Frana sulla strada provinciale di Novano: stop improvviso al traffico e controlli sull’acqua che muove il versante

La Città Metropolitana di Genova ha disposto la chiusura temporanea della strada provinciale numero 38 di Novano nel Comune di Casarza Ligure, all’altezza del chilometro 2+800. Le verifiche tecniche sono in corso: al centro c’è l’azione dell’acqua e delle infiltrazioni che stanno aggravando una criticità già presente. La riapertura avverrà solo dopo il ripristino delle condizioni di sicurezza

Scatta la chiusura della strada provinciale numero 38 di Novano: la circolazione veicolare è stata temporaneamente interdetta nel Comune di Casarza Ligure, all’altezza del chilometro 2+800, dopo le verifiche dei Servizi Tecnici della Città Metropolitana di Genova. Il motivo è un movimento franoso che, nelle ultime ore, ha ulteriormente peggiorato una situazione di instabilità già nota e monitorata.

La decisione arriva in un contesto che, a quanto riferito, era già delicato: nella giornata di domenica, infatti, lo stesso tratto era stato chiuso in via precauzionale proprio per le condizioni del versante. Poi lo smottamento, più recente, ha cambiato lo scenario e ha reso necessaria una chiusura destinata a durare di più, nell’interesse della sicurezza di tutti.
Cosa sta succedendo: un versante già critico e uno smottamento che peggiora il quadro
Il punto non è soltanto il cedimento in sé, ma l’evoluzione del fenomeno. Gli addetti tecnici, presenti sul posto, stanno concentrando le verifiche sull’azione dell’acqua, considerata determinante nell’innesco e nello sviluppo del movimento franoso.
In parole semplici: prima di decidere come mettere mano al versante bisogna capire con precisione da dove arrivano le infiltrazioni e in che modo stanno agendo sul terreno. È un passaggio cruciale, perché un intervento “a tentativi” o basato su ipotesi frettolose rischierebbe di non risolvere il problema o, peggio, di accentuarlo.
Le verifiche in corso: perché serve un’analisi accurata prima dei lavori
Le squadre tecniche stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell’acqua: provenienza, percorso, accumuli, eventuali punti di sfogo e pressione sul versante. Questo tipo di analisi serve a scegliere la strategia corretta: drenaggi, regimazione delle acque, consolidamenti o altre soluzioni che devono essere calibrate sul comportamento reale del terreno.
È anche per questo che la chiusura viene comunicata come legata a un criterio chiaro: prima la sicurezza, poi la riapertura. La circolazione resterà interdetta fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza, come indicato dai tecnici.
«Siamo consapevoli dei disagi, ma prima di intervenire dobbiamo capire l’azione dell’acqua»
A mettere nero su bianco la linea seguita dalla Città Metropolitana è Simone Franceschi, vicesindaco metropolitano e consigliere delegato alla viabilità, che riconosce l’impatto della chiusura su residenti e pendolari, ma ribadisce la priorità delle verifiche:
«Siamo consapevoli dei disagi che questa chiusura comporta per residenti e pendolari, ma prima di intervenire è fondamentale capire come e dove l’acqua stia agendo sul versante. Solo partendo da un’analisi approfondita possiamo individuare soluzioni realmente efficaci e durature, evitando interventi che, se affrettati, potrebbero peggiorare la situazione».
Il messaggio è diretto: non si tratta di rinviare, ma di evitare un intervento sbagliato. In scenari di instabilità idrogeologica, la differenza tra una soluzione risolutiva e un lavoro inefficace spesso sta proprio nella diagnosi iniziale.
Cosa cambia per chi si muove: chiusura, disagi e aggiornamenti
La chiusura del tratto interessa un punto preciso, ma può avere ripercussioni importanti sulla viabilità locale, soprattutto per chi usa quotidianamente quel collegamento. Al momento non risultano comunicati ufficialmente percorsi alternativi nel testo della nota: per chi deve spostarsi, il consiglio pratico è attenersi alla segnaletica sul posto e verificare gli aggiornamenti ufficiali prima di mettersi in viaggio.
La Città Metropolitana ha inoltre annunciato che seguiranno comunicazioni sull’evoluzione della situazione. Tradotto: la priorità, ora, è completare le verifiche tecniche sull’acqua e definire un piano d’azione che consenta di riaprire solo quando il transito potrà avvenire senza rischi.
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