Ponti e impalcati, richiesta fondi da 9 milioni: il Comune accelera su ispezioni e monitoraggi tra Val Polcevera e corso Europa

Silvia Salis e Massimo Ferrante hanno trasmesso a Regione Liguria e all’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale l’elenco delle opere da controllare: 4 milioni sull’asse di accesso al porto in Val Polcevera e 5 milioni su corso Europa. Sullo sfondo, un fabbisogno complessivo stimato molto più alto per completare progettazioni e interventi strutturali

Il Comune ha messo nero su bianco la richiesta di finanziamento per rafforzare controlli, verifiche e monitoraggi su ponti e impalcati considerati strategici per la mobilità cittadina. La comunicazione, firmata dalla sindaca Silvia Salis e dall’assessore alle Opere strategiche e infrastrutturali e Manutenzioni Massimo Ferrante, è stata inviata a Regione Liguria e all’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale e arriva dopo la disponibilità emersa al tavolo tecnico del 19 febbraio in Prefettura, in vista del prossimo incontro già fissato per il 12 marzo a Palazzo Spinola.

La richiesta si inserisce nel perimetro dell’accordo di ristoro legato ai danni conseguenti al crollo del viadotto sul Polcevera, accordo che coinvolge Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, Regione Liguria, Comune e Autostrade per l’Italia società per azioni. In questo quadro, gli uffici comunali hanno predisposto un elenco di infrastrutture e un piano di spesa per la “prima fase” di attività: ciclo di ispezioni, valutazioni tecniche, monitoraggi strutturali e primi interventi immediati, cioè quei passaggi considerati necessari per impostare una gestione conforme alle Linee guida sui ponti e per avere un quadro aggiornato delle condizioni delle opere.

Una prima tranche riguarda l’asse di accesso al porto della Val Polcevera, per il quale il Comune quantifica un fabbisogno di 4 milioni di euro, legato ai fondi dell’Autorità di sistema portuale e collegato all’intervento sulla piattaforma di monitoraggio della salute strutturale. Nella lista delle opere da avviare subito ai controlli compaiono viadotti e cavalcavia lungo direttrici cruciali per la logistica e per l’accesso alle aree produttive e portuali: tra questi il viadotto Ferriere Bruzzo, il viadotto Antiche Bratte, il viadotto Angelo Scala, il viadotto Mercati Generali, il tratto di via Milano in corrispondenza del varco Albertazzi, via al Ponte di Teglia, il viadotto Burba, l’area di via 30 Giugno 1960 con riferimento anche allo sbalzo e all’accesso all’alveo, il cavalcavia Sardorella, la viabilità di via Borzoli 35 in relazione alla rotonda Erzelli Nord e Sud, il ponte Divisione alpina Cuneese e il ponte Luigi Ratto.
La seconda richiesta, destinata a essere coperta con fondi regionali, riguarda invece l’asse stradale di corso Europa, descritto come una connessione urbana est-ovest prioritaria e determinante anche per il traffico extraurbano. Qui la cifra indicata è di 5 milioni di euro, sempre per attività di prima fase comprensive anche del progetto di fattibilità tecnico-economica su opere selezionate. Il Comune segnala che la parte ispettiva e le valutazioni successive potrebbero partire già nell’immediato attraverso contratti applicativi degli accordi quadro già in essere, accorciando i tempi di avvio delle verifiche. Nell’elenco delle infrastrutture considerate prioritarie rientrano, lungo corso Europa, i viadotti Sturla lato monte e lato valle, Locchi, Frangioni, Priaruggia, Castagna, Bagnara lato monte e lato valle, San Pietro, Majorana, Filzi e Majorana bis, oltre al cavalcavia Donato Somma con la rampa di uscita est, la rampa di accesso est e l’allargamento del tratto.
Il messaggio, però, non si ferma al finanziamento richiesto nell’immediato. Nella nota tecnica allegata, il Comune evidenzia che queste attività rappresentano solo l’avvio di un percorso più lungo: per completare l’intero processo di gestione delle opere dell’asse di accesso al porto, la stima indica un fabbisogno ulteriore superiore a 63 milioni di euro, mentre per corso Europa l’orizzonte successivo, tra progettazioni, consolidamenti strutturali e manutenzioni straordinarie, viene quantificato in ulteriori 53 milioni. A questo si aggiunge un altro tassello: per costruire le basi tecniche utili a reperire le risorse per gli interventi più pesanti, anche attraverso canali ministeriali o mutui, Palazzo Tursi indica la necessità di ulteriori 4,425 milioni di euro destinati alle attività di progettazione preliminare.
In sostanza, la richiesta da 9 milioni viene presentata come un passo operativo immediato per accendere i riflettori sulle opere più sensibili e mettere in campo controlli e monitoraggi approfonditi, ma la stessa documentazione chiarisce che la partita vera, quella della messa in sicurezza e della manutenzione straordinaria su larga scala, richiederà risorse ben più consistenti e una pianificazione pluriennale, da costruire attorno ai dati che emergeranno proprio da ispezioni e verifiche.
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