Oggi a Genova 

«Una bomba sul bilancio del Comune». Silvia Salis porta in aula i numeri di Amt e avverte: probabile una modifica dell’orario

In Consiglio comunale la sindaca Silvia Salis ha ricostruito passo passo la crisi di Amt dopo l’approvazione del bilancio 2024 e del piano di risanamento, spiegando l’impatto anche sulle casse del Comune, le richieste alla Regione e le inevitabili ricadute sul servizio. L’intervento integrale in consiglio comunale

La seduta di oggi in Consiglio comunale è stata uno di quei momenti in cui la politica smette di vivere di slogan e deve misurarsi con la contabilità e con le conseguenze concrete sulla vita della città. La sindaca Silvia Salis ha scelto di fare un punto pubblico e dettagliato sulla crisi di AMT, spiegando perché il “buco” dell’azienda non riguarda solo il trasporto pubblico, ma diventa un macigno per il bilancio del Comune e quindi per la capacità di erogare servizi. Ha parlato di perdite, patrimonio negativo, debiti, composizione negoziata, piano di risanamento e possibili revisioni degli orari, chiedendo a tutte le istituzioni di lavorare per salvare l’azienda e di smettere, testualmente, di “confondere le acque”.

L’intervento della sindaca Silvia Salis

Credo che sia doveroso e necessario in questo momento informare questo Consiglio, ma soprattutto tutta la città, dei passi che stiamo facendo per il salvataggio di AMT. Anche perché sembra che ci sia sempre chi ha maggior interesse a confondere le acque piuttosto che a salvare l’azienda di trasporto pubblico della nostra città.

Nel discorso, come sapete, è stato approvato il bilancio AMT del 2024 con quasi un anno di ritardo ed è stato approvato con una perdita di 55,9 milioni. Su cui è inutile dire che pesa enormemente la politica di gratuità e di molti titoli di viaggio. È la più grande perdita della storia di AMT.

Ogni mese l’azienda ha perso 4,6 milioni. Lo avevamo denunciato quest’estate anche quando ci dicevano che eravamo inutilmente allarmisti e che AMT andava benissimo, era un gioiellino. E questi sono i risultati.

Siccome AMT non ha riserve, la perdita di questo gioiellino è andata a intaccare il capitale sociale. Era di 30 milioni, ma con la chiusura del bilancio del 24 diventa negativo per 37,5 milioni. Perché oltre alla perdita, AMT ha dovuto correggere una somma di 12 milioni e mezzo per contributi ministeriali per la qualità dell’aria che era stata contabilizzata nel bilancio del 23 ma è arrivata solo, come sappiamo, nel 25.

Perché il bilancio del 2024 non è stato approvato nei tempi previsti dall’amministrazione precedente? Purtroppo noi non abbiamo la risposta a questa domanda. Invece andrebbe rivolta a chi è amministrato e chi ha gestito l’azienda negli anni precedenti a questa amministrazione. Ma come ben sapete stanno indagando la Procura della Repubblica e la Corte dei Conti, quindi su questo non diciamo altro per il momento.

Anche se a guardare i numeri con cui abbiamo a che fare, qualche domanda sarebbe da farsi. Quando il bilancio sarà approvato nei prossimi giorni, anche dall’assemblea dei soci, il Comune di Genova dovrà per legge mettere da parte il 94% delle perdite, ovvero altri 25 milioni oltre i 15 già accantonati che andranno a pesare sul bilancio di previsione 2026. In totale fanno 40 milioni che bloccano di fatto tutta la spesa corrente del Comune.

40 milioni bloccati. Questi accantonamenti potranno essere liberati solo quando si procederà alla ricapitalizzazione di AMT. Ed ecco perché in queste settimane stiamo chiedendo alla Regione di dar seguito con atti formali alla disponibilità che aveva annunciato.

Prima della ricapitalizzazione è necessario intervenire anche sull’adeguamento del contratto di servizio, non con contributi straordinari ma con un aumento di risorse strutturale. Chiediamo che entro la fine del mese si arrivi a un protocollo di intesa tra tutti i comuni soci, la città metropolitana e come dicevo anche la Regione. Anche perché le perdite purtroppo non si fermano qui.

Anche il bilancio 2025 è chiudere in perdite. I punti non sono ancora definitivi ma siamo attorno ai 25 milioni di perdita. Il che vuol dire che il patrimonio netto di AMT a fine 2025 sarà negativo per oltre 60 milioni.

In sintesi, dal 1 gennaio 2024 a fine 2025 AMT ha bruciato 90 milioni di capitale. Nel silenzio di chi la stava amministrando. Ho sentito in questi giorni fare molta confusione tra le cifre della crisi di AMT.

Volutamente o no, non aspetta a me dirlo in questa sede. Se ne occuperà qualcun altro. Provo però a spiegarlo ancora una volta.

Le perdite che hanno portato all’erosione del capitale sociale non equivalgono ai debiti. Se le perdite infatti sono il risultato di ciascun esercizio. I debiti sono l’insieme degli impegni di ogni tipo che AMT sia presa e sia obbligata a ottemperare.

