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Tapis roulant aeroporto-Erzelli, Bucci punta il dito sul Comune. Salis replica: «I fondi li ha ritirati il ministero, ed è tutto scritto»

Il “moving walkway” che avrebbe dovuto rendere più semplice e rapido il collegamento tra l’aeroporto e la stazione ferroviaria di Erzelli torna al centro dello scontro politico. A far discutere, ancora una volta, non è solo l’utilità dell’opera, ma soprattutto la catena di decisioni e responsabilità che ha portato allo stop. Lui: «Il Comune doveva fare il suo lavoro». Lei ribatte: «Basta lezioni da Bucci. Non è più sindaco»

Bucci, al termine del Consiglio regionale, ha scelto una linea netta: per lui il progetto era nato con una cifra sostenibile e così doveva restare. Il governatore si è detto “veramente preoccupato” perché, a suo dire, i progetti di Genova verrebbero “eliminati” e ha sostenuto che la decisione non sarebbe del ministero ma del Comune, imputando la vicenda a un aumento dei costi da 29 a 44 milioni. Nella sua ricostruzione c’è un punto fermo: se l’impegno era per una certa cifra, bisognava farla rispettare. E se il quadro economico cambia, bisogna “mettersi d’accordo” con i progettisti. Bucci insiste che lui quel progetto lo aveva visto e approvato e che “va bene”, e ribadisce che, salvo ragioni straordinarie come l’aumento delle materie prime, si sarebbe dovuto andare avanti “con 29 mila euro”. Il senso del suo intervento si condensa in una frase che suona come un rimprovero operativo: “Il Comune doveva fare il suo lavoro”.

La replica della sindaca Silvia Salis arriva a stretto giro ed è lunga, puntuale, costruita attorno a ciò che lei definisce “atti ufficiali”. Salis non si limita a contestare la lettura politica del governatore, ma rovescia la premessa: «Sono io a essere veramente preoccupata dal fatto che da quando il centrosinistra è tornato ad amministrare Genova, il governo sembra aver chiuso definitivamente il portafoglio verso la nostra città, che negli anni passati invece è stato sempre molto generosamente aperto. Contrariamente a quanto sostiene il presidente della Regione, Marco Bucci, la decisione di non finanziare più il tapis roulant di collegamento tra l’aeroporto e la stazione ferroviaria è proprio del ministero e non del Comune. E questo risulta chiaramente dagli atti ufficiali».

Poi affonda, ricordando che da dicembre 2024 la guida della città è cambiata e che, nel frattempo, l’iter del progetto non è rimasto fermo al “punto” in cui lo descrive Bucci: «Forse il presidente Marco Bucci pensa di essere ancora il sindaco di Genova, ma gli ricordo che non lo è più da dicembre 2024. Nel frattempo, le cose non sono rimaste immobili a come sostiene sempre di averle lasciate lui».

Il passaggio decisivo della risposta riguarda i numeri. Salis sostiene che i 29 milioni citati dal governatore non fossero il costo effettivo dell’opera, ma una stima legata al progetto di fattibilità, quindi un livello preliminare per definizione destinato a essere aggiornato. Secondo la sindaca, già a maggio 2025 i progettisti scelti sotto la precedente amministrazione, con l’affinamento del progetto, avrebbero fatto lievitare i costi fino a 50 milioni, in un momento in cui Bucci non era più sindaco ma a Palazzo Tursi governava ancora la sua maggioranza. Gli uffici comunali, prosegue Salis, avrebbero chiesto di rivedere quell’aumento ritenuto eccessivo, arrivando a una cifra ridotta a 44 milioni. Il punto di rottura, però, arriverebbe dopo: «Il 5 dicembre scorso, in un incontro in prefettura, è stato proprio il ministero delle Infrastrutture a dire che il progetto era troppo costoso e non sarebbe più stato finanziato. Ogni ulteriore interlocuzione sull’eventuale ricerca di altre fonti di finanziamento è stata definitivamente sospesa dallo stesso ministero il 12 gennaio scorso».

Nel mirino di Salis finisce anche l’accusa implicita di Bucci, quel “il Comune doveva fare il suo lavoro”, che lei respinge rivendicando l’attività tecnica degli uffici: «Bucci, con il solito atteggiamento che lo contraddistingue, sostiene che il Comune avrebbe dovuto fare il suo lavoro. Ed è proprio quello che gli uffici hanno fatto e che lui dovrebbe sapere, se è così interessato ai progetti che riguardano la nostra città come dice». E la chiusura è un invito che suona come una richiesta di rispetto istituzionale, prima ancora che come una stoccata politica: «Se non si conosce l’evoluzione delle cose, forse sarebbe meglio informarsi prima di rilasciare dichiarazioni. E non pensare che il lavoro del Comune di Genova si sia fermato a dicembre 2024. Nel rispetto mio, della giunta e degli uffici chiedo almeno di informarsi prima di dare lezioni su come si lavora».

Al di là della schermaglia, resta una questione concreta: se il finanziamento è stato ritirato e il progetto è stato stralciato, Genova perde – almeno per ora – un’infrastruttura pensata per rendere più credibile e accessibile uno snodo strategico come l’aeroporto, collegandolo a una stazione che dovrebbe sostenere lo sviluppo degli Erzelli.


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