrale che può provocare conseguenze neurologiche gravissime e che, nei casi più drammatici, può portare al coma o alla morte. A spiegare la portata del problema è la direttrice del pronto soccorso dell’Istituto Gaslini, Emanuela Piccotti, che definisce questa sindrome una delle forme più gravi di maltrattamento fisico nel neonato e nel lattante, oltre che una delle principali cause di morte da abuso nei primi mesi di vita.

Il rischio nasce dalla particolare fragilità del bambino molto piccolo. Quando il neonato viene scosso vigorosamente, il capo, che ha dimensioni grandi rispetto al corpo e una muscolatura del collo ancora inadeguata, subisce rapidi movimenti di accelerazione e decelerazione. Il cervello può così urtare contro la scatola cranica, con possibili lesioni ai nervi, rottura di vasi sanguigni ed emorragie. Proprio per questo il messaggio che gli operatori vogliono trasmettere è semplice ma decisivo: mai scuotere un bambino, neppure per pochi secondi.

Dietro a questi episodi, spiegano i promotori, molto spesso non c’è una volontà consapevole di fare del male, ma la fatica di genitori già provati dal sonno interrotto, dal senso di inadeguatezza e dall’incapacità di calmare un pianto inconsolabile. È proprio su questo terreno che si gioca la prevenzione: aiutare gli adulti a riconoscere il rischio, a fermarsi prima di perdere il controllo e a trovare strategie più sicure per gestire quei momenti difficili.

L’appuntamento del Gaslini si inserisce nelle giornate nazionali promosse da Terre des Hommes e dalla Società italiana di medicina di emergenza e pediatria, con il sostegno di Soroptimist International, Associazione nazionale pubbliche assistenze, Federazione italiana medici pediatri e della rete ospedaliera per la prevenzione del maltrattamento infantile. A Genova il coinvolgimento dei club Soroptimist ha radici ormai consolidate, in una collaborazione che da anni affianca l’ospedale pediatrico su progetti di informazione e sensibilizzazione dedicati alla salute dei bambini.

L’obiettivo è fare prevenzione prima che accada l’irreparabile. E farla nei luoghi in cui le famiglie entrano ogni giorno, con un linguaggio accessibile e con un contatto diretto tra operatori sanitari e genitori. Perché in molti casi, spiegare con semplicità che cosa fare quando un neonato piange senza sosta può davvero fare la differenza.


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