Non tutti sono scaduti. Quelli per gli investimenti saranno coperti dai crediti del PNRR. Ma resta il fatto che a fine dicembre del 2024 i debiti di AMT ammontavano un totale di 280 milioni.

Un dato che supera abbondantemente il fatturato che è di 223 milioni. E ci preoccupa ancora di più. Se considerate che nell’arco di un solo anno i debiti nei confronti di banche e fornitori sono saliti di 62 milioni di euro.

Che cosa sta facendo AMT adesso? Non solo ha approvato il bilancio del 2024 e sta chiudendo, questa volta nei tempi corretti, ci tengo a sottolinearlo, quello del 2025. Come sapete a ottobre 2025 ha attivato un procedimento di composizione negoziata della crisi. Che ha congelato le richieste di fallimento da parte dei creditori e della Procura della Repubblica.

Che anch’essa ha evidenziato debiti per 200 milioni. Le misure protettive scadono il prossimo 20 febbraio. AMT chiederà una proroga di 120 giorni.

Nel frattempo il CDA dell’azienda ha approvato anche il piano di risanamento. In cui viene stimato che nel periodo 2020-2024, questo è un dato molto importante, AMT ha erogato servizi sotto costo per la somma di 60,8 milioni. Oltre la metà, 36 milioni, deriva dal trasporto extraurbano e dalla Funivia-Genova-Casella.

Città metropolitana ha stimato in 24 milioni di euro l’anno la necessità di adeguamento del corrispettivo dei due contratti di servizio, dal 2026 in avanti. Il piano approvato da AMT prevede una necessità di adeguare il contratto di servizio di 28 milioni nel 2026 e di 32 milioni in media negli anni successivi. Il piano di risanamento prevede anche la necessità di un aumento di capitale di 100 milioni di liquidità e 40 milioni di immobili o crediti tra il 2026 e il 2029.

Ma almeno 61 milioni di liquidità dovranno essere conferiti entro giugno del 2026. Intanto la manovra tariffaria avviata dal 1 novembre ha portato una previsione di aumento di ricavi di circa 10 milioni l’anno. Ci sono infine azioni di efficientamento aziendale, compreso il ricorso all’incentivo all’esodo concordato con l’Inps e con le organizzazioni sindacali.

Gli incentivi consentiranno di accompagnare alla pensione anticipata 150 lavoratori nell’arco dei prossimi due anni. È purtroppo ovvio che in questo contesto di crisi totale questa si riversi anche poi sul servizio, con difficoltà per gli utenti e per le lavoratrici e i lavoratori di AMT. Le criticità maggiori si stanno registrando a causa della carenza di mezzi per l’approvvigionamento dei pezzi di ricambio, oltre che per i lavori in corso delle rimesse.

A dicembre siamo arrivati ad avere fermi 250 mezzi su 650 per i motivi che vi ho appena illustrati. Da novembre è ripreso il pagamento delle fatture correnti dei fornitori e da gennaio si sta procedendo una task force manutentiva che sta ottenendo risultati e che è in corso di implementazione. Le difficoltà sul servizio ovviamente continuano, ma stiamo valutando e non escludiamo che si possa arrivare a una modifica dell’orario nelle prossime settimane per rendere il servizio più efficiente.

Questo è il quadro completo e dettagliato. Rendo conto anche molto tecnico per un intervento della Sindaca in Consiglio Comunale, ma credo che fosse il momento di parlare chiaramente della crisi dell’azienda con dati, date e numeri certi. La serietà della situazione richiederebbe lo sforzo da parte di tutti di non lasciarsi andare alle polemiche politiche, alle mistificazioni e alle strumentalizzazioni, ma lavorare tutti insieme per salvare la nostra azienda di trasporto pubblico.

Ho voluto essere meno polemica possibile in questo intervento anche se spunti ce ne sarebbero a volontà, a partire dalla campagna elettorale fino a tutto quello che è successo in questi mesi. Ma questo intervento serviva per informare la nostra città e credo fosse doveroso farlo perché si sentono troppi numeri in libertà e non ce lo possiamo permettere. Bisogna fare un’operazione di trasparenza, lo stiamo facendo, continueremo a farla.

Voglio fare una nota però. Questa situazione che deriva dalla incapacità gestionale e amministrativa di chi ci ha preceduto è una bomba sul nostro bilancio, sulla nostra spesa corrente e quindi anche sulla nostra capacità amministrativa e quindi anche sulla nostra facoltà di erogare servizi che sono dovuti a questa città. Quindi è molto chiaro da questi eventi che la ricaduta non è solo politica, è amministrativa ed è materiale sulla quantità di servizi che noi possiamo erogare a questa città quest’anno e negli anni che verranno per quello che dovremo mettere in più rispetto a quelle che erano le aspettative su AMT.

Sono certa che alla fine delle indagini della Procura ci sarà più di una persona che dovrà chiedere scusa alla città ma noi aspettiamo che si concludano le indagini.


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