Oggi a Genova 

Idropulitrici “truccate” e destinatari fantasma: maxi sequestro al Colombo, oltre 39 chili di droga intercettati dalla guardia di Finanza

All’aeroporto la Gdf ha bloccato sei colli provenienti dalla Spagna: dentro idropulitrici svuotate e riempite con panetti di hashish e marijuana. Sequestrati oltre 37 chili di hashish e più di 2 chili di marijuana. Valore stimato sul mercato: oltre 400 mila euro

Sembravano comuni spedizioni di elettrodomestici, dirette a diversi punti di ritiro in Italia. In realtà, dentro quelle scatole c’era un carico di droga accuratamente nascosto, pensato per passare inosservato nel traffico veloce dei pacchi. La guardia di Finanza della Compagnia di Genova/Sestri ha sequestrato all’Aeroporto Internazionale Cristoforo Colombo oltre 37 chilogrammi di hashish e più di 2 chilogrammi di marijuana, al termine di un’operazione di controllo sui flussi di merci in arrivo dall’estero.

L’operazione, spiegano i finanzieri, nasce da una mirata analisi di rischio sulle spedizioni internazionali in transito negli hub genovesi di smistamento della corrispondenza, considerati punti “sensibili” proprio per l’alto volume di pacchi e per la rapidità con cui le merci vengono movimentate. Dentro questo flusso, in cui ogni controllo deve essere selettivo per essere efficace, l’attenzione si è concentrata su sei colli provenienti dalla Spagna e destinati a diversi punti di ritiro sul territorio nazionale.

Il primo campanello d’allarme è arrivato dalla carta, prima ancora che dalle scatole: incrociando i documenti di trasporto con le banche dati in uso al Corpo, i militari hanno riscontrato che i destinatari indicati risultavano inesistenti. Un’anomalia che, da sola, può essere un errore, ma che diventa sospetta quando si somma a un altro elemento: all’interno dei pacchi, secondo quanto accertato, c’erano idropulitrici tutte della stessa marca e dello stesso modello, una uniformità che, insieme alle incongruenze nei dati, ha spinto ad approfondire.

A quel punto è scattata l’ispezione tecnica. Le idropulitrici sono state smontate completamente e, una volta rimossa la scocca, la sorpresa: i componenti meccanici ed elettronici interni erano stati tolti e sostituiti con numerosi panetti di stupefacente, confezionati e sistemati per sfruttare ogni spazio disponibile e rendere più difficile l’individuazione durante controlli ordinari. Un trucco “di precisione”, in cui l’oggetto non è un semplice contenitore, ma un guscio costruito apposta per ingannare.

Il sequestro complessivo supera i 39 chilogrammi tra hashish e marijuana e, secondo la stima indicata, se la sostanza fosse arrivata sul mercato avrebbe potuto fruttare alle organizzazioni criminali oltre 400 mila euro. Le indagini proseguono per risalire alla rete che ha organizzato le spedizioni e ai destinatari reali, nascosti dietro identità fittizie e punti di ritiro distribuiti sul territorio.


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