Ricerche senza esito per il comandante del peschereccio affondato al largo di Portofino: cresce l’angoscia della marineria – VIDEO

Le ricerche sono andate avanti per l’intera giornata, senza sosta, ma al tramonto non è arrivata la notizia che tutti aspettavano. Prosegue con esito negativo l’attività di soccorso per il comandante del peschereccio Acquario, disperso dopo il naufragio avvenuto ieri al largo di Portofino, a poche miglia dalla costa

Sul campo sono rimasti impegnati i vigili del fuoco con i mezzi della sede portuale: la motonave partita da Calata Gadda e l’elicottero Drago hanno battuto le aree assegnate con una doppia modalità di ricerca, alternando i controlli strumentali con l’ecoscandaglio alle verifiche a vista svolte dal personale a bordo. Un lavoro meticoloso, ripetuto per ore, scandagliando tratti di mare nella speranza di intercettare un segnale, un riferimento, qualunque traccia utile. Ma al momento, spiegano i soccorritori, l’operazione non ha portato risultati.

Il naufragio ha già avuto un primo esito drammaticamente diviso in due: da una parte il recupero di un pescatore 28enne, tratto in salvo e portato a terra dopo l’intervento dei soccorsi; dall’altra l’assenza, che pesa come un macigno, dell’armatore e comandante 64enne Zhouaier ben Ali Dhib, di cui non si hanno notizie.
In queste ore, mentre le ricerche continuano e l’attesa si fa sempre più tesa, arrivano anche le parole dei sindacati di categoria. Le segreterie di Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil e Uila Pesca parlano di dolore e di vicinanza: sottolineano l’incertezza che stanno vivendo familiari, amici e conoscenti del comandante disperso e ringraziano chi sta partecipando alle operazioni in mare, uomini e donne impegnati senza risparmio nelle attività di ricerca. Un pensiero che si allarga anche alla comunità, perché quando un peschereccio non rientra, non è mai solo una famiglia a restare sospesa: è una marineria intera.
Intanto, mentre cala la luce e ogni ora aggiunge peso all’attesa, resta il dato che più colpisce: oggi le ricerche hanno setacciato le zone assegnate con strumenti e osservazione diretta, ma il comandante dell’Acquario non è stato ancora trovato. E finché manca quella risposta, l’unica cosa che sembra possibile fare è continuare a cercare, continuare a sperare, continuare a tenere accesa la voce di chi non può permettersi che l’emergenza finisca in una riga di cronaca.
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