Oggi a Genova 

Naufragio del peschereccio “Acquario”, corsa contro il tempo per trovare il disperso. Il naufrago messo in salvo è all’ospedale di Lavagna

Naufragio a circa tre miglia dalla costa davanti a Portofino: un peschereccio di 16 metri immatricolato a Genova risulta affondato o semi affondato e le squadre di soccorso continuano a cercare una seconda persona. L’uomo recuperato è stato messo in salvo dal rimorchiatore “Germania”

Il mare davanti a Portofino oggi ha restituito per ora solo una parte della storia. L’altra, quella più angosciante, è ancora sospesa nelle ricerche che proseguono senza sosta per una persona dispersa, il comandante dell’imbarcazione, Dhib Zouhaier Ben Ali, che non ha voluto abbandonarla. Il peschereccio coinvolto nell’emergenza è l’Acquario, lungo 16 metri e immatricolato a Genova: si trova a circa tre miglia nautiche dalla costa e, al momento, non è ancora chiaro se sia completamente affondato o se sia rimasto in una condizione di semi-affondamento, con lo scafo compromesso ma non del tutto scomparso sotto il livello dell’acqua.

L’allerta, scattata poco dopo le 14, ha attivato una macchina di soccorso. Una persona è stata tratta in salvo e nelle primissime fasi si era parlato di condizioni molto gravi, legate soprattutto a una forte ipotermia. Col passare dei minuti, però, il quadro clinico è stato riconsiderato: l’uomo è stato recuperato dal rimorchiatore Germania e trasportato al porto di Santa Margherita Ligure, dove sono stati effettuati i primi soccorsi e dove i sanitari hanno riscontrato una situazione meno critica di quanto temuto nell’immediato. Da lì è stato trasferito in codice giallo, di media gravità, all’ospedale di Lavagna.

Nel frattempo, la parte più drammatica dell’intervento è rimasta tutta nelle ricerche del disperso. In mare stanno operando i mezzi della capitaneria di porto e dei vigili del fuoco, con un dispositivo potenziato anche dall’alto: in ricognizione c’è l’elicottero Drago dei vigili del fuoco con i sommozzatori a bordo, mentre in acqua è presente anche una motobarca dei vvf, impegnata a battere la zona e a supportare le attività di avvistamento.

L’Acquario, in questa fase, è diventato un punto fisso attorno al quale ruotano due urgenze diverse ,ma intrecciate: capire cosa sia accaduto davvero, con una dinamica ancora da chiarire, e, soprattutto trovare chi manca all’appello prima che il tempo e la temperatura facciano il resto. È la parte che non si vede nelle immagini: la corsa contro il tempo che, quando c’è un disperso, diventa l’unico orologio che conta.


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