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Scolmatore del Bisagno, il Pd denuncia: «Ritardi pesanti, serve una regia e un piano per i cantieri». Vince Genova: «Allarmi falsi e inutili»

Dopo un sopralluogo, i consiglieri regionali Armando Sanna, Katia Piccardo, Simone D’Angelo e Federico Romeo parlano di avanzamento “minimo” rispetto al cronoprogramma e chiedono trasparenza su tempi, trasporti dello smarino e gestione delle lavorazioni

Un’opera considerata strategica per la messa in sicurezza idraulica torna al centro dello scontro politico. A sollevare il caso, dopo un sopralluogo al cantiere, sono i consiglieri regionali Armando Sanna, Katia Piccardo, Simone D’Angelo e Federico Romeo che denunciano ritardi e “assenza di regia politica” nella conduzione dei lavori.

Secondo quanto riferisce il gruppo, dall’avvio della talpa annunciato a novembre l’avanzamento sarebbe stato di circa 200 metri rispetto ai 6 chilometri complessivi previsti dallo scavo. Un passo definito troppo lento rispetto ai numeri indicati nel cronoprogramma, che parlava di una produttività di circa 20 metri al giorno a pieno regime. Il punto, sostengono i consiglieri, è che il “pieno regime” viene indicato come obiettivo futuro senza che, al momento, sia chiaro quando verrà effettivamente raggiunto.

Nella loro ricostruzione, il problema non riguarda solo il calendario dell’opera, ma anche l’impatto sul territorio e la gestione del cantiere. In particolare, viene richiamato il tema del materiale di scavo: lo smarino, nelle previsioni iniziali, avrebbe dovuto essere convogliato verso il mare con un nastro trasportatore e poi trasferito via nave, con l’idea di utilizzarlo anche per ripascimento e difesa del litorale. A causa dei tempi che si starebbero allungando, viene però ipotizzato – sottolineano – un trasporto su camion.

Ed è qui che la questione, per il PD, diventerebbe esplosiva anche sul piano della vita quotidiana: si parla di circa 350 mila metri cubi di materiale, con mezzi che ne possono caricare meno di 20 alla volta. Tradotto: un flusso potenzialmente continuo di camion su una viabilità che, ricordano i consiglieri, è già fragile e congestionata. A loro avviso, al momento mancherebbe un programma pubblico dettagliato su come verrebbero organizzati e regolati questi trasferimenti.

Nel quadro citato dal gruppo consiliare rientrano anche le lavorazioni “a monte”: mentre la talpa lavora sul tracciato principale, viene indicata la previsione di esplosioni quotidiane con cariche da 350 chili, che consentirebbero un avanzamento di circa tre metri al giorno. Anche su questo fronte, affermano, non risulterebbero comunicazioni e informazioni sufficienti su modalità, tempi e gestione degli effetti sul territorio.

Da qui la richiesta finale: trasparenza “totale”, un cronoprogramma verificabile e un piano straordinario per la gestione complessiva del cantiere, compresi i trasporti e l’impatto sulla valle. Per i consiglieri del Partito Democratico, la sicurezza idraulica e la qualità della vita degli abitanti non possono essere lasciate a soluzioni di volta in volta, ma richiedono un coordinamento politico e tecnico continuo, con scelte chiare e documentate.

In serata è arrivata la replica di Matteo Campora (Vince Liguria), componente della Quarta Commissione Territorio e Ambiente, che ha respinto le critiche e accusato il PD di alimentare allarmi “falsi e inutili”. Secondo Campora, il sopralluogo sarebbe stato usato “per fare gratuita polemica politica”, mentre andrebbe riconosciuto il lavoro delle maestranze e della stazione appaltante, definita “puntuale e attenta” anche sul fronte dei flussi di cassa e della continuità del cantiere.

Campora contesta inoltre quella che definisce una contraddizione delle posizioni dem: da una parte, sostiene, chiedono di “mandare avanti i lavori”, dall’altra si opporrebbero a strumenti operativi come l’uso dei camion e le esplosioni. Nella sua risposta richiama poi la TBM, osservando che nel progetto originario non sarebbe stata prevista e che l’arrivo della talpa sarebbe stato possibile grazie a una variante progettuale voluta dalla struttura commissariale regionale. Infine rivendica le opere di difesa del suolo realizzate dalle giunte di centrodestra, citando in particolare il secondo e terzo lotto della copertura del Bisagno che, a suo dire, avrebbero già raddoppiato la portata alla foce.


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