Crollo in via Napoli: la procura apre un’inchiesta per frana colposa, 52 sfollati ancora fuori casa

Del fascicolo si occuperà il pool Ambiente. Al vaglio piogge, manutenzioni e interventi di messa in sicurezza già avviati

La Procura ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per frana colposa dopo il crollo di un muraglione in via Napoli sopra la ex caserma Gavoglio al Lagaccio, episodio che nei giorni scorsi ha costretto all’evacuazione di 52 persone, tuttora impossibilitate a rientrare nelle proprie abitazioni. La prima informativa è stata trasmessa dai vigili del fuoco, intervenuti nell’immediatezza dell’emergenza, e ora l’atto passerà al vaglio del pool Ambiente coordinato dal procuratore aggiunto Federico Manotti, che provvederà ad assegnare l’indagine a uno dei pubblici ministeri specializzati.

Al centro degli accertamenti finiranno le cause del cedimento e, soprattutto, la prevedibilità dell’evento. La ricostruzione preliminare dei vigili del fuoco collega il crollo alle precipitazioni intense che in quei giorni stavano interessando la città, ma gli inquirenti intendono verificare anche lo stato del manufatto e l’eventuale presenza di criticità pregresse.

Un elemento, in particolare, viene considerato rilevante: sarebbe stato già individuato un tecnico incaricato di seguire lavori di messa in sicurezza. Proprio per questo, tra i primi passaggi dell’inchiesta, è probabile che venga ascoltato l’ingegnere nominato, per capire quale fosse il quadro di rischio, se fossero stati segnalati segnali d’allarme e se ci fossero margini per evitare il crollo o limitarne le conseguenze.
Sul fronte dell’emergenza, l’evacuazione disposta dopo il cedimento ha lasciato decine di residenti senza casa. Nei giorni successivi sono stati organizzati, con il supporto dei vigili del fuoco, accessi controllati agli alloggi per consentire il recupero di beni essenziali come farmaci, documenti e vestiti.
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